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07 Marzo 2026 - 21:44
Quando cala il sipario sulla Battaglia delle Arance, il cuore dello Storico Carnevale di Ivrea smette di battere solo per qualche ora. Poi ricomincia. Non con i tamburi degli aranceri o con il rumore delle arance che volano tra carri e piazze, ma con il lavoro silenzioso di chi deve raccogliere ciò che resta dopo tre giorni di scontri epici.
Ed è proprio da lì, dal tappeto arancione che ricopre strade e piazze della città, che prende forma una seconda storia: quella delle centinaia di migliaia di chili di arance che, una volta terminata la battaglia, iniziano un viaggio completamente diverso.
Non più armi di una tradizione secolare, ma materia prima per energia e fertilizzante. I numeri dell’edizione 2026 dello Storico Carnevale di Ivrea, presentati da Fondazione dello Storico Carnevale, Comune di Ivrea e SCS, raccontano una macchina organizzativa enorme, che entra in funzione appena gli ultimi carri lasciano le piazze.
Quest’anno le arance raccolte sono state quasi 725 mila chili, un dato leggermente inferiore rispetto all’edizione precedente quando si erano superati i 731 mila chili. Una differenza minima che, tuttavia, non cambia la dimensione impressionante di ciò che accade dopo la battaglia.
Perché quelle arance non finiscono semplicemente in discarica. Al contrario, vengono recuperate e trasformate. Una volta raccolte, sono state conferite in quattro diversi impianti di smaltimento e riciclo, dove inizieranno un processo che le porterà a diventare biogas e compost. Una parte delle arance verrà infatti trasformata in biogas, un’energia rinnovabile che sarà immessa direttamente nella rete di distribuzione per essere utilizzata nei consumi quotidiani.
È il lato meno visibile del Carnevale, ma anche uno dei più significativi: ciò che per tre giorni diventa simbolo della battaglia e della festa popolare, si trasforma poi in energia pulita. L’altra parte del materiale raccolto seguirà invece un percorso diverso ma altrettanto interessante: diventerà compost, cioè fertilizzante naturale destinato all’agricoltura e alla cura del verde. Proprio su questo fronte nasce una novità che guarda direttamente alla cittadinanza.
Il compost prodotto dalle arance del Carnevale verrà infatti restituito alla comunità attraverso un nuovo progetto di condivisione. Il fertilizzante sarà distribuito gratuitamente durante manifestazioni ed eventi, creando così una sorta di ciclo simbolico: dalle piazze alla terra, dalla festa alla natura.
Un modo per trasformare una delle immagini più iconiche del Carnevale – le montagne di arance schiacciate sull’asfalto – in qualcosa di utile e concreto per il territorio. Ma il lavoro di recupero non riguarda soltanto i frutti. Anche le cassette utilizzate per stoccare le arance entrano nel circuito del riciclo.

Quest’anno ne sono state raccolte oltre 98 mila chili, tutte rigorosamente di legno, una scelta ormai consolidata nell’organizzazione della manifestazione. Una volta recuperate, queste cassette vengono trasportate in un impianto specializzato dove il materiale viene lavorato e trasformato in pannelli truciolari, destinati a una nuova vita nel settore dell’arredo e dell’industria.
Un altro esempio di come una festa che affonda le radici nella storia possa dialogare con i temi più contemporanei, dalla sostenibilità ambientale al recupero dei materiali. E così, mentre i riflettori si spengono sulle piazze di Ivrea e gli aranceri tornano alla vita di tutti i giorni, le tracce della battaglia continuano a esistere sotto altre forme. Energia che entra nelle case. Fertilizzante che nutre la terra. Legno che diventa nuovo materiale.
Un destino sorprendente per quello che, solo poche ore prima, era il simbolo più spettacolare e rumoroso del Carnevale. Perché a Ivrea la battaglia non finisce davvero quando l’ultima arancia viene lanciata. Comincia semplicemente un’altra trasformazione.
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