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La Mole si tinge di rosso per gli 87 anni dei Vigili del Fuoco

Torino rende omaggio ai soccorritori con la proiezione del simbolo sul monumento più iconico della città, mentre il bilancio del 2025 racconta migliaia di interventi e un’instancabile presenza al fianco della comunità nei momenti di difficoltà

La Mole si tinge di rosso per gli 87 anni dei Vigili del Fuoco

Ventitremila interventi in un anno non sono solo una statistica. Sono chiamate nel cuore della notte, incendi domati, incidenti stradali, allagamenti, ascensori bloccati, vite salvate. Sono 23.613 storie di emergenza e altrettante risposte operative.

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha celebrato ieri l’87° anniversario dalla fondazione, avvenuta nel 1939 con il Regio decreto numero 333, e a Torino la ricorrenza si è trasformata in un momento di bilancio, orgoglio e memoria.

La cerimonia si è svolta nella sede centrale del Comando provinciale di corso Regina Margherita, in contemporanea con tutte le sedi del territorio nazionale. Alla presenza del prefetto e delle autorità civili e militari, il programma ha seguito il protocollo solenne: alzabandiera, Onore ai Caduti, consegna delle benemerenze in aula magna, lettura dei messaggi augurali e proiezione di video istituzionali sull’attività del Corpo.

Ma al di là del rito, a parlare sono stati soprattutto i numeri.

Nel 2025 i vigili del fuoco torinesi hanno effettuato 23.613 interventi, di cui 3.944 incendi. Una media che racconta un’attività incessante, distribuita su tutto il territorio provinciale, dalle aree urbane alle vallate alpine. A questi si aggiungono 698 sopralluoghi per la prevenzione incendi, 1.370 servizi di vigilanza nei locali pubblici e 550 commissioni di vigilanza provinciali e comunali.

Un lavoro che non si limita all’emergenza, ma si estende alla prevenzione e alla formazione. Sono stati infatti 235 gli esami per addetti antincendio, che hanno abilitato 3.970 lavoratori, mentre sono stati avviati 82 procedimenti per violazioni nella prevenzione incendi.

«Ritrovarsi qui oggi a celebrare il Corpo nazionale è per noi un momento di gratitudine verso le donne e gli uomini dei vigili del fuoco che ogni giorno servono il Paese con coraggio e professionalità» ha sottolineato il comandante provinciale Francesco Orrù. E ha aggiunto una frase che sintetizza il senso di quei numeri: «Gli oltre 23mila interventi non sono solo un numero, sono 23mila richieste di aiuto da parte dei cittadini e 23mila risposte operative da parte nostra».

Nel suo intervento, Orrù ha insistito sul concetto di sicurezza come processo continuo: «La sicurezza non nasce nelle emergenze, ma nasce prima. La forza del Corpo risiede in tre elementi fondamentali: competenza collettiva, metodo e coesione». Parole che descrivono un’organizzazione strutturata, dove l’addestramento, la disciplina e il lavoro di squadra fanno la differenza tra rischio e salvezza.

Le celebrazioni non si sono fermate alle mura del Comando. In serata, la Mole Antonelliana si è illuminata con il simbolo dei Vigili del Fuoco, un tributo visivo di grande impatto che ha colorato il cielo torinese. Un gesto simbolico, ma potente: il legame tra il Corpo e il territorio si misura anche nella riconoscenza pubblica.

Ottantasette anni dopo la sua istituzione, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco continua a rappresentare una delle colonne della sicurezza italiana. Un presidio silenzioso e costante, pronto a intervenire quando tutto sembra crollare.

E in quei 23.613 interventi c’è molto più di una cifra: c’è l’idea concreta di uno Stato che arriva, quando serve.

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