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Torino, primo trapianto al mondo cuore-fegato in blocco su paziente con organi “a specchio”

Alle Molinette salvato un 32enne con situs viscerum inversus: 17 ore di intervento, équipe multidisciplinare e strategia innovativa

Torino, primo trapianto al mondo cuore-fegato in blocco su paziente con organi “a specchio”

Torino, primo trapianto al mondo cuore-fegato in blocco su paziente con organi “a specchio” (immagine di repertorio)

Per la prima volta al mondo un trapianto combinato cuore-fegato in blocco è stato eseguito su un paziente con situs viscerum inversus, la rarissima condizione congenita che comporta la disposizione “a specchio” degli organi interni. L’intervento è stato realizzato all’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino su un giovane di 32 anni originario della Campania.

Il paziente conviveva dalla nascita con una grave cardiopatia congenita, affrontata con tre interventi a cuore aperto tra infanzia e adolescenza. Le cure gli avevano consentito di raggiungere l’età adulta, ma nel tempo il quadro clinico si era complicato con un progressivo deterioramento del fegato, evoluto in cirrosi. Nell’ultimo anno era comparso anche un carcinoma epatico: le terapie locali avevano inizialmente contenuto la malattia, ma un nuovo nodulo aveva reso inevitabile il trapianto combinato di cuore e fegato, unica possibilità di sopravvivenza.

Il situs viscerum inversus rappresentava un ostacolo enorme. L’anatomia completamente invertita del paziente rendeva estremamente complesso l’impianto di organi donati con disposizione normale. I medici campani hanno quindi indirizzato il giovane a Torino, dove si è attivata un’équipe multidisciplinare composta dal cardiochirurgo Carlo Pace Napoleone e dal cardiologo Giuseppe Annoni dell’ospedale Infantile Regina Margherita, insieme agli specialisti delle Molinette: l’epatologa Silvia Martini, i cardiochirurghi Mauro Rinaldi e Massimo Boffini, e il chirurgo epatico nonché Coordinatore Regionale Trapianti Renato Romagnoli.

Dopo uno studio approfondito del caso, l’équipe ha elaborato una strategia mai tentata prima: inserire il paziente in lista per un trapianto cuore-fegato in blocco, mantenendo cioè i due organi in continuità anatomica al momento dell’impianto.

La svolta è arrivata quando il Coordinamento Donazione e Prelievi del Piemonte, diretto da Anna Guermani, ha segnalato al Centro Regionale Trapianti Piemonte, guidato da Federico Genzano, e al Centro Nazionale Trapianti di Roma, diretto da Giuseppe Feltrin, la disponibilità di un donatore compatibile. Si è attivata una macchina organizzativa che ha coinvolto decine di professionisti.

Un’équipe composta dal cardiochirurgo Giacomo Maraschioni e dal chirurgo epatico Damiano Patrono si è recata nell’ospedale del donatore per il prelievo del blocco cuore-fegato, mantenendo un collegamento costante con Torino. Quando il blocco è arrivato alle Molinette, la sala operatoria era pronta.

Sotto la supervisione di Mauro Rinaldi, Carlo Pace Napoleone insieme a Massimo Boffini, Antonino Loforte, Erika Simonato e Matteo Marro, con il supporto anestesiologico di Maria Luisa Contristano, ha eseguito l’impianto del cuore mantenuto in continuità con il fegato. In parallelo Renato Romagnoli, con Elena Mazza e Paolo Ossola, e con la collaborazione anestesiologica di Chiara Stratta e Donatella Di Francesco, ha posizionato il fegato nell’addome nella sua sede fisiologica.

In totale 17 ore di sala operatoria, di cui oltre dodici di chirurgia. L’anatomia invertita ha imposto soluzioni creative: nuove connessioni vascolari, utilizzo di segmenti di vasi prelevati dallo stesso donatore, adattamenti tecnici mai applicati prima. Alla fine, il blocco cuore-fegato ha ripreso a funzionare e il sangue è tornato a scorrere regolarmente.

Il decorso post-operatorio è stato complesso, gestito dall’équipe di Cardio-Rianimazione diretta da Anna Trompeo, con il supporto degli infettivologi guidati da Francesco Giuseppe De Rosa, dei nefrologi diretti da Luigi Biancone e dei chirurghi vascolari coordinati da Aldo Verri. Oggi il paziente è ricoverato in area semintensiva chirurgica del Centro Trapianto Fegato e il percorso di riabilitazione procede positivamente.

Il direttore generale della Città della Salute, Livio Tranchida, sottolinea il valore dell’intervento: «Una storia a lieto fine che ancora una volta diventa esempio delle eccellenze della nostra Città della Salute e della Scienza a livello europeo e mondiale e del valore dei nostri operatori. I nostri professionisti sanitari hanno reso possibile ciò che non lo sembrava essere più in una situazione disperata. Un modello che verrà esportato nel nuovo Parco della Salute, della Ricerca e dell'Innovazione. Un doveroso ringraziamento al donatore e alla sua famiglia, che hanno reso possibile questo miracoloso trapianto combinato».

Anche l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi parla di una nuova frontiera: «Una volta di più il Sistema Trapianti della Regione Piemonte si conferma ai vertici italiani ed europei con un trapianto di cuore - fegato di eccezionale difficoltà tecnico-organizzativa. La bravura dei nostri professionisti ha reso possibile questo intervento che apre una nuova frontiera nei trapianti combinati. Ennesima conferma di quanto CDSS meriti il ruolo di IRCCS Trapianti».

Un intervento che non è soltanto una vittoria clinica, ma un precedente scientifico destinato a essere studiato a livello internazionale.

Ospedale Molinette - Wikipedia

Ospedale Molinette

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