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Per chi suona la campana
08 Febbraio 2026 - 07:07
Monsignor Daniele Salera
(...) In questa seconda puntata sul vescovo Daniele Salera, dedicata al suo profilo in materia liturgica, il paragone non può che essere storico, e andare nientedimeno che all’arciduca Giuseppe d’Asburgo Lorena, imperatore d’Austria, soprannominato «il re sacrestano» per aver prodotto centinaia di norme e disposizioni legislative per uniformare e regolare la vita ecclesiale dei suoi domini, fino a determinare la lunghezza delle candele votive e dei pizzi delle tovaglie d’altare.
Il vescovo d’Ivrea ha infatti in più occasioni detto e scritto ai suoi preti cosa gradisce e cosa no nella liturgia, intervenendo più volte, solitamente contro i conservatori ma, in qualche caso, anche verso i progressisti, per far togliere o modificare nelle parrocchie quelle prassi liturgiche che non incontravano il suo personale gradimento, dalle comunioni in ginocchio alle modifiche – ben più gravi – del Credo Niceno-Costantinopolitano, in voga in alcune parrocchie intorno ad Ivrea.
Sebbene l’eccessiva pignoleria del vescovo abbia fatto sospirare più di un parroco – da uno schieramento all’altro – e sebbene sia evidente che la sua personale sensibilità vada più verso i novatori piuttosto che verso i tradizionali, va però lodata la tendenza ad indicare nella scrupolosa osservanza delle rubriche del Messale Romanol’atteggiamento normale che ci si aspetta da un sacerdote fedele al proprio ministero di officiante in nome di Cristo e della Chiesa, e non a nome proprio. Il vescovo esercita così quel ruolo di guida e regolatore della vita liturgica proprio del ministero episcopale, che non si traduce nell’imporre o promuovere tra i preti i propri gusti e sensibilità, ma nel far osservare le norme, patrimonio del culto cattolico.

Don Luca Meinardi
Nella metropolia in cui è dominus don Luca Meinardi sembra che un parroco, pur assiduamente cercato dai fedeli per qualsiasi motivo, dall’assistenza spirituale al semplice desiderio di invitarlo a partecipare ad un evento della Pro Loco, non si faccia mai trovare, oppure risponda sgarbatamente, forse irritato perché l’attuale situazione mediorientale gli impedisce di compiere – sulle orme di quando l’Eminentissimo Arrigo Miglio era vescovo di Ivrea – quei 12 o 13 pellegrinaggi all’anno in Terra Santa a cui era abituato e che costituivano la scusa perfetta per non essere disturbato dai fedeli. Chissà che, prima o poi, dato che ha così tanta voglia di viaggiare, il vescovo non lo faccia pellegrinare in altre parrocchie e impari così ad addolcire i toni.
* Frà Martino
Chi è Fra Martino? Un parroco? Un esperto di chiesa? Uno che origlia? Uno che si diverte è basta? Che si tratti di uno pseudonimo è chiaro, così com’è chiaro che ha deciso di fare suonare le campane tutte le domeniche... Ci racconta di vescovi, preti e cardinali fin dentro ai loro più reconditi segreti. E non è una santa messa ma di sicuro una gran bella messa, Amen
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