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13 Febbraio 2026 - 13:52
Crisi del latte in Piemonte, Confagricoltura rilancia: “Serve una tabella unica sul prezzo”
La crisi del mercato del latte non rallenta e il comparto piemontese chiede risposte strutturate. A lanciare l’allarme è Confagricoltura Piemonte, che in una nota parla di una congiuntura sfavorevole che «non accenna ad attenuarsi» e sollecita azioni più incisive a tutela degli allevatori.
L’organizzazione accoglie positivamente le misure prospettate dal ministro Francesco Lollobrigida durante la recente riunione del Consiglio Agrifish, ma ritiene che la fase attuale richieda ulteriori interventi operativi. La discussione si sposterà ora a livello regionale: lunedì 23 febbraio, a Torino, è stato convocato il tavolo di concertazione con l’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni, più volte sollecitato proprio da Confagricoltura.

Francesco Lollobrigida
Il presidente della sezione regionale lattiero-casearia di Confagricoltura Piemonte, Guido Oitana, sottolinea la gravità del momento e la necessità di una strategia condivisa. «Ringraziamo l'assessore per l'apertura di questo tavolo del comparto, che abbiamo chiesto con urgenza a fronte di una condizione di mercato particolarmente critica», afferma. E aggiunge: «Auspichiamo che tutte le componenti della filiera possano lavorare insieme affinché si riesca a individuare e condividere un progetto di azioni atte a migliorare la situazione di mercato del comparto nella nostra Regione».
Tra le proposte che saranno portate al tavolo, Confagricoltura indica la costruzione di una tabella unica capace di definire un prezzo di riferimento del latte alla stalla. L’obiettivo è fissare un valore allineato che garantisca agli allevatori un margine adeguato rispetto a costi di produzione condivisi. «Tra questi interventi proporremo anche di costruire, insieme a tutti i soggetti interessati, una tabella unica in grado di definire un prezzo di riferimento del latte alla stalla allineato su un valore che riconosca un adeguato margine agli allevatori rispetto a costi di produzione condivisi: è una soluzione che renderebbe anche più agevole l'introduzione di un meccanismo regolatorio in grado di rendere più contenute possibili le oscillazioni del prezzo», precisa Oitana.
Il nodo resta quello delle oscillazioni del prezzo, che negli ultimi mesi hanno inciso pesantemente sui bilanci delle aziende zootecniche. Per il comparto piemontese, la riunione del 23 febbraio rappresenta un passaggio decisivo per trasformare le sollecitazioni in misure concrete e condivise lungo tutta la filiera.

Paolo Bongioanni
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