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08 Marzo 2026 - 13:13
Campo sportivo addio: a Gassino Torinese scoppia la polemica sull’area camper
Per molti gassinesi non era soltanto un campo da calcio. L’ex impianto sportivo Olindo Fiore, nella frazione Bussolino di Gassino Torinese, è stato per decenni un luogo di sport e aggregazione: partite tra ragazzi del quartiere, gare ciclistiche, raduni di mountain bike e pomeriggi trascorsi a rincorrere un pallone. Oggi quell’area si prepara a cambiare completamente funzione.
Il Comune ha infatti avviato il percorso per trasformare l’ex campo in un’area camper, puntando sul turismo itinerante e sulla valorizzazione del territorio collinare. Nelle scorse settimane, sono partiti anche i primi interventi di pulizia e sistemazione, con la rimozione della vegetazione che negli anni aveva invaso l’area. Un segnale concreto che segna il passaggio dal progetto alla fase operativa.
Ma la scelta non è passata inosservata. E ha aperto una polemica politica. A sollevarla è il consigliere comunale di minoranza Maurizio Gazzara, che online ha ricostruito il valore simbolico e sociale di quello spazio: «Per generazioni di gassinesi, l’ex campo sportivo di Bussolino non è stato solo un rettangolo d’erba», scrive. Un luogo che, ricorda, ha ospitato «gare ciclistiche combattute, raduni di mountain bike, partite di calcio» e dove tanti ragazzi hanno imparato a stare insieme attraverso lo sport.
La trasformazione dell’area, secondo Gazzara, solleva diversi interrogativi. Il primo riguarda la destinazione dell’intero spazio. Il progetto comunale prevede infatti che solo una parte del campo venga utilizzata per l’area camper, lasciando aperta la questione dell’altra metà: «L’area camper, secondo il progetto, occuperà solo metà dell’ex campo di Bussolino. E l’altra metà?», si chiede il consigliere, paventando il rischio che una parte dell’area resti senza una funzione definita.
C’è poi il tema della collocazione. L’ex campo si trova nella località di Bussolino, e raggiungere il centro del paese a piedi significa percorrere la via che porta lo stesso nome della frazione collinare, una strada che negli anni è stata teatro di diversi incidenti. Senza marciapiedi e collegamenti adeguati, osserva Gazzara, il rischio è che lo spazio resti isolato. Il timore, in sostanza, è che l’area camper finisca per trasformarsi in «una cattedrale nel deserto», lontana dal centro e poco integrata con la vita del paese.

Maurizio Gazzara
Ma la critica non si ferma qui. Nel suo intervento il consigliere allarga lo sguardo alla situazione degli spazi sportivi a Gassino, ricordando il campetto di pallacanestro di via Calvino, oggi in condizioni di abbandono, e le due porte da calcio che un tempo si trovavano nell’area dove oggi sorge la nuova scuola. Luoghi informali di ritrovo per tanti giovani che, secondo Gazzara, non hanno ancora trovato alternative: «Non sarebbe stato più lungimirante trovare un’area sostitutiva prima di eliminarli?», domanda.
Il punto, però, non è essere contrari al turismo. Lo stesso Gazzara lo chiarisce: «La vera questione non è essere contro un’area camper». Piuttosto, il nodo riguarda le priorità e le scelte strategiche per il territorio. Il consigliere sottolinea come uno spazio sportivo rappresenti prevenzione, educazione e salute, oltre a essere un presidio sociale per la comunità.
La polemica non si esaurisce però a Gassino. La realizzazione della nuova area camper rientra in un fenomeno più ampio che negli ultimi anni sta attraversando il Piemonte, dove aree di sosta per il turismo itinerante stanno spuntando fuori ogni giorno.
Sempre più Comuni, infatti, stanno puntando su questo tipo di interventi, quasi sempre sostenuti da bandi pubblici. Si tratta di opere relativamente leggere dal punto di vista economico e amministrativo: progetti di riqualificazione che richiedono investimenti contenuti rispetto a impianti sportivi o infrastrutture più complesse e che possono essere realizzati in tempi relativamente brevi.
In questo scenario, la realizzazione di un’area camper diventa per molti enti locali una soluzione progettuale accessibile e rapidamente cantierabile, capace di intercettare fondi regionali o statali e allo stesso tempo di presentarsi come intervento di rilancio turistico.
Ed è proprio qui che si inserisce la lettura politica della vicenda. Senza accusare direttamente l’amministrazione, Gazzara lascia intendere che la scelta dell’ex campo Olindo Fiore possa rientrare in questa dinamica: un progetto più facile da finanziare rispetto alla riqualificazione sportiva dell’area, ma forse meno utile per la vita quotidiana della comunità.
Il rischio, secondo la sua visione, è che lo sviluppo turistico finisca per prevalere su altre esigenze locali: «Il turismo è importante», scrive il consigliere nel suo intervento, ma ricorda anche che il tessuto sociale di una comunità passa prima di tutto dagli spazi di incontro e di sport.
Il confronto resta quindi aperto. Da una parte, la volontà dell’amministrazione di recuperare un’area abbandonata puntando sul turismo on the road. Dall’altra, la richiesta dell’opposizione di non dimenticare la funzione sociale che quel luogo ha avuto per decenni.
Un campo che per anni è stato simbolo di sport popolare e che oggi si prepara a cambiare identità. Con una domanda che, tra memoria e sviluppo, continua ad attraversare il dibattito cittadino: quale futuro si vuole davvero costruire per gli spazi pubblici di Gassino?

I cantieri nell'ex campo Olindo Fiore
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