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11 Febbraio 2026 - 10:43
Piaghe da decubito, la vergogna nascosta della sanità italiana che costa un miliardo l’anno
Non fanno rumore. Non finiscono quasi mai in prima pagina. Eppure incidono sulla vita di milioni di persone e pesano in modo rilevante sui conti pubblici. Le piaghe da decubito sono una delle emergenze più sottovalutate della sanità italiana. Un problema diffuso, spesso nascosto nelle cartelle cliniche o tra le mura di casa, che secondo le stime più recenti coinvolge quasi 2 milioni di persone nel nostro Paese.
Dietro il termine tecnico si nasconde una realtà fatta di dolore, infezioni, ricoveri prolungati e, in molti casi, di possibili carenze assistenziali. Le lesioni cutanee, in generale, assorbono circa il 4% dei costi del Servizio Sanitario Nazionale. Parliamo di una cifra che si avvicina a 1 miliardo di euro l’anno, una quota significativa della spesa sanitaria complessiva. Una parte consistente di questo importo è legata proprio alle piaghe da decubito: tempo del personale sanitario, medicazioni ripetute, utilizzo di dispositivi specifici e aumento delle giornate di degenza.
A sollevare il tema con forza è l’associazione Codici, che da tempo affianca i pazienti e ora ha deciso di lanciare una campagna nazionale di assistenza dal titolo “La ferita ingiusta”. L’obiettivo è duplice: offrire supporto a chi si trova a gestire queste situazioni e accendere i riflettori su una problematica che, secondo l’associazione, non riceve l’attenzione che merita.
Il segretario nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, parla apertamente di emergenza silenziosa. Le piaghe da decubito, osserva, esistono e sono serie, ma spesso non vengono adeguatamente segnalate nella documentazione clinica. Ci sono poi i casi che non compaiono nei report ufficiali, come quelli di pazienti assistiti a domicilio che si affidano a cure improvvisate o a soluzioni fai da te.
Le conseguenze non sono solo cliniche. Le piaghe da decubito causano sofferenza e dolore, aumentano il rischio di infezioni anche gravi e rappresentano un indicatore chiaro della qualità dell’assistenza sanitaria. Laddove compaiono, sottolinea Giacomelli, di frequente si riscontrano negligenza o mancata prevenzione. Una situazione che, secondo l’associazione, non può essere accettata.

Le lesioni da pressione si sviluppano soprattutto in pazienti allettati o con mobilità ridotta, quando una parte del corpo resta a lungo compressa contro il letto o la sedia. Senza adeguate manovre di prevenzione – cambi posturali regolari, utilizzo di materassi antidecubito, controllo quotidiano della pelle – il rischio aumenta. I protocolli esistono e sono chiari, ma non sempre vengono applicati con la necessaria attenzione.
Il problema, però, non si esaurisce nelle strutture ospedaliere o nelle residenze per anziani. Molti pazienti vengono dimessi con lesioni ancora aperte. Tornare a casa in queste condizioni significa affrontare ulteriori spese e responsabilità. Secondo alcune stime, una famiglia può arrivare a spendere oltre 200 euro al mese per medicazioni e dispositivi. A questa voce si aggiungono il tempo dedicato all’assistenza, la preoccupazione costante e lo stress psicologico.
La piaga da decubito diventa così un peso che si trasferisce dal sistema sanitario alla famiglia. E spesso si accompagna a un senso di frustrazione: la percezione che quella ferita potesse essere evitata con una prevenzione più attenta o con un monitoraggio più rigoroso.
“La ferita ingiusta” nasce proprio per dare voce a queste situazioni. La campagna riguarda tutto il territorio nazionale e mette a disposizione diversi canali per le segnalazioni: un numero telefonico, un contatto WhatsApp e un indirizzo e-mail dedicato. L’associazione invita pazienti e familiari a raccontare la propria esperienza, a segnalare eventuali irregolarità e a chiedere il rispetto dei protocolli sanitari.
Il messaggio è chiaro: prevenire è possibile e costa meno che curare. Una piaga da decubito non è un evento inevitabile, ma nella maggior parte dei casi una complicanza prevenibile con procedure corrette e tempestive. Per questo Codici chiede maggiore trasparenza, controlli più stringenti e una formazione continua del personale.
Sul piano sistemico, la questione apre una riflessione più ampia sulla gestione della cronicità e dell’invecchiamento della popolazione. Con l’aumento degli anziani e dei pazienti fragili, il rischio di lesioni da pressione è destinato a crescere. Senza un investimento deciso sulla prevenzione, i costi – umani ed economici – rischiano di aumentare ulteriormente.
Le piaghe da decubito sono una ferita visibile sulla pelle, ma anche una crepa nel sistema di assistenza. Raccontano storie di fragilità e di dipendenza, ma anche di organizzazione sanitaria. Dove la prevenzione funziona, le lesioni diminuiscono. Dove manca attenzione, il problema esplode.
Accendere i riflettori su questa realtà significa affrontare un nodo scomodo. Significa chiedersi se le procedure vengono davvero rispettate, se i controlli sono adeguati, se i pazienti più vulnerabili ricevono la tutela necessaria. E significa ricordare che dietro ogni cifra, dietro ogni percentuale di spesa, c’è una persona.
Un’emergenza silenziosa, dunque. Ma non per questo meno urgente. Le piaghe da decubito non fanno notizia, ma incidono sulla qualità della vita di milioni di italiani. E sulla tenuta del sistema sanitario. La sfida, ora, è trasformare il silenzio in consapevolezza e la consapevolezza in azione.
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