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17 Febbraio 2026 - 16:28
Eremo di Miazzina, 50 lavoratori senza stipendio da tre mesi: “Situazione insostenibile” (immagine di repertorio)
Tre mesi senza stipendio. È la condizione in cui si trovano una cinquantina di dipendenti di Hcs Group, la società che gestisce la struttura socio-sanitaria Eremo di Miazzina, nel Verbano-Cusio-Ossola. Una situazione che la Funzione Pubblica Cgil Novara e Vco definisce ormai “insostenibile” e che sta mettendo in seria difficoltà lavoratrici e lavoratori.
Secondo quanto reso noto dal sindacato, da novembre i dipendenti non percepiscono la retribuzione. Si tratta di personale che continua a garantire l’attività della struttura, ma che da tre mesi attende il pagamento degli stipendi. Una crisi che colpisce direttamente famiglie, madri e padri che – sottolinea la Cgil – non riescono più a far fronte alle spese quotidiane, dal pagamento delle utenze al mantenimento dei figli.
A fine dicembre Hcs Group, gravata da debiti per circa 2,5 milioni di euro, ha avuto accesso alla procedura di composizione negoziata della crisi, uno strumento previsto per tentare il risanamento aziendale attraverso un percorso assistito. Tuttavia, secondo il sindacato, al momento questa scelta non ha prodotto effetti concreti per i dipendenti, che restano senza retribuzione e senza indicazioni certe sui tempi di pagamento.
La Funzione Pubblica Cgil Novara e Vco chiede “risposte concrete e immediate”, evidenziando come la crisi non possa continuare a scaricare il proprio peso sui lavoratori, gli stessi che stanno permettendo alla struttura di proseguire l’attività assistenziale. Il timore, espresso con chiarezza, è che in assenza di certezze molti possano essere costretti a rassegnare le dimissioni per l’impossibilità di sostenere ulteriormente una situazione priva di entrate.
La vicenda apre interrogativi anche sulla tenuta dei servizi socio-sanitari del territorio. L’Eremo di Miazzina rappresenta un presidio importante per l’area del Verbano-Cusio-Ossola e l’eventuale fuoriuscita di personale rischierebbe di avere ripercussioni non solo occupazionali ma anche assistenziali.
Al momento non sono state comunicate tempistiche ufficiali per il pagamento degli arretrati né ulteriori sviluppi sulla procedura di risanamento. Intanto, per i cinquanta lavoratori coinvolti, l’emergenza è quotidiana e concreta: tre mesi senza stipendio pesano ben oltre i numeri di bilancio.

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