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SFM1 verso la svolta: centralizzazione al Lingotto e investimenti Pnrr per rilanciare la Canavesana

Nuova gestione della circolazione, monitor in tutte le stazioni e promessa di più puntualità sulla Rivarolo-Chieri entro il 2026

SFM1 verso la svolta

SFM1 verso la svolta: centralizzazione al Lingotto e investimenti Pnrr per rilanciare la Canavesana

Una linea strategica per il Canavese che da anni vive tra ritardi, segnalazioni e richieste di intervento. Ora la SFM1 Rivarolo-Chieri, conosciuta dai pendolari come la “Canavesana”, prova a rilanciarsi con un pacchetto di interventi infrastrutturali e tecnologici che dovrebbero entrare in funzione entro il primo semestre del 2026.

Il punto è stato fatto mercoledì 4 febbraio in una riunione da remoto che ha messo attorno allo stesso tavolo virtuale l’onorevole Alessandro Giglio Vigna, l’assessore di Rivarolo Canavese Alessia Cuffia, i rappresentanti del comitato “Quelli della Canavesana – SFM1” e i referenti territoriali di Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia, entrambe società del Gruppo FS.

L’incontro, secondo quanto riferito dai partecipanti, ha avuto un esito positivo ed è stato dedicato in particolare ai lavori in corso per migliorare l’andamento e la regolarità della linea. La SFM1 è oggi servita da un treno ogni 30 minuti nelle ore di punta e rappresenta una delle dorsali del trasporto pubblico tra il Canavese e Torino.

Sul tavolo ci sono investimenti rilevanti, sostenuti anche con fondi del Pnrr, destinati al potenziamento sia infrastrutturale sia tecnologico. L’obiettivo dichiarato è aumentare l’affidabilità del servizio e ridurre l’impatto delle criticità che negli anni hanno inciso sulla qualità del viaggio dei pendolari.

Il cambiamento più significativo riguarda la gestione centralizzata della circolazione ferroviaria. Entro il primo semestre del 2026 il controllo della linea sarà trasferito al Posto Centrale di Torino Lingotto. Una cabina di regia unica che dovrebbe garantire maggiore efficienza operativa, comunicazioni più rapide e una risposta più tempestiva in caso di anomalie.

La centralizzazione è uno snodo tecnico importante. Significa poter intervenire con maggiore coordinamento sulla circolazione dei treni, soprattutto nei momenti di criticità, e migliorare la capacità di informare l’utenza in tempo reale. Un passaggio che, nelle intenzioni di RFI e Regione Piemonte, dovrebbe tradursi in una gestione più fluida e in una riduzione dei disservizi.

Parallelamente, entro lo stesso periodo, tutte le stazioni della linea saranno dotate di monitor led riepilogativi con indicazione di partenze e arrivi. A Rivarolo sono previsti anche gli indicatori di binario sui marciapiedi, un dettaglio non secondario per chi ogni giorno utilizza la linea e chiede informazioni chiare e immediate.

Il nuovo sistema di Informazione e Comunicazione promette aggiornamenti automatici basati sull’effettiva marcia del treno. In pratica, i dati esposti in stazione e diffusi attraverso i canali informativi dovrebbero rispecchiare in tempo reale la situazione della circolazione, sia in condizioni ordinarie sia nei casi di ritardi o interruzioni.

Un tema centrale per i pendolari, che negli anni hanno più volte lamentato carenze nella comunicazione in caso di problemi sulla linea. Proprio il comitato “Quelli della Canavesana – SFM1” ha avuto un ruolo attivo nel mantenere alta l’attenzione sulle criticità del servizio, chiedendo confronti periodici con le istituzioni e le aziende ferroviarie.

Trenitalia e RFI hanno confermato il monitoraggio costante sulla tratta Rivarolo-Chieri, attraverso le rispettive sale operative e gruppi di lavoro congiunti. L’obiettivo dichiarato è rendere il viaggio più confortevole e intervenire tempestivamente in caso di eventuali disservizi.

La SFM1 non è una linea qualsiasi. Collega territori con forte vocazione industriale e residenziale, intercetta studenti e lavoratori diretti a Torino e rappresenta un’alternativa concreta al traffico su gomma. Il suo funzionamento incide direttamente sulla qualità della vita di migliaia di persone.

Negli ultimi anni la linea è stata al centro di polemiche per ritardi, cancellazioni e problemi infrastrutturali. Gli investimenti annunciati segnano una volontà di rilancio, ma la vera prova sarà la capacità di tradurre gli interventi tecnici in un miglioramento percepibile dagli utenti.

La centralizzazione al Lingotto, i nuovi monitor e il sistema informativo aggiornato in tempo reale rappresentano tasselli di un progetto più ampio di modernizzazione. Resta ora la sfida dei tempi: il cronoprogramma parla del primo semestre 2026. Per i pendolari, abituati a misurare l’efficienza in minuti di attesa e coincidenze perse, l’attesa è già iniziata.

Il confronto tra istituzioni, comitati e aziende ferroviarie è un segnale di dialogo. Ma sarà la regolarità quotidiana dei treni a dire se la Canavesana avrà davvero cambiato passo.

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