AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
28 Febbraio 2026 - 14:44
Ventitremila interventi in un anno non sono solo una statistica. Sono chiamate nel cuore della notte, incendi domati, incidenti stradali, allagamenti, ascensori bloccati, vite salvate. Sono 23.613 storie di emergenza e altrettante risposte operative.
Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha celebrato ieri l’87° anniversario dalla fondazione, avvenuta nel 1939 con il Regio decreto numero 333, e a Torino la ricorrenza si è trasformata in un momento di bilancio, orgoglio e memoria.
La cerimonia si è svolta nella sede centrale del Comando provinciale di corso Regina Margherita, in contemporanea con tutte le sedi del territorio nazionale. Alla presenza del prefetto e delle autorità civili e militari, il programma ha seguito il protocollo solenne: alzabandiera, Onore ai Caduti, consegna delle benemerenze in aula magna, lettura dei messaggi augurali e proiezione di video istituzionali sull’attività del Corpo.
Ma al di là del rito, a parlare sono stati soprattutto i numeri.
Nel 2025 i vigili del fuoco torinesi hanno effettuato 23.613 interventi, di cui 3.944 incendi. Una media che racconta un’attività incessante, distribuita su tutto il territorio provinciale, dalle aree urbane alle vallate alpine. A questi si aggiungono 698 sopralluoghi per la prevenzione incendi, 1.370 servizi di vigilanza nei locali pubblici e 550 commissioni di vigilanza provinciali e comunali.
Un lavoro che non si limita all’emergenza, ma si estende alla prevenzione e alla formazione. Sono stati infatti 235 gli esami per addetti antincendio, che hanno abilitato 3.970 lavoratori, mentre sono stati avviati 82 procedimenti per violazioni nella prevenzione incendi.
«Ritrovarsi qui oggi a celebrare il Corpo nazionale è per noi un momento di gratitudine verso le donne e gli uomini dei vigili del fuoco che ogni giorno servono il Paese con coraggio e professionalità» ha sottolineato il comandante provinciale Francesco Orrù. E ha aggiunto una frase che sintetizza il senso di quei numeri: «Gli oltre 23mila interventi non sono solo un numero, sono 23mila richieste di aiuto da parte dei cittadini e 23mila risposte operative da parte nostra».
Nel suo intervento, Orrù ha insistito sul concetto di sicurezza come processo continuo: «La sicurezza non nasce nelle emergenze, ma nasce prima. La forza del Corpo risiede in tre elementi fondamentali: competenza collettiva, metodo e coesione». Parole che descrivono un’organizzazione strutturata, dove l’addestramento, la disciplina e il lavoro di squadra fanno la differenza tra rischio e salvezza.
Le celebrazioni non si sono fermate alle mura del Comando. In serata, la Mole Antonelliana si è illuminata con il simbolo dei Vigili del Fuoco, un tributo visivo di grande impatto che ha colorato il cielo torinese. Un gesto simbolico, ma potente: il legame tra il Corpo e il territorio si misura anche nella riconoscenza pubblica.
Ottantasette anni dopo la sua istituzione, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco continua a rappresentare una delle colonne della sicurezza italiana. Un presidio silenzioso e costante, pronto a intervenire quando tutto sembra crollare.
E in quei 23.613 interventi c’è molto più di una cifra: c’è l’idea concreta di uno Stato che arriva, quando serve.
-1772286098979.jpeg)
-1772286114326.jpeg)
-1772286134283.jpeg)
-1772286151348.jpeg)
-1772286166472.jpeg)
Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.