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04 Marzo 2026 - 20:46
La crisi si allarga anche ai voli per il sud-est asiatico (foto di repertorio)
La crisi in Medio Oriente e nell’area del Golfo si allarga e comincia a colpire anche i collegamenti aerei verso il sud-est asiatico, con un crescente rischio di cancellazioni dei voli. Alla Farnesina l’Unità di Crisi lavora senza sosta per assistere circa 100.000 italiani coinvolti in qualche modo dagli eventi che stanno interessando una delle aree più delicate del pianeta.
All’interno del Ministero degli Esteri è in corso un vero e proprio tour de force operativo. Il team dell’Unità di Crisi lavora 24 ore su 24, coprendo tutte le fasce orarie per rispondere alle chiamate dei connazionali in difficoltà o in cerca di informazioni. Il cuore della struttura è composto da due sale operative piene di schermi, telefoni e strumenti di monitoraggio, affiancate da una cucina e da una stanza con due posti letto per permettere al personale di fare brevi pause senza allontanarsi dalla sede.
Come spiegato all’ANSA da una delle responsabili dell’Unità durante una visita ai locali operativi, nelle ultime ore l’attenzione si è ampliata anche ai collegamenti aerei tra l’Italia e diversi Paesi del sud-est asiatico. Molti voli verso destinazioni turistiche come Maldive, Sri Lanka, Thailandia, Vietnam o Cambogia prevedono infatti scali negli aeroporti del Golfo, proprio nelle zone più colpite dalle tensioni seguite alle rappresaglie dell’Iran in risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele.
Tra gli hub più coinvolti figurano Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein e Kuwait, da cui transitano numerosi collegamenti internazionali. In queste aree si stanno moltiplicando cancellazioni e modifiche dei voli, dando vita a una crisi che, come spiegano alla Farnesina, si sta estendendo “a macchia d’olio”.
Per chi ha in programma viaggi nei prossimi giorni verso il sud-est asiatico, le autorità raccomandano massima prudenza e aggiornamenti costanti. La possibilità di cancellazione dei voli prenotati, anche da tempo, «è alta» allo stato attuale della situazione. Non sono esclusi disagi anche per chi riesca comunque a partire, soprattutto al momento del rientro, qualora le tensioni nell’area dovessero continuare a influenzare il traffico aereo.
Per questo motivo viene consigliato ai viaggiatori di monitorare con attenzione le comunicazioni delle compagnie aeree, dei tour operator e dei canali ufficiali, in particolare il sito viaggiaresicuri.it.
La Farnesina sta cercando di gestire al meglio l’emergenza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che il governo sta facendo «tutto il possibile» per assistere i cittadini italiani coinvolti.
Il primo obiettivo, ha spiegato il ministro, è quello di aumentare rapidamente il numero dei connazionali che riescono a lasciare le aree più esposte alla crisi. «Speriamo che per questo mercoledì si possano superare le 10.000 persone che hanno lasciato i Paesi più a rischio», ha dichiarato Tajani.

Antonio Tajani, ministro degli Esteri
Per circa 1.500 italiani la fase di evacuazione dalle zone del Golfo è già iniziata, con trasferimenti organizzati principalmente attraverso Oman e Arabia Saudita. Il ministero sta inoltre lavorando all’organizzazione di voli charter aggiuntivi per facilitare i rientri.
Tra le operazioni in corso c’è anche quella che riguarda circa 3.000 italiani attualmente in attesa di tornare dalle Maldive. «Stiamo lavorando per organizzare charter voli aggiuntivi», ha spiegato Tajani, sottolineando però che la situazione coinvolge anche molti altri Paesi.
Il blocco dei voli, infatti, non riguarda soltanto i cittadini italiani. «I francesi saranno 200.000-300.000, come lo stesso gli inglesi», ha osservato il ministro, spiegando che la pressione sugli aeroporti dell’area è altissima.
Secondo quanto riferito dalla Farnesina, nelle scorse ore si è registrato il blocco dei tre principali aeroporti del Golfo, anche se le operazioni stanno lentamente riprendendo, in un contesto ancora molto incerto.
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