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Giovani e Costituzione, a Torino presentata l’indagine che misura conoscenza e valori delle nuove generazioni

In Prefettura, lo studio promosso dalla Fondazione Cavalieri di Gran Croce: centrale il ruolo della scuola nella trasmissione dei principi costituzionali

Giovani e Costituzione, a Torino presentata l’indagine che misura conoscenza e valori delle nuove generazioni

Giovani e Costituzione, a Torino presentata l’indagine che misura conoscenza e valori delle nuove generazioni

Quanto conoscono davvero la Costituzione italiana i giovani? E quanto i loro valori, le loro aspettative e le loro priorità si riconoscono nei principi fondamentali della Carta? Sono le domande al centro dell’indagine “I giovani incontrano la Costituzione”, presentata questa mattina nella Sala degli Specchi della Prefettura di Torino, alla presenza delle massime autorità del territorio.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Nazionale tra i Cavalieri di Gran Croce e dalla Rete Urbana delle Rappresentanze, in collaborazione con la Prefettura di Torino. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, mondo accademico e studenti per riflettere sul rapporto tra nuove generazioni e principi costituzionali.

Ad aprire l’incontro è stato il Prefetto Donato Cafagna, seguito dall’intervento del presidente della Fondazione, Claudio Gorelli, che ha illustrato le finalità dell’ente promotore. A entrare nel merito dei contenuti della ricerca sono stati il professor Giuseppe Roma, presidente della Rete Urbana delle Rappresentanze, il giudice costituzionale Angelo Buscema, già presidente della Corte dei Conti, la presidente Fernanda Fraioli, procuratrice regionale della Corte dei Conti del Piemonte, e la professoressa Valeria Marcenò, ordinario di Diritto costituzionale. A moderare i lavori il generale di Corpo d’Armata Giorgio Cancellieri.

L’obiettivo dichiarato dell’indagine è quello di valorizzare i principi costituzionali presso le nuove generazioni, affinché il testo della Carta diventi, come auspicava il professore e giudice costituzionale Valerio Onida, una coscienza diffusa, accettata, rispettata e condivisa, capace di trasformare l’insieme degli individui in una collettività consapevole.

Lo studio ha analizzato diversi aspetti: il livello di conoscenza della Carta costituzionale, la coerenza tra valori giovanili e principi fondamentali, le motivazioni, le aspettative e le priorità che caratterizzano il cosiddetto “pianeta giovani”. Ne emerge un quadro articolato che affronta nodi centrali come lavoro, scuola, ambiente, temi che oggi rappresentano le principali preoccupazioni e aspirazioni delle nuove generazioni.

Uno degli elementi più significativi emersi dal rapporto riguarda il ruolo della scuola e dei sistemi formativi. L’istituzione scolastica si conferma come il luogo privilegiato per trasmettere non solo nozioni, ma consapevolezza civica e cultura costituzionale. Non a caso alla presentazione era presente una nutrita delegazione di studenti del Liceo Volta, del Convitto Umberto I di Torino e del Liceo Majorana di Moncalieri, coinvolti direttamente in un percorso di confronto con le istituzioni.

La ricerca, oltre a offrire un quadro aggiornato e scientificamente strutturato sul grado di conoscenza della Costituzione tra i giovani, si propone come base operativa per avviare azioni concrete di sensibilizzazione nelle scuole. L’idea è che la formazione civica non sia un capitolo marginale dell’istruzione, ma un asse portante per costruire cittadinanza attiva.

In un contesto segnato da trasformazioni sociali, crisi ambientali e mutamenti del mercato del lavoro, il legame tra giovani e principi costituzionali assume un valore strategico. La Carta non viene letta soltanto come testo giuridico, ma come strumento capace di orientare le scelte collettive e di offrire un linguaggio comune per affrontare le sfide contemporanee.

L’incontro torinese ha rappresentato così non solo la presentazione di un’indagine, ma anche un momento di dialogo tra generazioni e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza che la Costituzione non è un documento statico, bensì un riferimento vivo, che trova senso nella partecipazione e nella conoscenza condivisa.

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