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Pane Nostro, Ciriè fa rete: scuole e parrocchie insieme per chi ha bisogno

Caritas e Diocesi di Torino: da tre anni raccolta alimentare nelle scuole, rete territoriale fino a San Carlo e Fiano

Pane Nostro, Ciriè fa rete: scuole e parrocchie insieme per chi ha bisogno

Una scatola di cartone nell’atrio di una scuola può sembrare poca cosa. Eppure, quando la comunità decide di riempirla, diventa un segno concreto di cura reciproca. A Ciriè questo gesto ha un nome e un progetto: Pane Nostro, l’iniziativa che unisce parrocchie, istituti scolastici e famiglie per sostenere chi attraversa un periodo difficile, raccogliendo generi alimentari a lunga conservazione e coltivando, allo stesso tempo, una cultura della solidarietà tra i più giovani.

Promosso dalla Caritas locale e dalla Diocesi di Torino, Pane Nostro prosegue anche quest’anno a Ciriè, dove è ormai una presenza stabile da tre anni. La finalità è duplice: garantire alle famiglie in difficoltà un aiuto immediato tramite la raccolta di alimenti non deperibili e far maturare negli studenti la consapevolezza del valore di piccoli gesti condivisi.

Nel corso dell’anno scolastico le scuole del territorio collocano apposite scatole di raccolta. Studenti e famiglie vi lasciano prodotti a lunga conservazione che vengono poi ritirati dalle Unità pastorali e distribuiti dalle parrocchie alle persone fragili. In alcune comunità — Robassomero, San Carlo Canavese e San Francesco al Campo — la distribuzione è curata direttamente dalla Caritas di Ciriè, a conferma di un presidio attento e capillare. A supporto operativo interviene il Banco Alimentare di Moncalieri, che fornisce i contenitori necessari per il conferimento degli alimenti.

Negli ultimi mesi l’iniziativa ha ampliato il proprio raggio d’azione, includendo anche le scuole dell’infanzia e i due istituti comprensivi cittadini, Istituto Comprensivo Ciriè 1 e Istituto Comprensivo Ciriè 2. La partecipazione è ampia e articolata: tra gli istituti aderenti figurano le scuole dell’infanzia Ciari e Lazzaroni; le primarie Ciari, Gazzera, Don Bosco Fenoglio e il plesso di San Carlo; le scuole medie Viola, Costa e quella di San Carlo. Alla rete si uniscono inoltre l’infanzia parrocchiale di San Francesco al Campo, la primaria Rita Levi Montalcini di Fiano, la primaria Airaudi di Vallo Torinese e la primaria Cabodi di Varisella. Un mosaico di realtà che, insieme, rende tangibile la forza della collaborazione locale.



Alle origini del progetto, i volontari Caritas avevano scelto le aule come primo luogo d’incontro: spiegare come funziona una raccolta alimentare, cosa significhi condividere e perché la povertà non sia un concetto astratto, ma una condizione che può toccare anche un compagno di classe. Oggi l’iniziativa è consolidata: le scuole si registrano sul portale della diocesi per creare una rete organizzata di punti di raccolta e monitorare le quantità donate. Non è raro che siano gli stessi studenti a selezionare e catalogare i prodotti, predisponendo elenchi che aiutano i volontari a distribuire in modo più efficace.

Pane Nostro dimostra che l’efficacia non dipende dalla complessità dei mezzi, ma dalla costanza della comunità. Una filiera corta, trasparente e riconoscibile — dalla scatola in corridoio alla borsa consegnata — che, anche quest’anno, garantirà un aiuto concreto a numerose persone del Ciriacese. È una lezione civile che passa dalle mani dei ragazzi: imparano a donare oggi per diventare cittadini più consapevoli domani.

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