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Ex Ilva, sciopero di 8 ore a Novi dopo l’infortunio mortale di Taranto

Lavoratori in sciopero per chiedere maggiori tutele

Ex Ilva

Ex Ilva, sciopero di 8 ore a Novi dopo l’infortunio mortale di Taranto (foto di repertorio)

Sciopero di otto ore per tutti e tre i turni di lavoro domani, 3 marzo, allo stabilimento ex Ilva di Novi Ligure, in provincia di Alessandria. La decisione è stata assunta dopo l’infortunio mortale avvenuto oggi nel sito di Taranto, un episodio che ha scosso l’intero gruppo e riacceso il tema della sicurezza negli impianti siderurgici.

La mobilitazione è stata annunciata dalle organizzazioni sindacali e coinvolgerà l’intero sito produttivo novese. Una presa di posizione netta, che intende esprimere cordoglio per la vittima e allo stesso tempo lanciare un segnale forte sulla necessità di interventi urgenti in materia di sicurezza sul lavoro.

A commentare quanto accaduto è Maurizio Cantello, segretario della Fiom Cgil Alessandria, che non nasconde la preoccupazione: “Il prezzo che stiamo pagando è molto alto”. Parole che pesano, pronunciate all’indomani dell’ennesimo incidente grave in uno dei principali poli dell’industria siderurgica italiana.

Cantello, in accordo con le altre sigle sindacali, sottolinea come sia “inaccettabile continuare a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né, tantomeno, previene le situazioni di rischio”. Un’affermazione che chiama direttamente in causa l’organizzazione complessiva del lavoro e le condizioni operative all’interno degli stabilimenti.

Lo sciopero allo stabilimento di Novi Ligure si inserisce in un clima di forte tensione nel comparto, dove il tema della sicurezza torna ciclicamente al centro del confronto tra azienda e sindacati. L’obiettivo della mobilitazione è richiamare l’attenzione sulle misure di prevenzione e sulla necessità di investimenti strutturali per ridurre i rischi negli impianti.

Il sito novese rappresenta una realtà produttiva importante per il territorio alessandrino e per l’intero indotto. La decisione di fermare la produzione per un’intera giornata nei tre turni testimonia la gravità con cui i lavoratori e le rappresentanze sindacali hanno accolto la notizia dell’incidente di Taranto.

L’episodio riapre il dibattito nazionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nel settore siderurgico, storicamente esposto a rischi elevati. I sindacati chiedono ora risposte concrete e azioni immediate per evitare che tragedie simili possano ripetersi.

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