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22 Gennaio 2026 - 10:57
Cosmo annuncia il suo nuovo album: “La Fonte” esce il 17 aprile, dieci anni dopo “L’ultima festa”
Dieci anni non sono solo una misura del tempo. Per Cosmo, dieci anni sono una soglia. Il 17 aprile 2026 segnerà l’uscita di “La Fonte”, il nuovo album dell'artista eporediese Marco Jacopo Bianchi, pubblicato da Columbia Records – Sony Music Italy / 42Records, a distanza di 10 anni esatti da “L’ultima festa”, il disco che nel 2016 ne aveva cambiato definitivamente il destino artistico. Non un anniversario celebrativo, ma un ritorno che guarda avanti, come se quel titolo di allora fosse stato davvero una fine necessaria per arrivare fin qui.
L’annuncio arriva pochi giorni dopo la pubblicazione di “Ciao”, il primo singolo estratto, disponibile sulle piattaforme digitali e accompagnato da un videoclip su YouTube. Un brano che, già dal titolo, chiarisce l’intenzione di Cosmo: usare una parola minima, quotidiana, per aprire uno spazio più grande. “Ciao” non è una resa, non è un commiato nostalgico, ma l’accettazione del dolore come passaggio obbligato per attraversarlo e superarlo. Un inizio che passa da ciò che fa male, senza edulcorazioni.
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Il singolo nasce nella prima sessione di lavoro in studio e prende forma quasi per intuizione. Cosmo lo racconta così: «Giocando con gli accordi siamo finiti in un immaginario pop italiano anni ’80». È in quel momento, spiega, che qualcosa si rimette in moto. «Abbiamo capito che la magia si era rimessa in moto, che un nuovo disco stava nascendo». Non una costruzione a tavolino, ma un riconoscimento improvviso, istintivo, di una direzione che si apre.
Il videoclip di “Ciao”, diretto da Studio900, traduce visivamente quel percorso emotivo e anticipa l’immaginario di “La Fonte” attraverso rimandi diretti, senza svelare troppo. Un lavoro che accompagna il brano senza spiegarlo, coerente con un artista che da sempre preferisce suggerire piuttosto che dichiarare.
Il nuovo album è scritto, prodotto e suonato da Cosmo insieme ad Alessio Natalizia, musicista e produttore di base a Londra noto come Not Waving. Il sodalizio prosegue dopo “Sulle ali del cavallo bianco” del 2024 e rappresenta il secondo capitolo di un percorso condiviso che si è ormai consolidato. Un dialogo artistico che non cerca compromessi facili e che continua a muoversi su un confine personale tra elettronica, canzone e visione.
Cosmo ha annunciato l’uscita di “La Fonte” anche direttamente, con parole semplici e senza sovrastrutture: «Il mio nuovo disco, La Fonte, uscirà il 17 aprile. Dopo un lungo volo il Cavallo Bianco è atterrato proprio lì». Una frase che lega idealmente il nuovo lavoro al precedente, come se non si trattasse di una rottura, ma di un atterraggio necessario dopo un viaggio lungo e complesso.
Per capire il peso di questo ritorno bisogna tornare indietro. “L’ultima festa”, nel 2016, non era un titolo simbolico per caso. Doveva davvero essere l’ultimo disco di Cosmo, se il progetto non fosse riuscito a superare la dimensione di culto che aveva accompagnato “Disordine”. Invece accadde l’opposto. Quel lavoro diventò una frattura netta nella scena italiana, capace di tenere insieme elettronica, scrittura intima, dance e canzone d’autore. Da lì in avanti Cosmo smise di essere un’anomalia e divenne un riferimento.
Ma la sua storia parte prima. Nato a Ivrea nel 1982, Bianchi cresce musicalmente con i Drink to Me, band post-rock ed elettronica con cui attraversa oltre dieci anni di scena indipendente, tra dischi, tour internazionali e una solida reputazione critica. Quando decide di intraprendere la strada solista non lo fa per semplificare, ma per complicare ulteriormente il proprio percorso. “Disordine”, nel 2013, è un esordio spiazzante: cantato in italiano, prodotto in autonomia, lontano da qualsiasi formula radiofonica. Vince premi, convince la critica, ma resta un oggetto irregolare.
Da “Cosmotronic” a “La terza estate dell’amore”, fino a “Sulle ali del cavallo bianco”, ogni disco ha contribuito a costruire un immaginario preciso: la musica come rito collettivo, il ballo come atto politico, il concerto come spazio di comunità. In questi anni Cosmo non ha mai separato l’arte dalla postura pubblica. Ha preso posizione contro il greenwashing sul palco di Sanremo, ha scelto di boicottare Spotify per ragioni etiche, pubblicando musica su Bandcamp e YouTube e devolvendo i proventi a cause umanitarie. Scelte che comportano rinunce, ma che definiscono una coerenza rara.
Anche dal vivo, Cosmo ha continuato a spostare i confini. Nei suoi concerti ha chiesto al pubblico di spegnere i cellulari, coprire le fotocamere, vivere il momento senza mediazioni. Non un ritorno nostalgico, ma un gesto politico contro la distrazione permanente. Un modo per restituire alla musica il suo ruolo primario: l’incontro reale tra persone.
È in questo contesto che “La Fonte” si annuncia. Dieci anni dopo “L’ultima festa”, Cosmo non torna per celebrare se stesso, ma per rilanciare. Un nuovo disco, nuovi concerti e un’idea che, per ora, resta volutamente aperta. “Ciao” è il primo tassello: una parola semplice che può essere saluto o inizio. E forse entrambe le cose.
Cosmo è ancora qui non perché nulla sia cambiato, ma perché tutto continua a muoversi. E il 17 aprile, con “La Fonte”, quel movimento prende una nuova forma.
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