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07 Marzo 2026 - 09:37
Dall’Ucraina a Gassino, un’associazione riporta il sorriso a 23 bambini lontano da guerra e Chernobyl (immagine di repertorio)
Quattro anni di sofferenze, di massacri, di lutti e di bombe. Quattro anni da quando la normalità delle loro vite è stata stravolta da qualcosa che in Europa non avremmo mai più volto vedere: la guerra. Sono queste le immagini e le sensazioni che i bambini ucraini si portano dentro da quel tragico 24 febbraio 2022, quando è iniziata l'invasione russa del Donbass.
A Gassino Torinese c'è però un'associazione che prova a ridare una normalità e un sorriso a chi proviene dalle zone martoriate dal conflitto. «Il Comitato Girotondo – spiegano gli organizzatori – è attivo a Gassino sin dal 1995. Fino al 2020, ci siamo occupati di ospitare in paese bambini provenienti dalla Bielorussia, poco più a nord della centrale nucleare di Chernobyl. Volevamo ridare a loro una normalità lontano da lì, ma poi il governo bielorusso ha bloccato negli ultimi anni questo progetto».
Dopo il tragico incidente del 26 aprile 1986 nell'allora Unione Sovietica, sono sorte infatti in Italia molte associazioni no-profit che hanno ospitato, e ospitano ancora, bambini ucraini e bielorussi per qualche mese all'anno, attraverso famiglie volenterose e programmi mirati.
Quanto accaduto negli ultimi anni con la guerra non oscura i fatti di Chernobyl, ma impone oggi di agire su due binari paralleli, tra passato e presente: «I 23 bambini ucraini che verranno ospitati a Gassino dal 20 marzo al 17 maggio – spiegano dal Comitato Girotondo – arrivano dalle regioni di Zaporizhzhia e Dnipro, colpite dal conflitto. Alcuni di loro verranno qui per il secondo anno. Un'altra classe arriverà invece dal nord dell'Ucraina, dalla città di Korjukivka. I ragazzi verranno ospitati da alcune famiglie e andranno a scuola nel nuovo plesso di via Regione Fiore».

Zaporizhzhia dopo un bombardamento russo nell'ottobre 2022
Non solo istruzione, ma anche socialità e svago saranno centrali durante la permanenza dei bambini ucraini a Gassino: «Verranno qui con i loro insegnanti madrelingua. Ci avvaleremo anche di interpreti, in modo da superare facilmente la barriera linguistica. Per loro è prevista anche la visita all'acquario di Genova, attività sportive e due feste tutti insieme, una di benvenuto e una di congedo poi a maggio», fanno sapere dall'associazione.
Vista la loro provenienza da luoghi di conflitto e di radioattività ancora oggi alta – come nel caso di Korjukivka –, è previsto anche uno screening sanitario per i bambini ucriani in arrivo: «Durante il loro periodo di permanenza, verranno visitati dai pediatri di Gassino, per vedere che non abbiano delle problematiche, ed eventualmente per aiutarli. Faranno tutti l'ecografia alla tiroide».
Il disastro di Chernobyl provocò il rilascio di numerosi isotopi radioattivi nell'aria e nel suolo, elementi altamente pericolosi per la salute umana. Lo iodio-131 è uno di questi. Dal 1986, si stima che siano stati diagnosticati almeno 5.000 tumori tiroidei tra Ucraina e Bielorussia, con particolare incidenza tra bambini e adolescenti. Lo iodio-131 può essere assimilato dalla tiroide soprattutto attraverso il consumo di latte contaminato, diventato tale dopo l'assunzione di erbe radioattive da parte di mucche al pascolo.
Anche se lo iodio-131 è oggi sostanzialmente scomparso da quelle zone, le attività di screening sanitario consentono oggi di confrontare i dati con le generazioni precedenti e monitorare eventuali anomalie alla tiroide. Altri isotopi radioattivi, come lo stronzio-90 e il cesio-137, sono invece ancora presenti in quelle aree, anche se con modalità di assorbimento diverse.
Il progetto del Comitato Girotondo proverà così a dare una nuova normalità, almeno per qualche mese, a 23 bambini ucraini, lontano da un conflitto che sembra protrarsi ancora per tanto tempo e lontano dal disastro nucleare che i loro genitori e nonni avevano vissuto in prima persona.
In questo contesto di difficoltà psicologica e sanitaria, ogni gesto può fare la differenza, da una visita all'acquario a una lezione in un'aula tranquilla e sicura, passando per lo sport e l'accoglienza in una famiglia.

La centrale nucleare di Chernobyl poco dopo l'incidente del 1986
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