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Guido Cantelli, 70 anni dopo: il premio che investe sulle nuove generazioni

Concorso internazionale per direttori tra 18 e 35 anni

Guido Cantelli, 70 anni dopo

Guido Cantelli, 70 anni dopo: il premio che investe sulle nuove generazioni (foto di repertorio)

Non è soltanto un concorso. È un passaggio di testimone.

Nel settantesimo anniversario della scomparsa di Guido Cantelli, torna il Premio internazionale di direzione d’orchestra a lui dedicato. La XIV edizione si apre in un anno simbolico per la storia musicale italiana: ricorre infatti l’anniversario della morte del direttore novarese, scomparso nel 1956 e considerato il pupillo e l’erede artistico di Arturo Toscanini.

Cantelli resta ancora oggi una figura di riferimento per generazioni di musicisti. La sua parabola, breve ma intensissima, ha segnato in modo profondo il Novecento musicale. Il premio che porta il suo nome nasce proprio con l’obiettivo di individuare e sostenere nuove bacchette capaci di raccoglierne l’eredità.

Le iscrizioni alla XIV edizione apriranno il 24 febbraio e resteranno attive fino al 30 aprile. Potranno partecipare direttori d’orchestra di ogni nazionalità, di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Il percorso selettivo sarà articolato in più fasi. La prima preselezione avverrà sulla base delle registrazioni video inviate dai candidati. I nomi dei concorrenti ammessi alle prove eliminatorie saranno comunicati il 21 giugno.

L’ultima edizione ha registrato un dato significativo: 241 candidature, un record che ha confermato la dimensione internazionale del concorso e il suo peso nel panorama musicale.

I candidati ammessi affronteranno tutte le prove sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Milano, partner del Premio Cantelli. Un banco di prova reale, davanti a un’orchestra stabile, in un contesto professionale che misura tecnica, personalità, capacità interpretativa e leadership.

Il riconoscimento economico resta uno degli elementi qualificanti del premio: 12.000 euro al primo classificato, 8.000 euro al secondo, 5.000 euro al terzo. Ma il valore vero non si misura soltanto nelle cifre.

Nella sua fase storica, il Premio Cantelli ha laureato direttori destinati a segnare la scena musicale internazionale, tra cui Riccardo Muti, Eliahu Inbal, Ádám Fischer e Hubert Soudant. Nomi che testimoniano il ruolo del concorso come trampolino di lancio per carriere di altissimo profilo.

« Il Premio Cantelli non è soltanto una competizione, è un gesto di fiducia verso il futuro. Nel settantesimo anniversario della scomparsa di Guido Cantelli sentiamo ancora più forte la responsabilità di custodirne l'eredità come energia viva, non come memoria immobile », sottolinea Corinne Baroni, direttore del Teatro Coccia e direttore artistico del Premio.

È proprio questo il punto centrale della nuova edizione: non la celebrazione nostalgica, ma la continuità. La direzione d’orchestra è una disciplina che vive di tradizione e innovazione. Ogni gesto sul podio è insieme memoria e visione.

Nel nome di Guido Cantelli, il concorso torna a interrogarsi sul futuro della direzione orchestrale internazionale.

E a cercare la prossima bacchetta capace di lasciare un segno.

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