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Latte artificiale nel mirino: maxi richiamo mondiale per rischio tossina, genitori in allerta anche in Italia

Settantasei lotti ritirati tra Aptamil, Mellin, Nestlé e Granarolo: la presenza di cereulide può causare vomito e diarrea nei neonati

Latte artificiale

Latte artificiale nel mirino: maxi richiamo mondiale per rischio tossina, genitori in allerta anche in Italia

Non è un semplice richiamo. È una delle più ampie campagne di ritiro degli ultimi anni nel settore dell’alimentazione infantile. Il latte per neonati torna al centro di un’allerta sanitaria internazionale che coinvolge marchi noti, decine di lotti e migliaia di famiglie. Il motivo è serio: la possibile presenza di cereulide, una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus, in grado di provocare nausea, vomito e diarrea. Nei neonati, sintomi che possono rapidamente trasformarsi in emergenze cliniche.

Dal dicembre 2025 è in corso un richiamo precauzionale su scala globale che riguarda latte in polvere per lattanti, latte di proseguimento e alimenti liquidi per l’infanzia venduti in Europa e in Paesi extraeuropei. In Italia il Ministero della Salute ha diffuso quindici richiami precauzionali per un totale di 76 lotti riconducibili ai marchi Aptamil, Mellin, Nestlé, Granarolo e altri operatori del settore.

Il quadro è in evoluzione. Alla data dell’11 febbraio 2026 risultano interessati sul mercato italiano undici prodotti a marchio Aptamil, compresa la linea Aptamil Profutura, quattro prodotti Mellin, un prodotto Monello di Sterilfarma, un Nidina di Nestlé, un Granarolo Bimbi e numerosi prodotti Nan, Pre-Nan, Nidina e Alfamino sempre di Nestlé, oltre ad altri lotti già richiamati nei mesi precedenti. L’elenco dettagliato con numeri di lotto e scadenze è consultabile sul sito del Ministero della Salute nella sezione “Richiami degli operatori”.

Il motivo ufficiale riportato nei provvedimenti è “Adeguamento alle nuove linee guida EFSA sui limiti di cereulide”. Dietro questa formula tecnica si nasconde una revisione dei parametri di sicurezza. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha infatti pubblicato una valutazione rapida del rischio legato alla presenza di cereulide nel latte artificiale. La tossina è termoresistente, non viene eliminata con la bollitura e può restare attiva anche dopo la preparazione del prodotto.

Secondo quanto emerso, la contaminazione sarebbe riconducibile a un olio vegetale fornito da un’azienda cinese, utilizzato come ingrediente nella produzione di alimenti per l’infanzia. Una filiera globale, dunque, che ha portato alla distribuzione di prodotti potenzialmente non conformi in diversi Paesi.

L’EFSA ha stabilito per la prima volta una dose acuta di riferimento (ARfD) per il cereulide nei neonati, indicando concentrazioni che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza. La soglia è particolarmente stringente perché il sistema immunitario e l’apparato gastrointestinale dei lattanti sono più vulnerabili rispetto a quelli degli adulti.

Il Bacillus cereus è un batterio presente nell’ambiente, nel suolo e in alcuni alimenti. Non è una novità per la sicurezza alimentare. In condizioni favorevoli può produrre cereulide, una tossina responsabile di sindromi gastrointestinali acute. Negli adulti, nella maggior parte dei casi, i sintomi si risolvono spontaneamente. Nei neonati, invece, la situazione può essere più delicata. Vomito e diarrea possono portare rapidamente a disidratazione, con conseguenze che richiedono intervento medico.

Le istituzioni sanitarie invitano alla massima prudenza. I prodotti appartenenti ai lotti richiamati non devono essere somministrati ai bambini. Vanno riportati al punto vendita per la sostituzione o il rimborso. Il diritto vale esclusivamente per i lotti indicati nei provvedimenti ufficiali, identificabili tramite numero di lotto e data di scadenza.

Il Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) raccomanda ai genitori di orientarsi temporaneamente verso prodotti di altri produttori non coinvolti nei richiami. Un consiglio pragmatico, in attesa che la situazione venga chiarita definitivamente.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) sottolinea che in caso di vomito o diarrea dopo il consumo di latte artificiale rientrante nei richiami è necessario contattare tempestivamente il medico. Se i sintomi sono gravi o persistenti, o se il bambino appare disidratato, è opportuno rivolgersi al pronto soccorso. Nei neonati le complicazioni possono insorgere rapidamente.

L’impatto mediatico della vicenda è inevitabile. Il latte artificiale è un alimento essenziale per migliaia di famiglie. La fiducia nella sicurezza del prodotto è un presupposto fondamentale. Ogni richiamo, soprattutto se su larga scala, incrina quella fiducia e solleva interrogativi sulla solidità dei controlli lungo la catena produttiva.

Va precisato che i richiami sono di natura precauzionale. Non si parla di epidemie o di casi gravi già accertati su larga scala. Si tratta di una misura preventiva in risposta a nuove evidenze scientifiche e a un aggiornamento dei limiti di sicurezza. È un meccanismo previsto dal sistema europeo di allerta alimentare, che funziona proprio per intercettare potenziali rischi prima che producano conseguenze diffuse.

Resta però la dimensione globale del problema. Ingredienti provenienti da un continente possono finire in stabilimenti di trasformazione in un altro, per poi arrivare sugli scaffali di supermercati in tutta Europa. La sicurezza alimentare è una rete complessa che richiede controlli costanti e trasparenza.

In Italia l’elenco dei prodotti interessati è stato aggiornato progressivamente tra gennaio e febbraio 2026. I consumatori sono invitati a verificare attentamente le confezioni presenti in casa, controllando lotto e scadenza. Non tutti i prodotti di una determinata marca sono coinvolti, ma solo quelli indicati nei richiami ufficiali.

Il caso riaccende il dibattito sulla sicurezza degli alimenti per l’infanzia, un settore già sottoposto a standard rigorosi. L’introduzione di nuove soglie da parte dell’EFSA dimostra come la valutazione del rischio sia un processo dinamico, che evolve alla luce delle evidenze scientifiche.

Per i genitori il messaggio è chiaro: informarsi, controllare, non creare allarmismi ma nemmeno sottovalutare. In presenza di sintomi, agire rapidamente. I sistemi di sorveglianza funzionano se accompagnati da attenzione e collaborazione tra autorità, produttori e consumatori.

La vicenda del cereulide non è soltanto una notizia di cronaca sanitaria. È il promemoria di quanto la sicurezza alimentare sia un equilibrio delicato, soprattutto quando riguarda i più piccoli. In attesa di ulteriori aggiornamenti, la parola d’ordine resta prudenza.

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