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Arresto cardiaco in piazza? A San Mauro Torinese rischi di più (e non sarà una foto della sindaca a salvarti)

Defibrillatori installati nel 2023, poi danneggiati e ancora assenti nel 2026. "San Mauro cardioprotetta" rimane solo uno slogan in una foto ricordo ormai sbiadita

Arresto cardiaco in piazza? A San Mauro Torinese rischi di più (e non sarà una foto della sindaca a salvarti)

Arresto cardiaco in piazza? A San Mauro Torinese rischi di più (e non sarà una foto della sindaca a salvarti)

Cosa succede a San Mauro Torinese se un cittadino ha un arresto cardiaco in centro città? Magari in pieno giorno, magari proprio davanti agli occhi di tutti. Un uomo o una donna che si accascia a terra davanti a famiglie, anziani, bambini e semplici passanti.

Chiamare il 112 (numero unico per le emergenze) non basta. È questione di minuti, e ogni gesto può fare la differenza. Il più importante? Usare un defibrillatore. Ma a San Mauro, due defibrillatori in centro su quattro non funzionano più. E non sarà una foto ricordo della sindaca ormai sbiadita – l'inaugurazione dei due apparecchi risale a marzo 2023 – a salvare vite umane. Tantomeno ad acchiappare qualche voto in più per le prossime elezioni comunali.

Già, perché sono passati ormai tre anni dalla loro installazione, ma nel frattempo quei dispositivi – rubati o danneggiati – non sono mai tornati al loro posto. Uno si trovava nei pressi del punto SMAT, l’altro all’esterno del bar del parco Pragranda. Oggi, semplicemente, non ci sono. E qui inizia il cortocircuito politico.

Nel marzo 2025, il consigliere comunale Marco Bongiovanni aveva chiesto formalmente all’amministrazione di impegnarsi a ripristinare i due DAE. Una spesa contenuta – circa 2.000 euro – e un voto unanime del Consiglio comunale. Tutti d’accordo. Con tanto di rassicurazione: riattivarli “nel più breve tempo possibile”. Quel “più breve tempo possibile”, però, si è trasformato in quasi un anno.

A dicembre 2025, constatando che i dispositivi non erano stati reinstallati e che quelli comunali ancora operativi non risultavano inseriti nel catasto regionale DAE – il sistema collegato ai servizi di emergenza – Bongiovanni ha presentato un’interrogazione. Non è stata discussa nella seduta di fine anno. Se n’è parlato solo il 12 febbraio, nella prima seduta consiliare del 2026.

In aula, la sindaca Guazzora ha spiegato che da dicembre è stato dato mandato agli uffici di verificare e individuare un fornitore, che servirà una variazione di bilancio e che è stato chiesto a scuole e associazioni sportive di inserire i propri defibrillatori nel catasto regionale. Nel frattempo, però, i due dispositivi comunali non ci sono.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone e il seguente testo "Giulia Guazzora 16 mar 2023 SAN MAURO CARDIOPROTETTA 4 nuovi defribrillarori grazie a TecnoAlarm! Il taglio del nastro è avvenuto alle ore 11 in piazza Europa, all'ingresso della pagoda.... Altro... 09 AED .ভशस FIBRILLATORE 2 豊"

L'inaugurazione dei defibrillatori nel 2023

Bongiovanni ha protratto la discussione sui social il giorno dopo, ed è stato netto: «Promesse tante, fatti zero». E ancora: «Oggi, a distanza di quasi un anno dal danneggiamento, non sono ancora riusciti a ripristinare due strumenti salvavita né a garantire il corretto inserimento nel catasto regionale collegato con i servizi di emergenza». Una stoccata che chiude il cerchio: «Sui temi della sicurezza e della salute pubblica non servono fotografie! Servono fatti!».

La replica dell’assessore al Bilancio Matteo Fogli è arrivata altrettanto diretta. Nella variazione di bilancio approvata il 12 febbraio ,sono stati stanziati 5.000 euro per acquisti e manutenzione dei defibrillatori. E Fogli ha puntato il dito contro il consigliere: «Abbiamo messo 5000€ in variazione di bilancio ieri per acquisti e manutenzione dei defibrillatori. Chi non ha votato la variazione? Tu».

Uno scambio che fotografa un dato politico: maggioranza e opposizione si accusano a vicenda, ma la sostanza non cambia. I defibrillatori in centro non sono operativi.

E la questione non è simbolica. Un defibrillatore pubblico, che guida per altro le persone su come usarlo come una serie di messaggi audio, funziona solo se è accessibile, mantenuto, segnalato e inserito correttamente nei sistemi regionali che dialogano con i soccorsi. In caso di arresto cardiaco improvviso, ogni minuto senza scarica riduce drasticamente le probabilità di sopravvivenza. Non è un’opinione, è un dato medico.

La domanda allora resta sospesa: perché tra il voto unanime di marzo 2025 e lo stanziamento di febbraio 2026 è passato quasi un anno? Perché per due strumenti salvavita si è dovuti arrivare a un nuovo passaggio di bilancio? E soprattutto: quando torneranno davvero al loro posto?

Nel 2023 l’installazione dei DAE era stata presentata come un segnale di attenzione alla sicurezza sanitaria. Oggi il segnale che arriva è diverso: promesse condivise, tempi lunghi, responsabilità rimpallate.

Intanto, se qualcuno dovesse accasciarsi in centro città, l’unica certezza è che quei due defibrillatori non ci sono. E in certe situazioni, non conta chi abbia votato cosa. Conta solo il tempo.

Marco Bongiovanni

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