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09 Febbraio 2026 - 19:58
Stefano Pitasi
C’è una canzone che non ha bisogno di urlare per farsi sentire. “Me l’hai insegnato tu”, il nuovo singolo di Stefano Pitasi, appartiene a questa categoria rara: brani che arrivano piano, ma restano. Disponibile su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica, il pezzo segna un nuovo passaggio nel percorso di un giovane cantautore torinese che, a dispetto dell’età, continua a mostrare una sorprendente lucidità emotiva e una scrittura sempre più consapevole.
“Me l’hai insegnato tu” è una canzone pop nel senso più nobile del termine: immediata nella melodia, ma stratificata nel contenuto. Racconta una crescita, un attraversamento, il momento in cui ci si rende conto che certi legami lasciano tracce profonde anche quando finiscono. Non parla di rotture urlate o di drammi plateali, ma di ciò che resta, di quello che si impara attraverso l’altro e che, nel bene o nel male, diventa parte di noi. È un passaggio di consapevolezza che nasce da un rapporto importante e che segna un prima e un dopo.
Il brano rappresenta una tappa significativa anche dal punto di vista artisticoappresenta un passo in avanti evidente rispetto alle precedenti pubblicazioni. Più maturo, più diretto, più autentico: Pitasi sembra aver trovato una voce sempre più riconoscibile, capace di parlare di emozioni personali senza chiudersi nell’autobiografia. È una scrittura che cerca l’universale, che invita chi ascolta a ritrovarsi nei dettagli, nei silenzi, nelle frasi non dette.
Dal punto di vista creativo, “Me l’hai insegnato tu” nasce da un lavoro corale che affianca alla sensibilità dell’interprete una squadra di autori e compositori di primo piano. Tra gli autori figurano Daniele Chiarolanza e Daniele Piovani, mentre la parte musicale porta la firma di Daniele Chiarolanza, Marco Salvaderi, Kende e Lorenzo Santarelli. Un team che contribuisce a costruire un brano equilibrato, capace di sostenere l’intensità emotiva del testo senza appesantirlo, lasciando spazio alla voce e all’interpretazione.
La partecipazione di Stefano Pitasi ad Area Sanremo con questo singolo rappresenta un ulteriore tassello di crescita. Non solo una vetrina, ma un banco di prova importante, che colloca il suo lavoro all’interno di un contesto nazionale e lo mette in dialogo con una scena musicale più ampia, competitiva e selettiva. Un’esperienza che arriva in un momento di piena evoluzione del suo percorso.



“Me l’hai insegnato tu” arriva infatti dopo una serie di pubblicazioni che hanno già messo in luce la sensibilità dell’artista e la sua capacità di raccontare le fragilità senza filtri. Dopo il singolo “Bugia”, Pitasi ha pubblicato “Veleno”, un brano di forte impatto emotivo, costruito come una ballata pop attraversata da eleganti contaminazioni R&B. In “Veleno” il tema centrale è l’amore tossico, raccontato nelle sue contraddizioni: desiderio e sofferenza, parole che bruciano e silenzi che fanno rumore. Una canzone che non cerca consolazione, ma prende atto della complessità delle relazioni e del confine sottile tra ciò che fa bene e ciò che distrugge.
La produzione di “Veleno”, firmata da Andrea Fusini, ha contribuito a creare un’atmosfera intima e avvolgente, mettendo in risalto una vocalità sorprendentemente matura per un artista così giovane. Un lavoro che ha consolidato l’identità musicale di Pitasi e che ha preparato il terreno per il nuovo singolo, più riflessivo e meno istintivo, ma non meno intenso.
La storia di Stefano Pitasi, del resto, è quella di un talento coltivato con metodo e dedizione fin dall’infanzia. Nato a Ciriè il 21 agosto 2007, si avvicina alla musica molto presto, iniziando lo studio del pianoforte a soli quattro anni. A questo affianca la batteria e, successivamente, il canto, costruendo nel tempo una formazione musicale completa. Cresce sotto la guida di insegnanti come Sergio Moses e Luca Pitteri e approfondisce la scrittura frequentando corsi di songwriting a Roma con Tony Bungaro.
Parallelamente allo studio, Pitasi partecipa ai principali concorsi musicali italiani, ottenendo numerosi riconoscimenti e piazzamenti sul podio. I primi inediti, scritti insieme ai co-autori Denis Chiatellino e Caruccio, segnano le prime tappe di un percorso in continua evoluzione. Brani come “Come un aquilone”, “Balliamo insieme questa notte” e “Occhi lucidi” mostrano già una predisposizione naturale al racconto emotivo.
Il 2023 rappresenta un momento di svolta con “Ti voglio raggiungere”, un brano che ha anche un forte valore personale, perché contribuisce a riavvicinare Stefano al fratello dopo anni di lontananza. Un episodio che conferma come la musica, per lui, non sia solo espressione artistica ma anche strumento di relazione, di ricomposizione, di dialogo.
Nel 2024 arriva un altro passaggio decisivo: la vittoria del primo premio assoluto di CampusBand, che attira l’attenzione di Mario Lavezzi, il quale decide di produrlo. Pochi mesi dopo, a fine ottobre, Stefano Pitasi firma il suo primo contratto discografico con Warner Music Italy, segnando ufficialmente l’ingresso in una nuova fase della sua carriera.
Accanto alla musica, Pitasi continua a portare avanti gli studi presso l’Istituto socio-sanitario D’Oria, dimostrando una sensibilità che si riflette anche nell’impegno sociale. Spesso promuove iniziative benefiche attraverso la musica, utilizzandola come strumento di condivisione e attenzione verso gli altri. Grande appassionato di calcio, fa parte della Nazionale Calcio Spettacolo e coltiva il sogno di entrare un giorno nella Nazionale Cantanti, unendo sport, spettacolo e solidarietà.
Con “Me l’hai insegnato tu”, Stefano Pitasi conferma dunque una direzione chiara: raccontare emozioni autentiche, trasformare esperienze personali in storie capaci di parlare a molti, senza forzature e senza maschere. È un percorso che non cerca scorciatoie, ma costruisce passo dopo passo una credibilità artistica fondata sulla scrittura, sull’interpretazione e su una visione sempre più definita della propria identità musicale. Un cammino ancora all’inizio, ma già segnato da scelte precise e da una maturità che lascia intravedere sviluppi importanti.
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