Cerca

Attualità

Sal Da Vinci trionfa a Sanremo: il pop melodico conquista l’Italia e Torino corre ai botteghini

Dall’Ariston al Teatro Colosseo: dopo la vittoria con “Per sempre sì” è caccia al biglietto per il live del 14 ottobre. E il Piemonte brilla dietro le quinte del Festival

Sal Da Vinci

Sal Da Vinci

La vittoria del pop e della tradizione ha un nome e un cognome: Sal Da Vinci. Dopo aver infiammato l’Ariston conquistando la 76ª edizione del Festival di Sanremo con il brano “Per sempre sì”, il cantautore napoletano registra già un altro successo: vanno a ruba i biglietti per il live in programma il 14 ottobre al Teatro Colosseo di Torino.

Un trionfo che conferma la forza della melodia italiana e di un artista che affonda le radici nella canzone napoletana contemporanea, ma che negli anni ha saputo parlare a un pubblico trasversale, unendo teatro, musica e spettacolo.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Sanremo Rai (@sanremorai)

Sal Da Vinci, pseudonimo di Salvatore Michael Sorrentino (New York, 7 aprile 1969), è un cantautore e attore italiano con cittadinanza statunitense. Figlio del cantante e attore Mario Da Vinci (al secolo Alfonso Sorrentino), nasce negli Stati Uniti durante una tournée del padre e cresce a Napoli, nella zona di Mergellina, nel quartiere Chiaia.

Si esibisce davanti al pubblico pagante per la prima volta a soli sei anni. Nel 1976 debutta incidendo con il padre la canzone “Miracolo ‘e Natale”. Seguono teatro e cinema: dalle sceneggiate “Caro papà” e “Senza mamma e senza padre” ai film “Figlio mio sono innocente!”, “Napoli storia d’amore e di vendetta” e “Montevergine”. Nel 1986 partecipa anche al film “Troppo forte” accanto a Carlo Verdone e Alberto Sordi, nel ruolo dello “scugnizzo” Capua.

Negli anni Novanta consolida il suo percorso musicale: nel 1994 vince il Festival italiano di musica con il brano “Vera”, che diventa un successo internazionale nella versione “Vida mi Vida”, vendendo oltre 4 milioni di copie nel mondo. Nel 1995 canta davanti a oltre 450.000 giovani alla presenza di Papa Giovanni Paolo II. Parallelamente cresce il suo impegno teatrale, con musical di grande successo come “C’era una volta… Scugnizzi”, premiato con l’Oscar del Teatro 2003.

Nel 2009 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo classificandosi terzo con “Non riesco a farti innamorare”. Negli anni alterna album, tournée e produzioni teatrali. Nell’estate 2024 pubblica “Rossetto e caffè”, certificato doppio disco di platino, seguito da “Non è vero che sto bene”. Entra in Warner Music Italy nell’agosto 2025 e diventa coach del talent “Io canto Family” su Canale 5.

Nel febbraio 2026 torna in gara al Festival di Sanremo con “Per sempre sì” e si aggiudica la vittoria finale, consacrando una carriera iniziata da bambino e costruita tra tradizione, palcoscenico e modernità.

Ma Sanremo 2026 è stato anche molto Piemonte. Se Levante, di origini siciliane ma con un forte legame con Torino, era tra i 30 big in gara, la regione non è rimasta a guardare. Per la prima volta la Regione è stata protagonista al Festival non per esibirsi sul palco ma per raccontarsi attraverso degustazioni, prodotti tipici e vini d’eccellenza.

Una passerella di nomi ha animato la kermesse. Da Druento l’ironia del comico Federico Basso, scelto per condurre il Dopofestival insieme a Nicola Savino e Aurora Leone. A raccontare il Festival per il daytime Rai è stata Alba Parietti, inviata speciale de “La Vita in Diretta”. Spazio anche alla musica del rapper di Grugliasco Rosa Chemical con Pierluigi Diaco in alcune puntate di “BellaMa’”.

Tra le firme dei brani in gara anche Pietro Celona, in arte celo, originario di Neive, autore di “Voilà” di Elettra Lamborghini. Presente tra gli autori anche Mattia Davì, in arte Mizar, nato a Susa, con la firma su “Il meglio di me” di Francesco Renga e su “Naturale” di Leo Gassmann. L’attrice Pilar Fogliati, nata ad Alessandria, è stata co-conduttrice della seconda serata. A Casa Sanremo sono tornati gli Statuto con “Abbiamo vinto il Festival di Sanremo”, oltre trent’anni dopo la loro partecipazione all’Ariston. Nella serata delle cover si è esibito anche il trombettista torinese Fabrizio Bosso con d’Argen D’Amico e Pupo.

Intanto, mentre l’eco dell’Ariston non si è ancora spenta, Torino si prepara ad accogliere il vincitore. Il 14 ottobre il Teatro Colosseo sarà la prossima tappa di un percorso che ha riportato al centro del Festival la forza della canzone melodica. E i biglietti che stanno andando a ruba raccontano già un’altra storia di successo.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori