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Carnevale di Ivrea

Mugnaia svelata in anticipo, scoppia lo scandalo...

La Fondazione denuncia la diffusione anticipata del nome. La tradizione può ancora reggere nell’era digitale?

Mugnaia svelata in anticipo, scoppia lo scandalo...

La Vezzosa Mugnaia

C’è uno scandalo, dicono. Anzi no, c’è “lo scandalo”. Con tanto di denuncia pubblica della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea presieduta da Alberto Alma, che punta il dito contro la diffusione anticipata del nome e delle immagini della Vezzosa Mugnaia. Tradizione violata, magia incrinata, regole non scritte calpestate.

In un comunicato diffuso in queste ore parla di “gesto irrispettoso”. Sostiene che qualcuno abbia cercato di incrinare la magia. E adesso, tutti indignati.

Ma forse, prima di strapparsi le vesti, vale la pena fare un passo indietro. Perché il problema – quello vero – non è la fuga di notizie. È il tempo che è cambiato. E con lui, il mondo.

Solitamente i giornali con il nome e le foto della Mugnaia arrivavano in edicola nel tardo pomeriggio. Le edicole restano aperte fino a notte fonda. C’è chi fa la fila, chi aspetta l’arrivo dei pacchi, chi compra lo speciale come si compra un cimelio. La segretezza regge perché il sistema regge. La carta ha i suoi tempi. E quei tempi coincidono con la tradizione.

Oggi no.

la piazza

Le copie dello Speciale Mugnaia 2026 sono arrivate nelle edicole alle 17.30. Qualcuno, poco prima o poco dopo, ha scattato una foto e l'ha lanciata su whatsapp con la volontà di danneggiare un'azienda privata, ma anche molti edicolanti che non navigano certo nell’oro. 

Tant'è! Da una parte i whatsapp, dall'altra alle 21 in punto decine di siti pronti a pubblicare nome e foto ufficiali. Condivisioni, notifiche push, stories, post sponsorizzati. In un mondo in cui basta uno screenshot per fare il giro del pianeta in trenta secondi, pensare di blindare una notizia che per tradizione era solo in edicola è un esercizio di ottimismo.

E allora la domanda vera è un’altra: quanto ha ancora senso lo “speciale” cartaceo basato sull’effetto sorpresa, quando l’online vive di simultaneità?

Delle due l’una.

O si decide di mantenere lo speciale come rito esclusivo, e allora a nessuno – ma proprio a nessuno – si forniscono nome e foto nei giorni precedenti. Nessuna anticipazione, nessun invio sotto embargo, nessuna immagine pronta da caricare alle 21 in punto, così, chi vuole sapere, va in edicola, punto.

Oppure si prende atto che viviamo nel 2026, si tiene l’online e si lascia perdere la finzione “giornalistica” del segreto assoluto.

Nella seconda fattispecie, evidentemente, senza una reale “collaborazione” tra organizzazione e informazione, tutti saranno liberi di fare i giornalisti. Di cercare conferme. Di pubblicare nomi. Con tutti i rischi del caso. E una fuga di notizie non si fermerà con un comunicato indignato. 

La Fondazione scrive di una “domenica intensa e partecipata”. E questo è vero. Piazza di Città gremita, energia alle stelle, occhi puntati verso il balcone. Alle 21 il nome: Valentina Campesato in Mantovani è la Vezzosa Mugnaia 2026. Applausi, mimose. La città che si stringe attorno al suo simbolo. 

E qui non c’è ironia che tenga: il legame tra la Mugnaia e Ivrea resta potente, autentico, quasi viscerale.

La verità è che la magia – se è magia – regge anche ai giornali diffusi anzitempo. E infatti la piazza era piena. L’abbraccio c’è stato. Il calore pure. Nessuno è rimasto a casa perché aveva visto una foto qualche ora prima.

Forse la verità è più semplice: la tradizione non si difende con la nostalgia, ma con l’intelligenza. Non basta dire che una regola è “non scritta” per pretendere che il mondo si fermi a rispettarla.

Qualcosa va cambiato. Questo è evidente. O si rivedono tempi, modalità e rapporti con la stampa, oppure ogni anno si ripeterà la stessa scena: anticipazione, indignazione, comunicato, applausi.

Il Carnevale è più forte di tutto questo. Ma le regole del gioco, quelle sì, forse meritano una riscrittura.

Vedremo che cosa deciderà di fare il prossimo anno la Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea. Per il resto, la Mugnaia è lì, sorridente sul Cocchio Dorato, e la città continua a lanciare arance. Con o senza spoiler.

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