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Calcio
16 Febbraio 2026 - 20:13
Spalletti (IG pagina ufficiale Juventus)
È la vigilia di Galatasaray-Juventus, andata dei play-off di Champions League con vista sugli ottavi, ma a tenere banco è ancora il polverone sollevato dopo il derby d’Italia contro l’Inter. Luciano Spalletti rompe il silenzio e affronta subito il caso che ha infiammato il post partita.
«Non parlo oltre John Elkann e i miei direttori» premette il tecnico bianconero. Poi entra nel merito della vicenda che ha coinvolto Pierre Kalulu e le parole di Cristian Chivu: «Kalulu è un bravo ragazzo e un professionista solare: non è accettabile e non mi sarei mai aspettato che Chivu gli desse del bischero e del fesso, anche perché Pierre ha subito due torti incredibili».
Nel mirino anche l’episodio legato alla simulazione di Alessandro Bastoni, finita sotto accusa e al centro di polemiche che per alcuni arrivano fino alla richiesta di esclusione dalla Nazionale. Spalletti, da ex commissario tecnico azzurro, invita però a non creare pressioni su chi oggi guida l’Italia: «Le simulazioni offendono il calcio e lo disturbano, ma non bisogna creare costrizioni a quelle che saranno le volontà di Gattuso». E ancora: «Lui deve essere libero di fare ciò che vuole, senza alcun condizionamento. Purtroppo io non sono più il ct, quella situazione me la porterò sempre dietro con dispiacere».
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Archiviata la parentesi derby, lo sguardo si sposta sull’Europa. Spalletti racconta il messaggio inviato alla squadra dopo la prova di Milano: «Mi è piaciuto l'atteggiamento che hanno avuto a Milano, ho detto loro che ero orgoglioso e che non li cambierei per nessuna squadra al mondo». E aggiunge: «Adesso ci aspetta un appuntamento importante: quando c'è un doppio confronto, contano entrambe le gare e al ritorno ti porti dietro ciò che hai fatto nella prima».
L’andata si giocherà nell’inferno di Istanbul, in uno stadio pronto a spingere il Galatasaray. Spalletti usa una metafora per descrivere il clima: «In queste partite non ci sono semplici riflettori, ma un sole che ti illumina da tutte le parti e ogni esitazione sarà un vantaggio per loro». Davanti, i turchi possono contare su una coppia d’attacco temibile: «Hanno due attaccanti del calibro di Icardi e Osimhen: uno crea il caos e l'altro lo sa usare, hanno una qualità estrema e servirà tenere il pallone perché dovremo farne arrivare loro il meno possibile».
La Juventus dovrà fare a meno di David, fermato da un fastidio all’inguine, e con ogni probabilità non partirà titolare nemmeno Openda. «Avrà altre possibilità, come e quando lo vedremo tutti insieme» spiega l’allenatore sul belga.
L’obiettivo è recuperare Thuram, tornato tra i convocati dopo il forfait di San Siro, e sfruttare McKennie da falso nove in un tridente leggero con Conceicao e Yildiz. L’americano si dice pronto a tutto: «Faccio ciò che mi dice il mister, se serve mi metto anche in porta per aiutare la squadra». E ribadisce le ambizioni del gruppo: «Il nostro obiettivo è portare a casa la partita: siamo la Juve, vogliamo vincere tutte le gare e andare il più avanti possibile».
Sul futuro personale, con il contratto in scadenza a giugno, McKennie mantiene il profilo basso: «Sono concentrato soltanto sul campo, a tutto il resto ci pensa il mio agente».
Tra tensioni post derby e la pressione di una sfida europea da dentro o fuori, la Juventus si presenta a Istanbul con l’orgoglio rivendicato dal suo allenatore e la consapevolezza che ogni dettaglio, sotto quel “sole” evocato da Spalletti, potrà fare la differenza.
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