Cerca

Attualità

La “masca” che salvò il fondatore del Cto: Cristina Girardi diventa Giusta tra le Nazioni

Nascose Simone Teich Alasia durante un rastrellamento nazista: il suo nome sarà inciso allo Yad Vashem di Gerusalemme

Una vita salvata che ha salvato molti: Simone Teich Alasia e il debito con una donna di montagna

Una vita salvata che ha salvato molti: Simone Teich Alasia e il debito con una donna di montagna

Per decenni il suo gesto è rimasto custodito nella memoria di una valle alpina. Ora il nome di Cristina Girardi entrerà ufficialmente tra quelli dei “Giusti tra le Nazioni”. La donna che nel gennaio 1945 salvò la vita a Simone Teich Alasia, futuro fondatore del Cto e del Centro Grandi Ustionati di Torino, sarà onorata allo Yad Vashem di Gerusalemme, dove il suo nome verrà inciso nel memoriale della Shoah.

CTO Torino

Il riconoscimento arriva al termine di un iter durato sei anni, avviato nella primavera del 2020 dall’associazione culturale Lou Sautaroc di Groscavallo, che ha promosso e curato l’istruttoria per ottenere l’onorificenza destinata a chi, pur non essendo ebreo, salvò un ebreo dalla deportazione mettendo a rischio la propria vita. La cerimonia si terrà lunedì alla Comunità Ebraica di piazzetta Primo Levi, nel quartiere torinese di San Salvario.

Simone Teich Alasia, celebre chirurgo insignito del Sigillo Civico della Città di Torino, pochi anni prima della morte aveva ricordato come senza l’intervento di quella donna di montagna probabilmente non sarebbero nati né il Centro Grandi Ustionati né lo stesso ospedale Cto, da lui fondato, né le avanzate tecniche plastiche ricostruttive che permisero di curare pazienti come i feriti di Crans Montana.

Simone Teich Alasia

La vicenda affonda le radici nella primavera del 1944. Medico ebreo, Teich Alasia lasciò l’ospedale di San Vito dove lavorava per unirsi ai partigiani di Pialpetta, a Groscavallo, in Val Grande di Lanzo. Con il nome di battaglia “Silvio”, gli venne affidato un incarico ritenuto quasi impossibile: allestire un ospedale partigiano in un villaggio alpino. A Richiardi trasformò la scuola elementare in una struttura con camere di degenza e sala operatoria, eseguendo interventi chirurgici anche complessi in anestesia generale. L’impresa fu resa possibile dal sostegno della popolazione locale e degli sfollati, che contribuirono con letti, biancheria, strumenti e anestetici.

Tra le persone che lo aiutarono e lo protessero ci fu Cristina Girardi, conosciuta da tutti come “Nota”. Nata nel 1877, aveva gestito per anni un’agnelleria al mercato di Porta Palazzo a Torino prima di rientrare nella casa di famiglia a Groscavallo, a pochi metri dall’ospedale partigiano. Donna indipendente, anticonformista, non si sposò mai e visse sola. Leggeva, studiava, esprimeva con fermezza le proprie opinioni. Per il suo carattere e il suo stile di vita veniva soprannominata “la masca”, un nomignolo ingiurioso che non ne scalfì la determinazione. La pronipote Anna Maria Cambursano, che ritirerà l’onorificenza, ne ha ricordato l’indole emancipata, sottolineando come fosse una femminista ante litteram.

Nel gennaio 1945, durante un rastrellamento nazista a Richiardi, Girardi nascose il medico nella propria abitazione. Spostò un armadio al primo piano, sfruttò una nicchia dietro il mobile per occultarlo e rimise tutto al suo posto. I militari entrarono in casa, perquisirono e la interrogarono, ma non individuarono il nascondiglio. Se lo avessero scoperto, le conseguenze sarebbero state drammatiche per entrambi.

Il riconoscimento è stato possibile grazie alle testimonianze degli ultimi abitanti di Richiardi ancora viventi. Sei anni fa sono state raccolte le dichiarazioni di testimoni oculari, tra cui Caterina Rapelli, che sarà presente alla cerimonia.

Da lunedì Cristina Girardi sarà ufficialmente “Giusta tra le Nazioni”. Il suo nome non resterà più soltanto un ricordo tramandato tra le case di montagna e i boschi delle Alpi Graie, ma sarà inciso per sempre allo Yad Vashem di Gerusalemme, accanto a quello di chi, nel momento più buio della storia, scelse di salvare una vita mettendo a rischio la propria.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori