Cerca

Calcio

Spalletti attacca Chivu e accende Galatasaray-Juve: “Frasi inaccettabili, orgoglioso dei miei ragazzi”

Alla vigilia della Champions il tecnico bianconero torna sul derby con l’Inter, difende Kalulu e prepara l’inferno di Istanbul

Spalletti

Spalletti (IG pagina ufficiale Juventus)

È la vigilia di Galatasaray-Juventus, andata dei play-off di Champions League con vista sugli ottavi, ma a tenere banco è ancora il polverone sollevato dopo il derby d’Italia contro l’Inter. Luciano Spalletti rompe il silenzio e affronta subito il caso che ha infiammato il post partita.

«Non parlo oltre John Elkann e i miei direttori» premette il tecnico bianconero. Poi entra nel merito della vicenda che ha coinvolto Pierre Kalulu e le parole di Cristian Chivu: «Kalulu è un bravo ragazzo e un professionista solare: non è accettabile e non mi sarei mai aspettato che Chivu gli desse del bischero e del fesso, anche perché Pierre ha subito due torti incredibili».

Nel mirino anche l’episodio legato alla simulazione di Alessandro Bastoni, finita sotto accusa e al centro di polemiche che per alcuni arrivano fino alla richiesta di esclusione dalla Nazionale. Spalletti, da ex commissario tecnico azzurro, invita però a non creare pressioni su chi oggi guida l’Italia: «Le simulazioni offendono il calcio e lo disturbano, ma non bisogna creare costrizioni a quelle che saranno le volontà di Gattuso». E ancora: «Lui deve essere libero di fare ciò che vuole, senza alcun condizionamento. Purtroppo io non sono più il ct, quella situazione me la porterò sempre dietro con dispiacere».

Archiviata la parentesi derby, lo sguardo si sposta sull’Europa. Spalletti racconta il messaggio inviato alla squadra dopo la prova di Milano: «Mi è piaciuto l'atteggiamento che hanno avuto a Milano, ho detto loro che ero orgoglioso e che non li cambierei per nessuna squadra al mondo». E aggiunge: «Adesso ci aspetta un appuntamento importante: quando c'è un doppio confronto, contano entrambe le gare e al ritorno ti porti dietro ciò che hai fatto nella prima».

L’andata si giocherà nell’inferno di Istanbul, in uno stadio pronto a spingere il Galatasaray. Spalletti usa una metafora per descrivere il clima: «In queste partite non ci sono semplici riflettori, ma un sole che ti illumina da tutte le parti e ogni esitazione sarà un vantaggio per loro». Davanti, i turchi possono contare su una coppia d’attacco temibile: «Hanno due attaccanti del calibro di Icardi e Osimhen: uno crea il caos e l'altro lo sa usare, hanno una qualità estrema e servirà tenere il pallone perché dovremo farne arrivare loro il meno possibile».

La Juventus dovrà fare a meno di David, fermato da un fastidio all’inguine, e con ogni probabilità non partirà titolare nemmeno Openda. «Avrà altre possibilità, come e quando lo vedremo tutti insieme» spiega l’allenatore sul belga.

L’obiettivo è recuperare Thuram, tornato tra i convocati dopo il forfait di San Siro, e sfruttare McKennie da falso nove in un tridente leggero con Conceicao e Yildiz. L’americano si dice pronto a tutto: «Faccio ciò che mi dice il mister, se serve mi metto anche in porta per aiutare la squadra». E ribadisce le ambizioni del gruppo: «Il nostro obiettivo è portare a casa la partita: siamo la Juve, vogliamo vincere tutte le gare e andare il più avanti possibile».

Sul futuro personale, con il contratto in scadenza a giugno, McKennie mantiene il profilo basso: «Sono concentrato soltanto sul campo, a tutto il resto ci pensa il mio agente».

Tra tensioni post derby e la pressione di una sfida europea da dentro o fuori, la Juventus si presenta a Istanbul con l’orgoglio rivendicato dal suo allenatore e la consapevolezza che ogni dettaglio, sotto quel “sole” evocato da Spalletti, potrà fare la differenza.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori