Cerca

Attualità

Ex Ilva, Rifondazione Comunista contro lo “spezzatino”: «Nazionalizzare per salvare lavoro e ambiente»

Dura presa di posizione contro Confindustria Genova e Alessandria: «Separare Cornigliano e Novi da Taranto è sciacallaggio»

Ex Ilva, Rifondazione Comunista contro lo “spezzatino”: «Nazionalizzare per salvare lavoro e ambiente»

Ex Ilva, Rifondazione Comunista contro lo “spezzatino”: «Nazionalizzare per salvare lavoro e ambiente»

Sul futuro dell’ex Ilva di Novi Ligure si riaccende lo scontro politico e industriale. Il Partito della Rifondazione Comunista prende posizione contro le recenti aperture di Confindustria Genova e Confindustria Alessandria, che hanno ipotizzato di separare il destino produttivo degli stabilimenti di Cornigliano e Novi Ligure da quello di Taranto.

Per il PRC si tratta di una linea inaccettabile. L’idea di “staccare” i siti del Nord dal polo pugliese non viene letta come una strategia di rilancio, ma come un tentativo di mettere in discussione l’accordo di programma del 1999 e di avviare una riorganizzazione a danno dei lavoratori. Una posizione che richiama le denunce già espresse da Fim, Fiom e Uilm, che parlano di un’operazione di “sciacallaggio”.

«Più che il destino dei lavoratori e della siderurgia – dichiara Gianni Ferretti, segretario provinciale PRC-SE Genova – a lor signori fanno gola i terreni, un milione di metri quadri a Cornigliano, su cui realizzare interventi speculativi e attività logistiche di cui oggi non c’è assolutamente bisogno. Tant’è vero che nella loro proposta si parla senza pudore di esuberi da occupare in fantomatici lavori socialmente utili».

Il nodo è industriale ma anche strategico. Secondo Rifondazione, dividere il gruppo significherebbe colpire l’impiantistica italiana e indebolire la manifattura, aumentando la dipendenza dalle importazioni siderurgiche estere. L’acciaio, viene sottolineato, resta un settore strategico per un Paese industriale.

«Quanto accade la dice lunga sulla classe imprenditoriale italiana che non muove un dito quando si tratta mettere capitali di rischio per rilanciare l’intera ex Ilva e dare un futuro all’acciaio in Italia – dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale PRC-SE Piemonte – ma ripropone la logica dello spezzatino a fini speculativi, del tutto indifferente di fronte al fatto che dividere il gruppo significa indebolire il potere contrattuale dei lavoratori e condannare l'intero asset della siderurgia italiana a una lenta e inesorabile agonia.»

Il gruppo siderurgico coinvolge circa 20 mila lavoratori sul territorio nazionale, oltre all’indotto. Per il PRC l’unità tra produzione primaria a Taranto e trasformazione a Genova e Novi Ligure rappresenta una condizione essenziale per tutelare occupazione e sinergie industriali.

«Non permetteremo che il futuro di migliaia di famiglie venga sacrificato sull'altare di soluzioni di breve respiro che mirano solo a privatizzare i profitti e socializzare le perdite – afferma Antonello Patta della Direzione nazionale PRC-SE –. Il tentativo di isolare Taranto è un atto di miopia industriale che ignora la complessità del ciclo integrato dell'acciaio.»

La proposta alternativa avanzata è netta: piena nazionalizzazione di Acciaierie d’Italia. Secondo Rifondazione, solo un controllo pubblico diretto potrebbe garantire l’unità del gruppo, evitare esuberi, assicurare continuità all’indotto e finanziare una vera transizione ecologica con investimenti nella decarbonizzazione e nelle bonifiche ambientali.

Il partito chiede al Governo di interrompere eventuali trattative per cessioni parziali e di varare un piano industriale pubblico che metta fine all’incertezza. Rifondazione annuncia inoltre sostegno alle mobilitazioni che verranno organizzate dai lavoratori.

La partita sull’ex Ilva resta aperta. E lo scontro tra ipotesi di riorganizzazione industriale e richiesta di intervento statale torna al centro del dibattito nazionale.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori