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13 Febbraio 2026 - 15:19
Torino al buio per “M’illumino di Meno”: si spengono Mole, Palazzo Civico e tre ponti sul Po
Per una sera Torino rinuncerà alla luce dei suoi simboli più riconoscibili. Lunedì le luci decorative della Mole Antonelliana – fino alle 22 –, di Palazzo Civico e dei ponti Vittorio Emanuele I, Umberto I e Isabella verranno spente in adesione a “M’illumino di Meno 2026”, la campagna nazionale promossa dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di Radio Due.
Un gesto simbolico, ma dal significato preciso. Con lo spegnimento dei monumenti, la Città di Torino intende ribadire la volontà di percorrere con coerenza la strada del risparmio energetico e della riduzione degli sprechi, richiamando l’attenzione sull’urgenza della transizione ecologica.
“M’illumino di Meno” nasce nel 2005 proprio dai microfoni di Caterpillar, in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. L’idea era semplice e potente: invitare cittadini, istituzioni e imprese a spegnere le luci non necessarie per un giorno, trasformando un’azione quotidiana in un gesto collettivo di consapevolezza ambientale. Nel corso degli anni l’iniziativa è cresciuta fino a coinvolgere migliaia di Comuni italiani, scuole, università, associazioni e realtà produttive, oltre a numerosi monumenti simbolo in tutta Italia e anche all’estero.
Col tempo la campagna ha ampliato il proprio raggio d’azione. Non soltanto spegnere le luci, ma promuovere comportamenti virtuosi: dall’uso della mobilità sostenibile alla condivisione dei mezzi di trasporto, dall’efficientamento energetico degli edifici alla riduzione degli sprechi domestici. Ogni edizione si concentra su un tema specifico legato alla sostenibilità, mantenendo però al centro l’idea che il cambiamento possa partire da piccoli gesti replicabili.

In questo contesto, si inserisce l’adesione di Torino. Lo spegnimento delle illuminazioni scenografiche non incide in modo strutturale sui consumi complessivi della città, ma ha un valore comunicativo forte. Vedere la Mole al buio, così come i ponti sul Po privi della loro luce ornamentale, diventa un segnale visibile che richiama cittadini e istituzioni a interrogarsi sulle proprie abitudini energetiche.
Nelle intenzioni dall’amministrazione, si sottolinea come l’iniziativa voglia essere uno stimolo ad azioni tangibili: incrementare la mobilità dolce, migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio, gestire in modo più oculato le risorse pubbliche per abbattere sprechi ed emissioni. Lo spegnimento, in questa chiave, non è un punto di arrivo ma un invito a fare di più.
Torino non è nuova a iniziative di questo tipo. Negli anni ha partecipato a campagne di sensibilizzazione ambientale e ha inserito nei propri programmi politiche legate alla sostenibilità urbana. L’adesione a “M’illumino di Meno” si colloca dunque in una linea già tracciata, ma che richiede continuità e risultati misurabili.
Lunedì sera, quando la Mole Antonelliana e i ponti torinesi si spegneranno, l’oscurità temporanea non sarà un’assenza, ma un messaggio. Un richiamo collettivo a considerare l’energia come una risorsa da utilizzare con responsabilità, nella consapevolezza che la somma di gesti individuali può tradursi in un impatto concreto sul futuro ambientale della città.
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