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Sostegno alle famiglie e servizi sociali: il CISA conferma Giulia Guazzora alla guida del welfare collinare

Rinnovati i vertici dell’ente che gestisce il welfare di San Mauro e dell’area collinare. Tra gli altri comuni, Gassino, Castiglione, San Raffaele Cimena, Castagneto Po, Sciolze, Rivalba e Cinzano

Sostegno alle famiglie e servizi sociali: il CISA conferma Giulia Guazzora alla guida del welfare collinare

Sostegno alle famiglie e servizi sociali: il CISA conferma Giulia Guazzora alla guida del welfare collinare (a sinistra: Giulia Guazzora)

Nessuna sorpresa, nessuno scossone. Il rinnovo del Consiglio di amministrazione del CISA – Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale si è chiuso nel segno della continuità, confermando in blocco l’assetto che ha guidato l’ente negli ultimi tre anni. L’assemblea dei sindaci, riunitasi lunedì 26 gennaio, ha rinnovato la fiducia all’attuale governance del consorzio che rappresenta uno dei pilastri – spesso silenziosi ma decisivi – del welfare locale.

Alla presidenza del Cda resta Angelo Corrù, affiancato dal vicepresidente Luigi Antonetto e dalla consigliera Francesca Parlacino. Parallelamente, è stata riconfermata Giulia Guazzora, sindaca di San Mauro Torinese, nel ruolo di presidente dell’Assemblea dei sindaci, incarico che manterrà fino alla naturale scadenza del mandato amministrativo.

Ma qual è davvero il ruolo del CISA? Si tratta consorzio pubblico che gestisce i servizi socio-assistenziali per una vasta area della collina torinese e della cintura nord-est, comprendendo i Comuni di San Mauro Torinese, Gassino Torinese, Castiglione Torinese, San Raffaele Cimena, Castagneto Po, Sciolze, Rivalba e Cinzano. In concreto, il CISA si occupa di interventi che toccano la vita quotidiana delle persone più fragili: minori in difficoltà, famiglie seguite dai servizi sociali, persone con disabilità, anziani non autosufficienti, situazioni di marginalità ed emergenza abitativa.

È il livello di governo dove le politiche sociali diventano operative. Non si parla di linee guida astratte, ma di assistenza domiciliare, affidi, tutela dei minori, inserimenti educativi, progetti individualizzati. Un lavoro che spesso resta lontano dal dibattito pubblico, ma che diventa immediatamente visibile quando qualcosa non funziona.

La riconferma integrale dei vertici è un segnale politico prima ancora che amministrativo. I sindaci dei Comuni consorziati hanno scelto di non cambiare assetto in una fase complessa, segnata dall’aumento delle richieste di aiuto e da risorse economiche sempre più limitate. Una scelta che punta sulla stabilità, ma che inevitabilmente rinvia qualsiasi riflessione su un possibile cambio di passo nella gestione del welfare territoriale.

Il ruolo della presidente dell’Assemblea dei sindaci, in questo quadro, è centrale. È l’organo che definisce gli indirizzi politici del consorzio e tiene insieme amministrazioni diverse per dimensione, colore politico e priorità. La riconferma di Giulia Guazzora consolida una leadership che ha già attraversato anni difficili, tra pandemia, emergenze sociali e crescente pressione sui servizi.

Il nuovo triennio non sarà privo di nodi da sciogliere. Il CISA dovrà confrontarsi con l’aumento delle fragilità sociali, con il tema della carenza di personale specializzato e con il rapporto sempre più stretto tra servizi sociali, sanità e Comuni. Sullo sfondo, resta anche la questione delle risorse: garantire risposte omogenee su territori molto diversi, senza creare disparità tra cittadini di Comuni più grandi e quelli più piccoli.

Il rinnovo del Cda chiude quindi una fase formale, ma apre un periodo in cui il consorzio sarà chiamato a dimostrare che la continuità non significhi immobilismo. Perché se è vero che il welfare è spesso invisibile, è altrettanto vero che diventa immediatamente centrale quando manca. E allora, più delle conferme, saranno le scelte future a dire se il CISA saprà reggere la pressione di un territorio che cambia.

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