C’è chi rischia di perdere la casa per poche mensilità arretrate, chi vive con l’ansia di una raccomandata che potrebbe trasformarsi in sfratto, chi si ritrova a fare i conti con bollette e affitto che crescono più in fretta dello stipendio.
L’emergenza abitativa a Gassino Torinese non è più un tema astratto: è una realtà che tocca famiglie, lavoratori, persone sole. E proprio su questo fronte il Comune torna a intervenire con nuovi fondi destinati a sostenere chi si trova in difficoltà.
Con una recente determina è stata disposta la liquidazione di un contributo da 4.000 euro nell’ambito del Bando Emergenza Abitativa 2025, una misura pensata per prevenire situazioni di morosità e scongiurare l’avvio di procedure di sfratto. La somma viene erogata direttamente al proprietario dell’alloggio, con l’obiettivo di sanare arretrati e mantenere la famiglia nell’abitazione.
Non si tratta di un intervento isolato. Negli ultimi mesi, l’amministrazione comunale ha costruito un percorso più ampio per fronteggiare una crisi che, anche a Gassino, ha assunto contorni preoccupanti. Nel corso del 2025 era stato attivato un bando con contributi fino a 4.000 euro per sostenere nuclei con Isee entro determinate soglie, proprio per evitare che difficoltà temporanee si trasformassero in emergenze definitive.
Parallelamente, è stato avviato un lavoro di rete attraverso un Presidio sociale per l’emergenza abitativa, che coinvolge servizi sociali, realtà associative e soggetti del territorio. L’obiettivo è intercettare per tempo le situazioni più fragili: donne sole con figli, lavoratori precari, famiglie monoreddito, persone che pur avendo un impiego non riescono più a sostenere i costi dell’affitto. Un fenomeno che non riguarda soltanto chi vive ai margini, ma anche quel ceto medio che si scopre improvvisamente vulnerabile.
Accanto agli aiuti immediati, il Comune ha riaperto il confronto con l’ATC – Agenzia Territoriale per la Casa, con l’intento di accelerare interventi su alloggi popolari oggi inutilizzabili e ampliare così le possibilità di risposta strutturale. Perché se il contributo economico serve a tamponare l’urgenza, la vera sfida è costruire soluzioni stabili.
Il nuovo stanziamento da 4.000 euro non risolve certo da solo un problema complesso, ma rappresenta un tassello concreto in una strategia che punta a evitare che una difficoltà temporanea si trasformi in esclusione abitativa. In un momento in cui il costo della vita continua a crescere e i salari restano fermi, la casa torna a essere il primo fronte su cui si misura la tenuta sociale di una comunità.
A Gassino il segnale è chiaro: l’emergenza abitativa non si ignora, si affronta. Un passo alla volta, ma con l’idea che dietro ogni pratica amministrativa ci sia una famiglia che chiede di restare nella propria casa.