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Alle Molinette arriva l’angiografo mobile con intelligenza artificiale: prima installazione in Italia

La donazione di Rinaldo Ocleppo dota Torino di tecnologia endovascolare avanzata con sala quasi ibrida

Alle Molinette arriva l’angiografo mobile con intelligenza artificiale: prima installazione in Italia

Alle Molinette arriva l’angiografo mobile con intelligenza artificiale: prima installazione in Italia

Alle Molinette di Torino è entrato in funzione il primo angiografo digitale mobile e motorizzato con intelligenza artificiale installato in Italia. Una tecnologia di ultima generazione che rafforza la Chirurgia vascolare pubblica e che arriva non da un bando ministeriale, ma da una donazione privata: quella di Rinaldo Ocleppo, presidente del Gruppo Buffetti e dell’azienda informatica Dylog. Un dato che dice molto su come, oggi, l’innovazione sanitaria passi sempre più spesso dall’incontro – non scontato – tra competenze cliniche e generosità individuale.

Il nuovo sistema rappresenta un salto di qualità nella navigazione endovascolare, perché integra un software di intelligenza artificiale capace di utilizzare le immagini Tac pre-operatorie come una vera e propria mappa tridimensionale del paziente. Durante l’intervento, il chirurgo non lavora più “a vista limitata”, ma si muove dentro una ricostruzione dinamica che guida il trattamento di aneurismi, stenosi e ostruzioni arteriose, riducendo l’invasività e aumentando la precisione. L’angiografo può ruotare attorno al paziente, effettuare controlli intra-operatori e restituire immagini tridimensionali aggiornate in tempo reale: un cruscotto visivo ad altissima definizione al servizio delle decisioni chirurgiche.

La donazione non si ferma alla macchina. In sala operatoria arrivano anche un letto radiotrasparente e una pompa per l’iniezione del mezzo di contrasto, strumenti essenziali per visualizzare il flusso ematico e lavorare in sicurezza. Il risultato è una sala che assume le caratteristiche di una sala ibrida, capace di ospitare sia procedure mini-invasive guidate dalla radiologia sia interventi tradizionali a cielo aperto. Una sola sala, più opzioni terapeutiche, più flessibilità clinica, meno tempi morti.

Per l’ospedale torinese – e per l’Università di Torino – si tratta di un potenziamento strategico. La Chirurgia Vascolare delle Molinette è già riconosciuta a livello internazionale per il trattamento avanzato delle patologie aortiche, carotidee e periferiche, e questa tecnologia consente di ampliare ulteriormente capacità operative e volumi di attività. Non è solo una “prima italiana” da comunicato stampa: è un investimento concreto sulla sanità pubblica ad alta specializzazione, quella che funziona quando competenze, visione tecnologica e risorse – pubbliche e private – smettono di viaggiare su binari separati.

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