Castiglione Torinese compie un passo importante per la tutela dell'ambiente, la pianificazione territoriale e il benessere dei cittadini.
A fine dicembre scorso, il Comune ha scelto di aderire al programma MAB Unesco e di entrare a pieno titolo nella Riserva della Biosfera CollinaPo, assumendo un impegno economico e politico che lo colloca all’interno di una delle reti ambientali più rilevanti a livello europeo.
Non si tratta di una bandierina simbolica. L’adesione al programma MAB – acronimo di Man and the Biosphere – significa riconoscere che il territorio in cui si vive, si costruisce e si lavora non è soltanto uno sfondo neutro, ma un sistema complesso che richiede equilibrio tra tutela ambientale, sviluppo economico e qualità della vita. È proprio questo il nocciolo del programma Unesco: sperimentare modelli in cui la presenza dell’uomo non cancelli la natura, ma si integri con essa in modo responsabile e consapevole.
La Riserva della Biosfera CollinaPo è uno degli esempi più significativi di questa filosofia applicata a un contesto reale. Non è un’area protetta nel senso tradizionale del termine, né un parco “chiuso”. È un territorio abitato, attraversato da città, borghi, infrastrutture, attività agricole e culturali, che ruota attorno al fiume Po e al sistema collinare torinese. Un’area vasta e articolata, che comprende decine di Comuni e che si fonda sull’idea che la tutela dell’ambiente non possa essere separata dalla vita quotidiana delle comunità che lo abitano.
In questo quadro s'inserisce anche il Parco del Po piemontese, ente di gestione che da anni lavora sulla salvaguardia degli ecosistemi fluviali, delle zone umide e dei corridoi ecologici, ma anche sulla fruizione sostenibile e sulla prevenzione dei rischi idrogeologici. Il Parco non è solo un presidio ambientale, ma un attore chiave nella costruzione della Riserva della Biosfera, perché garantisce continuità tra protezione della biodiversità e uso responsabile del territorio.

L’ingresso di Castiglione in questo sistema comporta un impegno concreto, anche dal punto di vista economico, volto a sostenere le attività di coordinamento e partecipazione alla rete MAB. È un investimento che non produce effetti immediati e visibili come un cantiere o un’infrastruttura, ma che lavora su un piano diverso: quello della progettazione, dell’accesso a reti sovracomunali, della possibilità di costruire iniziative condivise su scala metropolitana e regionale.
Uno degli strumenti più riconoscibili del programma MAB sono le cosiddette antenne della biosfera. Si tratta di spazi fisici – edifici storici recuperati, strutture pubbliche, luoghi simbolici – destinati a diventare punti di riferimento per la divulgazione ambientale, l’educazione, la cultura e il confronto pubblico sui temi della sostenibilità. Non uffici tecnici né sedi burocratiche, ma luoghi aperti alla cittadinanza, capaci di rendere tangibile un concetto che altrimenti rischierebbe di restare astratto.
In questo senso, il Castelletto di San Mauro Torinese rappresenta un esempio vicino e significativo. Recuperato e restituito alla comunità lo scorso anno, il Castelletto è stato inserito nel circuito della Riserva CollinaPo come antenna MAB, diventando uno spazio dedicato a mostre, incontri, rassegne e iniziative legate al rapporto tra uomo e natura. Un luogo che sta coniugando storia, paesaggio e progettazione culturale, e che si sta trasformando in un punto di contatto tra il riconoscimento Unesco e la vita quotidiana del territorio.
La scelta di Castiglione si colloca dunque in un contesto già avviato e strutturato, fatto di esperienze concrete e di una rete che negli anni ha dimostrato di poter funzionare. Le ricadute potenziali non riguardano solo l’ambiente in senso stretto, ma anche la valorizzazione del paesaggio collinare, il turismo lento, i percorsi educativi per le scuole, le attività culturali e la capacità di attrarre finanziamenti legati alla sostenibilità.
Entrare nella Riserva della Biosfera significa anche accettare una responsabilità: quella di ragionare sulle trasformazioni del territorio con uno sguardo più ampio, che tenga conto dei limiti ambientali e delle opportunità offerte da un sistema riconosciuto a livello internazionale. Non è un vincolo calato dall’alto, ma una cornice dentro cui le amministrazioni sono chiamate a muoversi con maggiore consapevolezza.
Per Castiglione, l’adesione al programma MAB rappresenta un punto di partenza, non un traguardo. È una scelta che apre una strada e che potrà tradursi, nel tempo, in progetti concreti solo se accompagnata da una visione coerente e da un coinvolgimento reale del territorio. La Riserva della Biosfera non vive di atti formali, ma di pratiche quotidiane, di decisioni urbanistiche, di politiche ambientali e culturali che trovano un filo conduttore comune.
In un’area come quella della collina torinese, dove il rapporto tra natura e insediamenti umani è delicato e stratificato, il programma MAB offre una chiave di lettura diversa, meno emergenziale e più strutturale. La scelta di Castiglione di entrarvi significa riconoscere che il futuro del territorio non può essere pensato senza tenere insieme ambiente, comunità e sviluppo. E che, in un contesto sempre più fragile, anche le decisioni amministrative apparentemente meno visibili possono avere un peso determinante nel disegnare il domani.

Il Castelletto di San Mauro Torinese, antenna MAB Unesco