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09 Febbraio 2026 - 15:49
Deposito Avogadro, il Comune di Saluggia frena: “Nessuna comunicazione ufficiale, solo ipotesi”
Il Comune di Saluggia rompe il silenzio e mette nero su bianco la propria posizione sul Deposito Avogadro, dopo il susseguirsi di notizie e indiscrezioni che nelle ultime settimane hanno riacceso l’attenzione su uno dei siti più sensibili del territorio. La linea dell’amministrazione è netta: allo stato attuale non esiste alcun atto formale che confermi né la cessione del deposito da Stellantis a Sogin, né tantomeno ipotesi di rientro o stoccaggio a Saluggia di rifiuti radioattivi oggi custoditi all’estero.
Lunedì febbraio 2026 il Comune ha chiarito di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte degli enti competenti su operazioni di trasferimento di proprietà o su nuovi utilizzi del sito. Un passaggio che assume particolare rilievo alla luce del dibattito pubblico in corso, spesso alimentato – sottolinea implicitamente l’amministrazione – da ricostruzioni non supportate da atti amministrativi.
Un altro elemento evidenziato riguarda l’assenza totale di richieste urbanistiche o edilizie. Al Comune non sono pervenute istanze relative ad adeguamenti strutturali o interventi di ristrutturazione degli edifici del Deposito Avogadro, strutture che risalgono agli anni Cinquanta e che, in caso di nuove destinazioni d’uso, richiederebbero inevitabilmente importanti opere di ammodernamento. Anche questo, per l’amministrazione, è un dato oggettivo che ridimensiona le ipotesi circolate.
Nel chiarimento istituzionale trova spazio anche un aspetto ritenuto centrale ma spesso assente nel racconto mediatico: il rischio idrogeologico dell’area. Il Comune ricorda infatti che il Deposito Avogadro rientra nel perimetro del Polo Biomedicale e che è già previsto un progetto di difesa idraulica con uno stanziamento complessivo di 17 milioni di euro. L’opera, programmata entro il 2029, prevede la realizzazione di un argine capace di mitigare in modo significativo la vulnerabilità del territorio, un fattore che incide direttamente su qualsiasi valutazione futura dell’area.
Il messaggio che arriva da Saluggia è duplice. Da un lato, l’amministrazione rivendica un approccio basato su atti ufficiali e procedure trasparenti, prendendo le distanze da ipotesi non formalizzate. Dall’altro, rassicura i cittadini sul fatto che ogni eventuale decisione che coinvolga il Deposito Avogadro, qualora venga effettivamente sottoposta agli enti locali, sarà condivisa in modo chiaro e pubblico, senza scorciatoie comunicative.
In una materia delicata come quella legata ai siti nucleari, il Comune sceglie dunque di ancorare il confronto ai documenti e non alle suggestioni. Un richiamo alla prudenza istituzionale che, almeno per ora, congela il dibattito su certezze molto semplici: nessun passaggio di proprietà comunicato, nessun progetto depositato, nessuna decisione assunta. Tutto il resto, al momento, resta fuori dagli atti.

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