AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
18 Febbraio 2026 - 14:38
Lutto nella politica torinese: è morto Giancarlo Quagliotti, figura storica della sinistra cittadina
È morto nella notte all’ospedale di Asti, dove era ricoverato, Giancarlo Quagliotti, figura storica del Pci e del Pd in Piemonte. Aveva 84 anni. La notizia si è diffusa rapidamente attraverso i social e i messaggi di cordoglio di compagni di partito e amministratori che con lui hanno condiviso decenni di militanza e vita istituzionale.
Il suo nome è legato a una lunga stagione politica torinese, quella che attraversa gli anni Settanta e Ottanta e arriva fino alla trasformazione del centrosinistra nel nuovo millennio. Quagliotti fu capogruppo del Pci in Consiglio comunale a Torino in una fase cruciale per la città, tra crisi industriale, tensioni sociali e ridefinizione del ruolo della politica locale. Un incarico che lo mise al centro del confronto amministrativo in anni complessi, segnati dal declino della monocultura industriale e dalle prime riflessioni sulla riconversione economica del territorio.
Dopo la fine del Partito Comunista Italiano e la nascita delle nuove formazioni della sinistra, Quagliotti rimase un punto di riferimento nell’area progressista piemontese, fino a ricoprire il ruolo di vicepresidente regionale del Partito Democratico. Non era un politico da prima linea mediatica, ma una figura di struttura, capace di muoversi dietro le quinte con competenza organizzativa e conoscenza profonda degli equilibri interni.
Nel 2011 coordinò la campagna elettorale che portò Piero Fassino alla carica di sindaco di Torino, contribuendo a costruire quella macchina organizzativa che avrebbe segnato una delle ultime grandi affermazioni del centrosinistra cittadino prima dell’alternanza politica degli anni successivi. Anche in quell’occasione, il suo ruolo fu più strategico che espositivo, ma riconosciuto come determinante negli ambienti di partito.
Accanto all’impegno politico diretto, Quagliotti ha mantenuto negli anni un legame costante con la memoria istituzionale della città. Fino al 2025 ha diretto l’associazione degli ex consiglieri del Comune di Torino, lavorando per custodire e valorizzare il patrimonio civico e amministrativo della città. Un incarico che racconta la sua attenzione per la continuità istituzionale e per il rapporto tra generazioni politiche diverse.
La sua carriera si è sviluppata dentro la storia della sinistra torinese: dal Pci alle successive trasformazioni, attraversando la stagione dei Ds e poi del Pd, sempre con un profilo coerente. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un dirigente rigoroso, radicato nella tradizione politica novecentesca, ma capace di leggere i cambiamenti della città.
La scomparsa di Giancarlo Quagliotti chiude un capitolo della storia politica torinese legata ai partiti di massa, ai grandi congressi, alla militanza organizzata e a un modo di intendere l’impegno pubblico che si fondava su strutture solide e percorsi lunghi. Una generazione che ha accompagnato Torino nel passaggio dalla città-fabbrica alla città dei servizi e della cultura, senza mai perdere il riferimento al mondo del lavoro.
Con lui se ne va uno dei dirigenti che hanno attraversato, con discrezione ma continuità, oltre mezzo secolo di vita politica piemontese.
-1771421858691.jpg)
Giancarlo Quagliotti
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.