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11 Febbraio 2026 - 18:37
Asili gratis, Gassino Torinese rivendica il primato: “Non è Settimo il primo Comune in Piemonte”
Settimo Torinese non è il primo Comune del Piemonte ad aver reso (quasi) gratuiti gli asili nido cittadini. A sostenerlo è il sindaco di Gassino Torinese, Cristian Corrado, intervenuto dopo l’intervista pubblicata il 6 febbraio su La Stampa, in cui la sindaca Elena Piastra presentava Settimo come un "laboratorio regionale" della gratuità per il 90% delle famiglie.
La precisazione arriva a pochi giorni dopo dalla diffusione dell’articolo. Sui social, alcuni cittadini gassinesi avevano già fatto notare come una misura analoga fosse stata introdotta in collina prima dell’iniziativa settimese. Da qui, il post del Comune e il chiarimento del primo cittadino.
Il punto, spiega Corrado, non è una gara tra amministrazioni, ma una questione di corretta ricostruzione dei fatti: «La somma dei contributi governativi, quindi il bonus asilo nido che è di 300 euro, più il contributo comunale che quest’anno abbiamo raddoppiato e ampliato fino a un ISEE di 40mila euro, permette di fatto l’asilo nido gratis per una grande fetta d’utenza», afferma. Una misura già attiva nell’anno scolastico in corso.
A Gassino il meccanismo è diverso rispetto a quello di Settimo, ma – sostiene il sindaco – il risultato per le famiglie è molto simile. Nel territorio gassinese, non esistono nidi pubblici comunali: «Noi non abbiamo asili nido comunali. Abbiamo materna, elementari e medie, ma il nido no. Quindi diamo i contributi direttamente alle famiglie che portano i bambini dai privati», aggiunge Corrado.

Cristian Corrado
I numeri aiutano a comprendere il meccanismo. La retta media di un nido sul territorio si aggira attorno ai 400 euro al mese, con differenze tra le varie realtà: l’asilo di Bussolino, ad esempio, si colloca intorno ai 320 euro, mentre altre strutture possono arrivare a 550 euro mensili. A fronte di questa cifra, 300 euro arrivano dal bonus statale e circa 100 euro dal contributo comunale: «Praticamente si arriva quasi all’azzeramento della rata. Se paghi 420 euro, ne restano 20», aggiunge il sindaco.
Sul fronte delle percentuali, Gassino conta circa 170 posti nido distribuiti tra le diverse strutture private presenti sul territorio. Non esiste una statistica ufficiale aggiornata sulla quota esatta di famiglie beneficiarie, ma l’amministrazione assicura di aver coperto tutte le domande presentate: «Tutta la richiesta è stata coperta e sono rimaste risorse in cassa», riferisce Corrado. Questo significa che la misura ha raggiunto almeno il 70-80% dei potenziali aventi diritto, con margini per un ulteriore ampliamento.
L’obiettivo dichiarato è infatti quello di consolidare e, se possibile, potenziare l’intervento: «Con lo stesso stanziamento – aggiunge – possiamo aumentare ancora il contributo il prossimo anno». Un segnale che la misura non viene letta come un intervento episodico, ma come una linea di indirizzo strutturale.
Dietro la scelta, però, non c’è soltanto una valutazione economica. C’è un ragionamento demografico che riguarda l’intero territorio collinare. Gassino, poco meno di 10mila abitanti, registra in media circa 40 nascite all’anno. Un dato che fotografa una natalità ridotta e che impone, secondo l’amministrazione, politiche di sostegno mirate: «Un paese dove ci sono i bambini è un paese vivo – afferma Corrado –. Se mancano i nuovi nati, muore il paese».
La misura sui nidi viene così inserita in una strategia più ampia che punta a rendere il territorio attrattivo per le giovani famiglie, in un contesto dove l’invecchiamento della popolazione è evidente. Sostenere i neonati significa, nelle intenzioni del sindaco, garantire nel tempo la sopravvivenza dei servizi scolastici e della rete sociale, evitando il rischio di strutture sottoutilizzate o di progressiva contrazione dell’offerta educativa.
La rivendicazione del primato assume così un valore simbolico ma anche politico. In un contesto in cui la competizione tra territori si gioca sempre più su servizi, qualità della vita e sostegno alla natalità, il tema dei nidi gratuiti – o quasi – diventa una leva importante per le famiglie.
Resta ora da capire se il confronto tra modelli potrà aprire un dibattito più ampio a livello metropolitano o regionale. Di certo, la questione non riguarda solo la contabilità delle rette, ma un nodo strutturale: come sostenere le famiglie in un momento in cui il calo demografico rischia di ridisegnare profondamente i piccoli Comuni.
A Gassino, la linea è tracciata: «Aiutare chi decide di mettere al mondo un figlio non è uno slogan, è una responsabilità», aveva scritto il Comune nel post che ha acceso il dibattito. E al di là delle rivendicazioni, il messaggio politico è chiaro: il welfare locale passa anche – e soprattutto – dai servizi per l’infanzia.
Il municipio di Gassino Torinese
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