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Economia
02 Marzo 2026 - 19:28
ANTONIO FILOSA, AD STELLANTIS
Il mercato italiano dell’auto torna a correre. A febbraio sono state vendute 157.334 vetture, con un aumento del 14% rispetto allo stesso mese del 2025. Una crescita sostenuta anche dall’avanzata dei veicoli made in China, che nel bimestre raggiungono una quota complessiva del 12,5% del mercato nazionale.
A spingere le immatricolazioni sono anche le vetture full electric (Bev), che a febbraio rappresentano il 7,9% delle vendite mensili, grazie alle consegne dei veicoli acquistati con gli incentivi andati esauriti in poche ore lo scorso ottobre. Incide positivamente anche il noleggio a breve termine: senza questo contributo – spiega l’Unrae – la crescita si sarebbe fermata al 9%.
Dall’inizio dell’anno, secondo i dati del Ministero dei Trasporti, le immatricolazioni sono state 299.373, in aumento del 10,19% rispetto allo stesso periodo del 2025.
A fare meglio del mercato è Stellantis, che a febbraio registra un incremento del 27,7%, quasi il doppio rispetto alla media del settore, con 53.592 consegne. La quota di mercato del gruppo sale dal 30,4% di un anno fa al 34%. Nei primi due mesi del 2026 le immatricolazioni del gruppo sono state 100.108, in crescita del 19,9%, con una quota del 33,3% rispetto al 30,7% dello scorso anno.
Tra i brand più performanti del gruppo spicca Leapmotor, protagonista di un balzo straordinario nel mercato italiano della mobilità elettrica. A febbraio il marchio, presente in Italia nell’ambito della joint venture Leapmotor International che fa capo a Stellantis, ha totalizzato 5.006 immatricolazioni, con una quota di mercato del 3,2% e del 6% tra i privati. L’incremento è del 2.196% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nella classifica delle auto più vendute, le prime quattro posizioni sono tutte targate Stellantis: al primo posto Fiat Pandina con 12.612 immatricolazioni e una quota dell’8%; al secondo Jeep Avenger con 5.893 unità e il 3,7%; al terzo Fiat Grande Panda con 5.500 e il 3,5%; al quarto Leapmotor T03 con 4.776 immatricolazioni e una quota del 3,03%.
Nonostante il rimbalzo di febbraio, il quadro resta fragile. Il Centro Studi Promotor segnala un clima di cautela tra i concessionari: il 66% prevede una stabilità delle vendite sui livelli attuali nei prossimi mesi, mentre il 23% teme un peggioramento.

GIAN PRIMO QUAGLIANO, PRESIDENTE PROMOTOR
A sottolineare le criticità è il presidente Gian Primo Quagliano, che avverte: «I principali fattori di freno per il mercato italiano dell'auto in questo momento sono la situazione economica generale, il livello dei prezzi delle auto e l'incertezza per la transizione energetica. Nessuno di questi fattori negativi sembra essere destinato a evolvere positivamente nei prossimi mesi per cui è probabile che il mercato dell'auto italiano nel 2026 si attesterà intorno al livello raggiunto nel 2025».
Il settore dunque cresce, ma resta sospeso tra slancio commerciale, transizione energetica e timori macroeconomici.
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