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13 Febbraio 2026 - 10:15
Odissea di una pendolare sulla tratta da Caselle a Torino: bus soppressi e attese infinite
Mercoledì 11 febbraio una cittadina di Caselle avrebbe dovuto raggiungere il centro di Torino per un appuntamento in un ufficio. Un tragitto ordinario, almeno sulla carta. Senza automobile, come molti, si affida al trasporto pubblico. E qui comincia il problema.
La sua segnalazione è arrivata ieri in redazione. Racconta una sequenza semplice, lineare, ma per questo ancora più significativa. “Abito a Caselle e oggi pomeriggio avrei dovuto recarmi in centro a Torino per un appuntamento in un ufficio. Non avendo a disposizione un'auto mi reco alla fermata dell'autobus Arriva in centro a Caselle per prendere la corsa delle 14.35 che non passa… attendo quella successiva delle 15.05 e anche questa salta!”.
Due corse consecutive cancellate. Nessun avviso in fermata. Nessuna comunicazione preventiva visibile a chi aspetta sotto la pensilina. Solo attesa.
La pendolare decide allora di telefonare al numero di assistenza clienti. Vuole capire se si tratta di un ritardo, di un guasto, di un problema momentaneo. La risposta che riceve è netta: pochi autisti disponibili dall’inizio della settimana, quindi alcune corse vengono soppresse ogni giorno. Non sempre le stesse. Gli avvisi? Pubblicati sul sito.
“Mi rispondono che dall'inizio della settimana hanno pochi autisti e quindi giornalmente sopprimono alcune corse (ma non sempre agli stessi orari) il cui avviso viene pubblicato sul loro sito”, scrive. Un dettaglio che pesa: chi non controlla quotidianamente il portale online rischia di scoprire la soppressione solo quando l’autobus non arriva.
L’operatore la rassicura: la corsa delle 15.35 è confermata. Ma anche qui il timore è concreto. “Peccato che avendone saltate due c'è il rischio che l'autobus non si fermi perché si riempie già all'aeroporto”. Una frase che fotografa un altro problema strutturale: i mezzi che partono dall’aeroporto arrivano spesso già carichi, lasciando a terra chi sale dalle fermate successive.
La segnalazione non si ferma qui. C’è anche la questione dei costi. “Giusto per concludere la lamentela segnalo che il biglietto a bordo costa un euro in più e che dall'app Arriva si può comprare solo la tratta Torino/Aeroporto che costa euro 7.50, a fronte del costo di euro 2.60 per Caselle città”. In altre parole: chi non riesce ad acquistare prima il titolo di viaggio paga di più, e l’app non consente di selezionare la tratta urbana più economica.
Infine, il quadro generale. “Preciso inoltre che il servizio ferroviario è temporaneamente interrotto e sostituito da autobus che da Caselle città al centro di Torino impiegano un'ora e mezza”.
La ferrovia Torino-Ceres è infatti sospesa per lavori e sostituita da bus. Tempi dilatati, traffico, coincidenze incerte.

Lavori sulla linea ferroviaria Torino-Ceres
E poi l’ironia amara con cui chiude la sua lettera: “Meno male che abito vicino all'aeroporto che ha un servizio trasporti eccellente!”.
Una frase che suona come una constatazione paradossale: vivere accanto a un’infrastruttura internazionale e non riuscire a raggiungere con certezza il centro della propria città.
Il caso individuale si inserisce in un contesto più ampio. La sospensione della linea ferroviaria Torino-Ceres, chiusa per interventi infrastrutturali, ha modificato in modo significativo la mobilità tra Caselle, l’aeroporto e Torino. I treni sono sostituiti da autobus, con tempi di percorrenza che possono superare l’ora e mezza. Un aumento considerevole rispetto ai collegamenti ferroviari ordinari.
Parallelamente, il servizio su gomma ordinario soffre di criticità organizzative.
Il risultato è una rete fragile, dove la mancanza di un mezzo – il treno – amplifica le debolezze dell’altro – l’autobus. Se il bus ferroviario sostitutivo impiega un’ora e mezza e le corse urbane vengono soppresse, il margine di sicurezza per arrivare puntuali si riduce a zero. Ogni imprevisto diventa determinante.
La storia raccontata da questa casellese non è un’eccezione isolata. È la fotografia di una quotidianità che molti pendolari conoscono. La mobilità non è un dettaglio: è ciò che permette di lavorare, studiare, accedere ai servizi.
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