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18 Febbraio 2026 - 16:15
Progetto Polis, alle Poste di San Raffaele Cimena arrivano le colonnine di ricarica (immagine di repertorio)
Una colonnina di ricarica pensata per facilitare la vita a chi ha una macchina elettrica e che vuole promuovere la modernità in paese. A San Raffaele Cimena è stata attivata una nuova postazione in via Carlo Ferrarese 26, nell’ambito del progetto Polis di Poste Italiane, che in Piemonte e nel resto d’Italia sta portando infrastrutture e servizi “di prossimità” dove, spesso, arrivano per ultimi.
L’idea è semplice: agganciare alla rete degli uffici postali – che nei centri minori restano uno dei pochi presìdi quotidiani – una serie di interventi che rendano più facile fare pratiche, accedere ai servizi pubblici e, in questo caso, anche ricaricare un veicolo elettrico mentre si passa in paese.
Il tassello “mobilità sostenibile” è uno dei capitoli operativi di Polis. Poste lo presenta come un investimento che non pesa sui bilanci comunali e che punta a ridurre le distanze, anche fisiche, tra cittadini e servizi, con i comuni sotto i 15mila abitanti come destinatari naturali del programma.
Nel concreto, le colonnine previste dal progetto – secondo le informazioni indicate – sono di tipo Quick 2x22 kW e, in una quota del piano, anche Fast DC 50 kW, cioè ricariche più rapide pensate per tratte e necessità diverse. È un dettaglio tecnico che, tradotto in pratica, significa una cosa: ricaricare non sarà più un’operazione “da città”, ma un’opzione possibile anche nei tragitti di tutti i giorni, tra casa, lavoro e servizi, soprattutto lungo le direttrici dove i pendolari si muovono.
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Immagine di repertorio
Per San Raffaele Cimena il punto è anche simbolico: essere l’unico Comune dell’area a rientrare, per ora, in questo step del progetto significa guadagnare un servizio che parla a due pubblici diversi. Da un lato i residenti che stanno già passando all’elettrico e che, fino a ieri, dovevano pianificare ricariche altrove; dall’altro chi attraversa il territorio e può trasformare una commissione o una sosta breve in “energia” utile per il rientro. Una colonnina, in un contesto di rete, funziona così: vale per chi la usa, ma soprattutto per l’idea di continuità che mette in strada.
Dentro Polis, però, la ricarica non è un’iniziativa isolata. Il progetto nasce e viene raccontato come un intervento più ampio di coesione territoriale e superamento del divario digitale, con la trasformazione degli uffici postali in una sorta di “casa dei servizi digitali”, cioè sportelli capaci di accompagnare le persone anche sulle pratiche che ormai vivono online e che, nei centri più piccoli, rischiano di diventare una barriera. In questo quadro, la colonnina è la parte visibile, quella che si vede subito passando: un segnale che, insieme ai servizi, prova a dire che anche qui si può fare innovazione senza dover per forza “andare in città”.
Resta un ultimo elemento, che in queste operazioni pesa quanto la tecnologia: la capillarità. Se la rete cresce davvero, la colonnina sotto casa smette di essere un’eccezione e diventa normalità. È lì che un progetto come Polis smette di essere un annuncio e diventa infrastruttura, cioè qualcosa che regge nel tempo e cambia i comportamenti senza proclami.
Le Poste di San Raffaele Cimena
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