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Il Comune di Gassino acquisisce il Palazzetto di via Diaz: finisce un'attesa durata 24 anni

Nuove prospettive per lo sport cittadino, per gli spazi di aggregazione e per gli eventi. Ora la vera sfida è la rifunzionalizzazione

Il Comune di Gassino acquisisce il Palazzetto di via Diaz: finisce un'attesa durata 24 anni

Il Comune di Gassino acquisisce il Palazzetto di via Diaz: finisce un'attesa durata 24 anni

Dopo ventiquattro anni di attese, rinvii e contenziosi, sul Palazzetto di via Diaz arriva una svolta che segna un prima e un dopo nella storia recente di Gassino Torinese. Ieri, 28 gennaio, il Comune ha firmato l’atto che sancisce la piena proprietà comunale dei terreni degli impianti sportivi, chiudendo definitivamente una vicenda aperta nel lontano 2002. Un passaggio formale, ma tutt’altro che secondario, che rimette ordine sul piano giuridico e apre – almeno potenzialmente – una nuova fase per un’area rimasta troppo a lungo sospesa.

Per anni, infatti, il Palazzetto di via Diaz è stato il simbolo di un immobilismo forzato. Una struttura presente, ma inutilizzabile, bloccata da una situazione proprietaria irrisolta che ha impedito qualsiasi intervento strutturale serio. Lo stesso sindaco Corrado, nei mesi scorsi, aveva più volte richiamato questo nodo come condizione preliminare indispensabile: senza la piena titolarità dell’area, ogni progetto sarebbe rimasto sulla carta.

La firma dell’atto cambia ora lo scenario. Come ha scritto Corrado, annunciando la conclusione dell’iter, la proprietà comunale consente finalmente di programmare con serenità nuovi investimenti e miglioramenti per lo sport e per la comunità. Parole che arrivano dopo anni in cui il Palazzetto è rimasto chiuso, mentre il mondo sportivo locale era costretto a cercare spazi altrove.

Negli ultimi mesi, il tema era tornato con forza al centro del dibattito cittadino grazie alla presa di posizione dell’ATP, l’associazione che riunisce Gassino Basket e Gassino Volley. Durante la manifestazione Sportivissimo, genitori e atleti avevano portato pubblicamente la loro richiesta: sbloccare la situazione del Palazzetto e restituire alla città uno spazio sportivo oggi inutilizzato. Una protesta che aveva acceso il confronto politico, soprattutto dopo alcune affermazioni sulla presunta inidoneità della struttura a ospitare attività come il basket, contestate dall’associazione con immagini e documentazione.

In quella fase, il sindaco aveva scelto una linea di cautela. Pur ribadendo la disponibilità al dialogo con le società sportive, aveva ricordato che, una volta chiusa la partita giuridica, sarebbe comunque stato necessario valutare attentamente lo stato dei luoghi. Anni di abbandono hanno lasciato il segno: mancano spogliatoi adeguati, servizi igienici, e le possibilità di realizzare spalti sono limitate. Elementi che rendono tutt’altro che scontata la possibilità di ospitare, almeno nell’immediato, partite ufficiali o competizioni regolamentari.

La svolta del 28 gennaio non cancella quindi automaticamente tutte le criticità, ma sposta il confronto su un piano diverso. Se prima il Comune poteva appellarsi all’assenza di certezze giuridiche, ora il tema diventa politico e programmatorio: cosa fare di quell’area, con quali risorse e con quali priorità. Il Palazzetto, per l’ATP, resta una possibile risposta a una situazione che definisce insostenibile, con circa 250 tesserati costretti a spostarsi tra Gassino, Castiglione e Rivalba per allenamenti e partite, spesso in palestre non regolamentari.

Allo stesso tempo, la zona di via Diaz non è solo un tema sportivo. È un’area che potrebbe tornare a essere uno spazio polifunzionale, capace di ospitare non solo attività sportive, ma anche eventi, manifestazioni e iniziative pubbliche. Un’idea già emersa nel dibattito e che ora, con la proprietà finalmente chiarita, può essere valutata senza i vincoli che hanno congelato ogni ipotesi per oltre due decenni.

Resta però aperta la questione delle risorse. La firma dell’atto non equivale all’avvio di un cantiere. Come lo stesso Corrado aveva sottolineato nei mesi scorsi, le opinioni e le richieste, per quanto comprensibili, devono confrontarsi con il senso delle priorità. Il recupero del Palazzetto richiederà investimenti significativi e scelte chiare, in un contesto in cui il Comune è chiamato a tenere insieme molte esigenze diverse.

La giornata di mercoledì scorso segna dunque un punto fermo, ma non un traguardo. Dopo ventiquattro anni, il Palazzetto di via Diaz esce finalmente dal limbo giuridico. Ora la palla passa alla politica: trasformare questa conquista formale in un progetto concreto, capace di dare risposte al mondo sportivo e, più in generale, alla comunità gassinese. Le polemiche degli ultimi mesi hanno mostrato quanto il tema sia sentito. La vera sfida, adesso, è dimostrare che la lunga attesa non è stata vana.

Il Palazzetto di via Diaz

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