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Università di Torino, assemblea contro la governance: “Costruiamo l’ateneo che vogliamo”

Studenti, precari e rappresentanze accademiche propongono una piattaforma programmatica condivisa dopo la mozione del Cda e la lettera della rettrice Prandi

Università di Torino

Università di Torino, assemblea contro la governance: “Costruiamo l’ateneo che vogliamo” (foto di repertorio)

Un’assemblea partecipata, convocata come risposta politica e culturale alla lettera della rettrice Cristina Prandi e alla successiva mozione del Consiglio di amministrazione, ha riunito diverse realtà studentesche e accademiche dell’Università di Torino sotto lo slogan “Per un’università libera dall’autoritarismo”.

L’iniziativa nasce dopo la manifestazione del 31 gennaio e la presa di posizione della rettrice, che aveva invitato l’intera comunità universitaria a esprimersi contro la violenza. Una condanna che è stata ribadita anche dal Cda, pur con divisioni interne sul documento approvato.

I promotori dell’assemblea parlano di una “deriva autoritaria a livello istituzionale ma anche nella governance dell’ateneo” e spiegano di voler rispondere non con una semplice mozione ma con un percorso più articolato. L’obiettivo dichiarato è la costruzione di una piattaforma programmatica comune capace di coinvolgere tutte le componenti universitarie.

“Non vogliamo rispondere con un sì o un no come chiede la rettrice, ma in modo corale e plurale a queste vocazioni autoritarie”, spiegano i promotori, sottolineando la volontà di aprire una fase di discussione che proseguirà con altri momenti di confronto e mobilitazione.

Tra le realtà intervenute, Cambiare Rotta ha parlato di “retorica securitaria”, chiedendo di rimettere al centro un modello di rappresentanza che non sia “al servizio della governance dell’ateneo”. Dal Cua è arrivata la proposta di impegnarsi stabilmente nella costruzione di un progetto condiviso: “Dare corpo all’università che vogliamo”, costruendo una piattaforma comune che possa essere sostenuta da tutte le componenti accademiche.

Anche l’Assemblea Precaria ha sostenuto la necessità di “fare rete di fronte all’escalation repressiva”, auspicando che dall’assemblea emerga un appello che riaffermi l’università come spazio libero, autonomo e luogo di riflessione. Il rappresentante dei precari ha inoltre annunciato la partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Torino, prevista per domani, con una protesta contro quella che definisce “l’autocrazia del rettore Corgnati e dell’ateneo”.

L’assemblea si inserisce in un clima di confronto acceso sul ruolo della governance universitaria, sul rapporto tra sicurezza e libertà accademica e sulle modalità di rappresentanza interna. Il percorso annunciato dai promotori prevede ulteriori momenti pubblici di discussione e mobilitazione nei prossimi mesi.

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