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Economia

Stellantis chiude il 2025 in rosso: buco da 22,3 miliardi, stop al dividendo e tensione con i sindacati

Ricavi in calo del 2%, cassa negativa e niente premio ai lavoratori. Filosa rassicura: “Acceleriamo per tornare alla crescita profittevole”

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Stellantis archivia il 2025 con una perdita pesantissima di 22,3 miliardi di euro e ricavi netti in calo del 2% a 153,5 miliardi. Numeri che riflettono il cambio di strategia sull’elettrico e la scelta di mettere al centro la “libertà di scelta da parte del cliente” tra motorizzazioni elettriche, ibride e termiche.

Il bilancio evidenzia anche una perdita operativa rettificata di 842 milioni di euro e un flusso di cassa industriale negativo per 4,5 miliardi. Per preservare la solidità finanziaria, il consiglio di amministrazione ha deliberato la sospensione del dividendo 2026 e autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride fino a 5 miliardi di euro.

L’amministratore delegato Antonio Filosa guarda però avanti e conferma i target finanziari per il 2026, già indicati a febbraio, con un ritorno nel 2027 a un flusso di cassa positivo. “Acceleriamo per ritornare a una crescita profittevole”, afferma il manager. Le sue parole vengono accolte positivamente dai mercati: il titolo chiude in rialzo del 4,24% a 6,778 euro.

ANTONIO FILOSA,  AD STELLANTIS

I sindacati metalmeccanici si dicono invece “preoccupati e amareggiati” per la decisione di non erogare il premio di risultato ai lavoratori del gruppo. Una scelta che, sottolineano, incide su buste paga già appesantite dalla cassa integrazione. Il premio non sarà riconosciuto in quasi tutti i Paesi in cui la multinazionale è presente: a beneficiarne saranno soltanto i dipendenti del Sud America, dell’Africa e del Medio Oriente. La Fiom rende noto che si è già svolto uno sciopero a Pomigliano e che domani sono previste mobilitazioni a Torino, Verrone, Termoli e Atessa, mentre negli altri siti si terranno assemblee nei prossimi giorni.

Nel corso della conference call con gli analisti finanziari, Filosa sottolinea che nella seconda metà del 2025 si è registrata un’inversione di rotta, con un aumento del 10% dei ricavi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e 2,8 milioni di consegne consolidate di veicoli, in crescita dell’11%, trainate soprattutto dal Nord America (+39%). Il flusso di cassa industriale del secondo semestre 2025, negativo per 1,5 miliardi, rappresenta un miglioramento di circa il 50% rispetto al primo semestre 2025 e del 73% rispetto al secondo semestre 2024.

“Nel secondo semestre 2025 i ricavi sono tornati a crescere. Il reset decisivo che abbiamo annunciato il 6 febbraio rimettendo il cliente al centro di tutto ciò che facciamo ci consentirà il ritorno a una crescita profittevole. Il 2026 sarà il nostro anno di esecuzione. Ci impegniamo a garantire miglioramenti progressivi delle performance su tutti i principali indicatori di business”, afferma l’amministratore delegato. Tra i segnali positivi cita anche “il rimbalzo della quota di mercato a gennaio in Europa”, che punta a replicare a febbraio, e la forte domanda per i prodotti sulla piattaforma Smart Car: “Gli ordini sono cresciuti dell’80%”. Sul futuro di brand come Maserati, il manager rinvia all’Investor Day del 21 maggio ad Auburn Hills, Detroit, nel Michigan.

Per il 2026 il gruppo prevede un miglioramento progressivo dei ricavi netti con una crescita a una singola cifra media, un margine del risultato operativo rettificato stimato a una singola cifra bassa e un miglioramento del free cash flow industriale. Attesi progressi dal primo al secondo semestre, anche grazie alla “nuova ondata di prodotti” che amplierà la copertura di mercato con nuovi modelli e opzioni di motorizzazione in Nord America, Europa allargata, Sud America e Medio Oriente e Africa.

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