In meno di un mese un’idea è diventata realtà. Il 18 dicembre 2025, durante una missione natalizia, nasce il progetto; il 13 gennaio 2026, quel progetto è già sulla strada. L’associazione La Memoria Viva di Castellamonte ha ufficialmente messo in campo un furgone blindato destinato al trasporto di aiuti umanitari in Ucraina, un mezzo pensato non solo per garantire la continuità delle missioni, ma anche per proteggere persone e materiali in un contesto dove i rischi sono concreti e quotidiani.
Il furgone, già carico di aiuti, ha raggiunto Medyka, al confine tra Polonia e Ucraina, uno dei principali varchi umanitari d’Europa, dopo un viaggio organizzato nei dettagli per evitare intoppi logistici e garantire sicurezza. Un passaggio chiave di una missione che arriva dopo mesi di lavoro silenzioso e che rappresenta un punto di svolta per l’associazione.
La Memoria Viva non nasce come organizzazione di emergenza, ma come realtà impegnata nella memoria storica e civile. Eppure, dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, ha trasformato quei valori in azione concreta. Dal 26 febbraio 2022, l’associazione ha costruito una rete operativa capace di muoversi sul campo, senza intermediazioni inutili, mettendo insieme volontari, mezzi, contatti locali e solidarietà diffusa.
I numeri raccontano la portata di questo impegno: oltre 70 missioni, 15 ambulanze, 17 fuoristrada, uno scuolabus, ora anche un furgone blindato. E ancora 1.490 persone evacuate, 1.980 tonnellate di aiuti umanitari consegnati, oltre a operazioni mediche in Italia per casi gravi provenienti dalle zone di guerra. Un bilancio che non ha nulla di astratto, ma che prende forma tra le strade bombardate dell'Ucraina e i corridoi umanitari dell’Europa orientale.
Il furgone blindato nasce proprio da questa esperienza diretta. La decisione di dotarsi di un mezzo protetto risponde alla necessità di difendere gli aiuti umanitari da attacchi armati o tentativi di assalto, una realtà che i volontari conoscono bene dopo anni di missioni in territori instabili. Non è una scelta simbolica, ma una risposta operativa a un contesto che impone adattamento continuo.
Fondamentale, in questo percorso, è stata la collaborazione con Andrea Alesiani e l’associazione Liberi e oltre le illusioni, realtà di livello nazionale che ha condiviso fin da subito l’idea, contribuendo in modo decisivo alla raccolta fondi e all’organizzazione logistica. Un incontro nato sul campo, a Kharkiv, attraverso reti locali che negli anni si sono consolidate e che oggi permettono interventi rapidi e coordinati. «Fare squadra quando serve» non è uno slogan, ma una prassi che ha reso possibile trasformare un progetto complesso in un risultato concreto in poche settimane, senza fermarsi nemmeno durante le festività.
L’impegno de La Memoria Viva non si limita però ai confini dell’Ucraina. L’associazione è profondamente radicata nel Canavese, ma opera anche nella zona collinare e nella periferia nord di Torino, costruendo iniziative che tengono insieme solidarietà internazionale e attenzione al territorio. Un esempio simbolo è stato il “Consolato di Babbo Natale”, aperto lo scorso dicembre a Castellamonte, un’iniziativa capace di coniugare raccolta fondi, coinvolgimento della comunità e sostegno concreto alle missioni umanitarie.
Dietro ogni intervento c’è una visione precisa: la memoria non è solo racconto del passato, ma responsabilità verso il presente. È da questa convinzione che nasce un impegno che dura da oltre 1.400 giorni, senza interruzioni, senza clamore, spesso lontano dai riflettori. «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo», scrivono i volontari. Una frase che non suona come una chiusura, ma come una tappa.
Il furgone blindato è arrivato. Gli aiuti sono pronti. La rete è operativa. E mentre nuovi dettagli della missione verranno resi noti nei prossimi giorni, una cosa è già chiara: La Memoria Viva ha dimostrato che anche una realtà locale può costruire azioni di respiro internazionale, quando solidarietà, organizzazione e fiducia reciproca si trasformano in strumenti concreti. Non per eroismo, ma per scelta.