A volte basta una telefonata per cambiare il ritmo di una giornata. E se dall’altra parte della cornetta c’è la voce di un tre volte campione del mondo, il dubbio dura pochi secondi e l’adrenalina sale come in griglia di partenza. È successo nei giorni scorsi al Salumè, locale affacciato su piazza Camillo Benso di Cavour a Forlì, dove Francesco “Pecco” Bagnaia ha scelto di fermarsi per una cena lontano dai riflettori e dalle luci dei box.
Il fuoriclasse della Ducati, reduce da tre giorni di test in Malesia che hanno restituito segnali incoraggianti in vista della nuova stagione, ha deciso di concedersi una pausa in Romagna. Nessuna cena di gala, nessun evento ufficiale: solo un tavolo per tre, prenotato in modo diretto e senza intermediari. A raccontare l’episodio è il titolare del locale, Daniele Piras, grande appassionato di motori, che ha condiviso la sua emozione con ForlìToday.
«Ha prenotato proprio lui», ha spiegato Piras. «Ha risposto la mia compagna e ha subito riconosciuto la voce. Non volevamo crederci». Nel dubbio, però, la macchina organizzativa si è messa in moto. «Mi sono preparato portando da casa un modellino della sua moto, sperando di farmelo autografare». Martedì sera, alle 20 in punto, il sospetto è diventato certezza: Bagnaia ha varcato la soglia del locale insieme al suo capotecnico Cristian Gabarrini e a un altro amico.

Nessuna richiesta particolare, nessun menù fuori programma. Nonostante la dieta ferrea che accompagna la vita di un atleta di alto livello, il campione non ha rinunciato alle eccellenze locali. La scelta è caduta su una Fiorentina, accompagnata da antipasti che raccontano il territorio: culatello con flan di squacquerone, baccalà mantecato e la “seppiolina classica”, uno dei piatti simbolo del locale. Tradizione, qualità e un pizzico di convivialità, senza eccessi ma con gusto.
A colpire lo staff non è stata solo la presenza del pilota, ma il modo in cui ha vissuto la serata. «È una persona molto timida e riservata», ha raccontato ancora Piras a ForlìToday. Il locale era pieno, ma l’atmosfera è rimasta composta. Qualche sguardo curioso, qualche riconoscimento discreto, nessuna invasione. Per una foto ricordo, il titolare ha preferito la cucina, lontano dai tavoli. «È stato gentilissimo», ha aggiunto.
Tra un piatto e l’altro, inevitabile una battuta sulla stagione alle porte. «Gli ho fatto l’in bocca al lupo per il 2026», ha detto Piras, «e lui mi ha risposto che è “bello carico” e che quest’anno ce la metterà tutta». Poche parole, ma sufficienti a restituire l’idea di un pilota motivato, determinato a riprendersi la scena in pista.
Il passaggio di Bagnaia a Forlì non è un episodio isolato per il Salumè. Il locale è diventato negli anni un punto di riferimento per il mondo dei motori, anche grazie al legame con Matteo Flamigni, storico telemetrista di Valentino Rossi e oggi nel team VR46. Tra i tavoli sono passati nomi noti come Lucio Cecchinello, ma non solo. Anche artisti e attori di passaggio al Teatro Diego Fabbri, da Emma Marrone a Vincenzo Salemme, hanno scelto la piazza delle Erbe per una sosta informale.
La serata si è chiusa con uno scambio di contatti e una promessa non scritta ma chiara. Bagnaia ha preso il bigliettino del locale, lasciando intendere che potrebbe tornare. Per Piras, resta un ricordo da custodire con cura. «Un’emozione fortissima, da vero appassionato. È stato tutto perfetto», ha confidato.
In attesa che i motori si riaccendano ufficialmente e che il calendario del Motomondiale entri nel vivo, Forlì può raccontare una parentesi diversa: quella di un campione che, tra una curva e l’altra, si concede il piacere di una cena semplice, di una stretta di mano sincera e di una promessa sussurrata con il sorriso. E forse, anche questo, fa parte del carattere dei grandi.