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Vercelli, 47 rapporti disciplinari in 13 mesi: protesta la Polizia Penitenziaria

Sappe denuncia un clima di tensione nell’istituto, sotto organico e con 119 detenuti oltre la capienza regolamentare

Vercelli, 47 rapporti disciplinari in 13 mesi: protesta la Polizia Penitenziaria

Vercelli, 47 rapporti disciplinari in 13 mesi: protesta la Polizia Penitenziaria (foto di repertorio)

Alla Casa Circondariale di Vercelli il clima tra gli agenti di Polizia Penitenziaria viene descritto come sempre più teso. A sollevare il caso è il Sappe, che denuncia un ricorso allo strumento disciplinare ritenuto “eccessivo e sproporzionato” da parte della direzione dell’istituto.

Secondo quanto riferito dal segretario generale del sindacato, Donato Capece, negli ultimi tredici mesi sarebbero stati elevati 47 rapporti disciplinari nei confronti di appartenenti al Corpo in servizio a Vercelli. Un numero che, secondo il Sappe, starebbe generando “apprensione diffusa” tra gli agenti, con ripercussioni sul clima lavorativo quotidiano.

La questione è stata portata all’attenzione dei vertici del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) attraverso una lettera ufficiale. Capece sottolinea come una sanzione disciplinare possa incidere sull’avanzamento di qualifica e avere effetti negativi anche in occasione di concorsi interni, alimentando così un senso di insicurezza professionale.

Il sindacato evidenzia inoltre il contesto in cui operano gli agenti. L’organico della Polizia Penitenziaria a Vercelli risulterebbe infatti inferiore di 19 unità rispetto alla pianta organica prevista. Parallelamente, la popolazione detenuta supererebbe di 119 presenze la capienza regolamentare dell’istituto.

Una combinazione che, secondo il Sappe, comporta carichi di lavoro elevati, con agenti chiamati a coprire più posti di servizio contemporaneamente e un ricorso costante allo straordinario. “Si tratta di una evidente criticità organizzativa”, afferma Capece, che ritiene inevitabile un impatto sulle condizioni operative quotidiane.

Il sindacato precisa di non voler giustificare eventuali comportamenti irregolari, ma invita a considerare il contesto di forte squilibrio tra personale disponibile e numero di detenuti. In situazioni di questo tipo, sostiene il Sappe, il rischio di errori non dolosi può aumentare e richiedere una valutazione improntata a equilibrio e proporzionalità.

La questione è stata affrontata anche a livello politico. Lo stesso Capece ha riferito di aver rappresentato la situazione questa mattina a Roma al Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, piemontese.

Il Sappe chiede ora alle autorità competenti di valutare attentamente l’operato della Direzione dell’istituto e di fare chiarezza sulle dinamiche interne che hanno portato a un numero così elevato di procedimenti disciplinari.

In assenza di interventi, avverte il sindacato, non si può escludere che una parte del personale possa valutare la richiesta di trasferimento verso altre sedi, alla ricerca di un contesto lavorativo ritenuto più sereno.

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