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20 Febbraio 2026 - 10:33
San Raffaele Cimena punta sull'ambiente: arriva la candidatura alla rete MAB Unesco
Il Comune di San Raffaele Cimena avvia il percorso per entrare nella Riserva della Biosfera CollinaPo e far parte della rete MAB Unesco, il programma internazionale “Man and the Biosphere” che dal 1971 promuove un modello di sviluppo capace di tenere insieme tutela ambientale, crescita economica e benessere delle comunità locali.
La decisione rappresenta un passaggio amministrativo, ma anche politico: aderire alla rete MAB significa collocarsi dentro un sistema riconosciuto a livello mondiale, che riunisce territori chiamati a sperimentare un equilibrio concreto tra presenza dell’uomo e salvaguardia degli ecosistemi. Non si tratta di istituire un nuovo parco o di introdurre vincoli automatici sull’edificabilità, bensì di entrare in una cornice progettuale che orienta le scelte future verso criteri di sostenibilità.
La Riserva CollinaPo, riconosciuta dall’Unesco nel 2016, coinvolge oggi decine di Comuni attorno al fiume Po e al sistema collinare torinese. È un territorio abitato, attraversato da attività agricole, infrastrutture, borghi storici e aree naturali, dove la tutela dell’ambiente è intrecciata alla vita quotidiana delle comunità. L’adesione di San Raffaele Cimena significherebbe entrare formalmente in questo circuito e contribuire alla ricandidatura della Riserva in vista del rinnovo decennale previsto per il 2026.
Ma che cosa comporta, in concreto, per i cittadini? Il primo aspetto riguarda le opportunità di accesso a finanziamenti e progetti. Il riconoscimento Unesco non è un titolo simbolico: rafforza la credibilità del territorio nei confronti di bandi europei e regionali dedicati a mobilità sostenibile, riqualificazione ambientale, prevenzione del rischio idrogeologico, valorizzazione del paesaggio e turismo lento. Per un Comune collinare come San Raffaele Cimena, caratterizzato da un equilibrio delicato tra insediamenti e natura, significa poter sviluppare interventi con una visione più ampia e con maggiori possibilità di sostegno economico.
Il secondo ambito riguarda la promozione territoriale. Entrare nella rete MAB consente di valorizzare il patrimonio paesaggistico e agricolo all’interno di un marchio internazionale, con ricadute potenziali sul turismo di qualità, sulle produzioni locali e sulle attività culturali legate al territorio. L’esperienza di altri Comuni della collina dimostra che il riconoscimento può tradursi in iniziative concrete, dalla realizzazione di percorsi naturalistici alla nascita di spazi dedicati alla divulgazione ambientale.

Il municipio di San Raffaele Cimena
Il caso di Castiglione Torinese, che ha aderito a fine 2025 alla Riserva CollinaPo, offre un riferimento vicino. Anche lì la scelta è stata letta come un investimento di prospettiva, capace di rafforzare la pianificazione territoriale e di inserire il Comune in una rete più ampia di progettazione condivisa. Non un risultato immediato, ma un quadro dentro cui costruire politiche ambientali e culturali più strutturate.
Per San Raffaele Cimena, l’ingresso nella rete MAB significherebbe anche assumere una responsabilità. Il riconoscimento Unesco viene verificato ogni dieci anni: i territori devono dimostrare di aver raggiunto obiettivi concreti in termini di governance, tutela della biodiversità e sviluppo sostenibile. Non basta aderire formalmente, occorre partecipare attivamente alla raccolta di dati, alla programmazione e alle strategie comuni.
In un’area come quella collinare, dove il rapporto tra urbanizzazione, agricoltura e ambiente è particolarmente sensibile, la rete MAB può diventare uno strumento di pianificazione più consapevole. Le decisioni su consumo di suolo, valorizzazione del verde, percorsi ciclopedonali o gestione del paesaggio vengono inserite in un orizzonte di lungo periodo, coerente con standard internazionali.
La candidatura di San Raffaele Cimena non rappresenta quindi un traguardo, ma l’avvio di un percorso. Un percorso che può tradursi, nel tempo, in progetti tangibili solo se accompagnato da una visione amministrativa chiara e da un coinvolgimento reale della comunità. La rete MAB non vive di etichette, ma di scelte quotidiane che incidono sul modo in cui un territorio cresce e si trasforma.
Per un paese collinare, la sfida è quella di preservare identità e paesaggio senza rinunciare allo sviluppo. La rete internazionale offre quindi una cornice dentro cui questo equilibrio può essere perseguito con maggiore coerenza. Sta ora alle istituzioni e al territorio dimostrare di saperla utilizzare come leva concreta per il futuro.

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