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Per chi suona la campana

Un anno di episcopato eporediese di monsignor Daniele Salera (Terza puntata)

Tra rubriche, divieti e pellegrinaggi mancati: il vescovo regolatore della liturgia e i parroci che faticano a farsi trovare

Monsignor Daniele Salera

Monsignor Daniele Salera

Sotto il profilo gestionale e amministrativo, monsignor Daniele Salera ricorda moltissimo il pontefice che lo ha nominato vescovo e poi mandato (per i più maliziosi esiliato in seguito a contrasti con alcuni pupilli bergogliani nel Vicariato di Roma) ad Ivrea, cioè papa Francesco. Taciturno e difficile alla confidenza, sinodale a parole ma autoritario e decisionista nei fatti, umorale e molto più affabile con i laici che con il clero, o almeno con alcuni, capace di veloci cambi di opinione e di considerazione verso i suoi collaboratori, basti pensare all’ascesa e poi alla caduta di don Luca Meinardi, passato in 24 ore da vicario generale nominato a stato di semi-disgrazia e prontamente scaricato a favore dei nuovi pupilli quali don Davide Smiderle e soprattutto, ultimamente, dell’ultra progressista don Fabrizio Gobbi.

Questi ha un profilo molto simile a quello dell’attuale vescovo di Asti, monsignor Marco Prastaro: cappellano del carcere di Ivrea e parroco di Cascinette, ex missionario, membro di nomina episcopale del Consiglio presbiterale e del Collegio dei consultori, famoso per l’aperto disprezzo con cui guarda i confratelli che ancora indossano la veste talare; dato da alcuni come prossimo vicario generale, don Fabrizio è riemerso, proprio un anno fa, dalle lande in cui si era nascosto nei 13 anni di episcopato di monsignor Edoardo Cerrato, tanto che qualche prete, nel vederlo ricomparire e pensando a un fantasma, ha avuto un attimo di smarrimento.

Monsignor Edoardo Cerrato

Di anni monsignor Salera ad Ivrea ne ha ancora davanti una ventina e si spera che possa essere per la sua Chiesa più paterno e capace di mantenere l’unità nelle diversità di vedute e sensibilità tra i presbiteri e i fedeli, senza dare quindi torto agli uni e ragione agli altri solo sulla base di impressioni e simpatie, dimostrandosi così prudente e meno divisivo di quanto il precedente Sommo Pontefice – che è nella Gloria – sia stato per la Chiesa Universale.

Intanto ha provveduto a dare un nuovo statuto al Consiglio pastorale diocesano che risulta abbastanza fotocopia di altre realtà; d’altronde documenti simili circolavano già almeno quarant’anni fa. Le novità sono la coppia di sposi e la coppia di giovani da inserire nei consigli parrocchiali per cercare di fare da ponte e creare collegamenti tra le parrocchie, le famiglie e i giovani del territorio. Intento lodevole e sicuramente…

* Frà Martino

Chi è Fra Martino? Un parroco? Un esperto di chiesa? Uno che origlia? Uno che si diverte è basta? Che si tratti di uno pseudonimo è chiaro, così com’è chiaro che ha deciso di fare suonare le campane tutte le domeniche... Ci racconta di vescovi, preti e cardinali fin dentro ai loro più reconditi segreti. E non è una santa messa ma di sicuro una gran bella messa, Amen

Tutti gli articoli di Fra' Martino qui

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