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Sciopero dei treni, Torino rallenta: cancellazioni a raffica, Chivasso tra le tratte più colpite

Dalle 21 di ieri alle 20.59 di oggi: tagli su regionali e SFM, stop a Porta Nuova

Salta lo sciopero dei treni

Salta lo sciopero dei treni: garantiti i collegamenti per gli eventi del weekend (foto di repertorio)

I tabelloni di Porta Nuova si riempiono di scritte rosse. “Cancellato”. “Soppresso”. “Riprogrammare il viaggio”. Lo sciopero del trasporto ferroviario indetto da Sgb e Cub Trasporti, scattato alle 21 di ieri e in vigore fino alle 20.59 di oggi, ha riportato la città a una mobilità a singhiozzo. E se il cuore dei disagi batte nel capoluogo, è lungo le direttrici pendolari – a cominciare da Chivasso – che l’impatto si fa più pesante.

Fin dalle prime ore della mattinata, nella principale stazione torinese, diverse corse regionali e del servizio ferroviario metropolitano sono state cancellate. Una riduzione mirata, ma significativa, che ha colpito alcune delle linee più frequentate del Piemonte.

Tra le tratte coinvolte figurano i collegamenti da e per Chivasso, quelli verso Savona e Genova Sampierdarena, i treni in arrivo da Susa e Cuneo e quelli diretti a Bardonecchia. Una geografia del disagio che disegna una mappa ampia: dal nodo strategico del Canavese fino alla Riviera ligure.

E proprio Chivasso si conferma ancora una volta crocevia delicato. Snodo ferroviario fondamentale tra Torino e il Canavese, punto di passaggio verso Milano e la Valle d’Aosta, la cittadina paga un prezzo alto ogni volta che il servizio si contrae. Le cancellazioni sulla linea significano coincidenze saltate, studenti bloccati, lavoratori costretti a cercare soluzioni alternative all’ultimo minuto.

A Porta Nuova l’atmosfera è quella delle giornate complicate: viaggiatori che consultano compulsivamente le app, pendolari che si scambiano informazioni davanti ai monitor, turisti spaesati con le valigie ferme accanto ai binari. Lo sciopero non ha paralizzato del tutto il traffico, ma ha compresso l’offerta in modo evidente, lasciando scoperte proprio le fasce orarie più delicate per chi si muove per lavoro o studio.

Il perimetro dei disagi riguarda soprattutto i treni regionali e il servizio ferroviario metropolitano (SFM), cioè l’ossatura della mobilità quotidiana dell’area torinese. Meno colpiti, almeno finora, i collegamenti a lunga percorrenza, ma è sul traffico locale che si misura il vero impatto sociale della protesta.

Per i pendolari di Chivasso e dei centri limitrofi il problema non è solo la singola corsa saltata, ma l’effetto domino: un treno soppresso significa un arrivo in ritardo a Torino, una coincidenza persa per Milano, un rientro posticipato la sera. In un sistema costruito su orari serrati, basta poco per far saltare l’equilibrio.

Lo sciopero resterà attivo fino alle 20.59 di oggi. L’invito delle ferrovie è quello consueto: verificare in tempo reale lo stato delle corse prima di mettersi in viaggio e valutare, se possibile, soluzioni alternative. Ma nelle stazioni torinesi, e lungo la linea per Chivasso, la giornata racconta già una realtà concreta: mobilità ridotta, tempi allungati, pazienza messa a dura prova.

Ancora una volta, i binari diventano il termometro di una protesta sindacale che si misura nei minuti di ritardo e nelle corse cancellate. E per chi ogni giorno affida ai treni la propria routine, lo sciopero non è una notizia: è una giornata da reinventare.

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