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09 Febbraio 2026 - 09:45
Mattarella chiede di Pecco Bagnaia a Valentino Rossi: la MotoGP irrompe sul tram di Milano-Cortina
C’è un’Italia che si riconosce nei gesti semplici e nelle conversazioni inattese. Un’Italia che, per qualche istante, mette insieme sport e istituzioni senza retorica, affidandosi alla naturalezza di un incontro lontano dai palchi ufficiali. È l’Italia che affiora dietro le quinte della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, quando un tram diventa palcoscenico e due figure simboliche si trovano fianco a fianco: Valentino Rossi e Sergio Mattarella.
La scena, diventata in poche ore uno dei momenti più commentati della cerimonia, ha colpito per la sua forza narrativa. Il campione che ha segnato un’epoca del motociclismo mondiale e il Presidente della Repubblica, accomunati da una sobrietà che non rinuncia al sorriso. Un passaggio breve, calibrato, studiato per raccontare l’Italia che viaggia insieme verso un grande appuntamento sportivo. Ma è ciò che non si è visto in diretta a rendere quell’incontro ancora più interessante.
Il video, girato in gran segreto il 2 febbraio, è nato all’interno di un deposito dell’ATM di Milano, con alcune scene completate grazie a controfigure. Tutto è stato pensato per mantenere la massima riservatezza fino alla messa in onda. Un lavoro silenzioso, lontano dal clamore, in perfetta sintonia con lo stile del Capo dello Stato e con l’approccio ormai istituzionale di Rossi, che da anni ha smesso i panni del pilota per vestire quelli del grande ambasciatore dello sport italiano.
Eppure, dietro quella compostezza, c’è spazio per la spontaneità. Valentino Rossi ha raccontato di aver accolto con entusiasmo la proposta di prendere parte alla scena insieme al Presidente, incontrato in passato solo in contesti ufficiali. Questa volta, però, il contatto è stato diverso, più diretto, più umano. Non una cerimonia, non un protocollo, ma un breve tempo condiviso, sufficiente a lasciare il segno.

Con Rossi c’era anche Francesca Sofia Novello, compagna del Dottore, presente al momento dell’incontro. Un dettaglio che ha aggiunto un tocco di normalità a una situazione per definizione solenne. Il Presidente ha salutato la coppia con cordialità, soffermandosi anche su Francesca, in un clima disteso che ha sorpreso e divertito gli stessi protagonisti. Un frammento che restituisce l’immagine di un Mattarella attento, curioso, capace di muoversi con naturalezza anche fuori dagli schemi più rigidi.
Ma il passaggio che più di tutti ha acceso l’attenzione degli appassionati di sport riguarda la MotoGP. Perché se è vero che Milano-Cortina guarda agli sport invernali, è altrettanto vero che il motociclismo resta una delle grandi passioni popolari del Paese. E il Presidente della Repubblica, lontano dall’essere spettatore distratto, ha dimostrato di seguire con interesse l’evoluzione del Motomondiale.
Durante l’incontro, Mattarella ha chiesto informazioni sul campionato in arrivo e in particolare su Pecco Bagnaia, il pilota di Chivasso, simbolo di una nuova generazione che ha raccolto l’eredità dei grandi campioni del passato. Una domanda tutt’altro che formale, che ha sorpreso e al tempo stesso colpito Valentino Rossi per competenza e tempismo.
A raccontarlo è stato lo stesso Rossi, che ha svelato il retroscena con il tono leggero di chi si rende conto, solo a posteriori, di aver vissuto un momento speciale:
«Il Presidente mi ha anche chiesto come siamo messi nel Motomondiale e come sta Bagnaia. L’ho rassicurato e lui: “Bene, allora ce la facciamo a batterli questi spagnoli?” Un grande».
In poche parole, tutta la scena. L’attenzione per lo sport, la conoscenza delle dinamiche del campionato, la rivalità storica con la Spagna, evocata con ironia e spirito competitivo. Un dialogo che dice molto più di quanto sembri: racconta un Paese in cui lo sport continua a essere linguaggio comune, terreno di incontro tra mondi diversi, occasione di identità condivisa.
Il riferimento a Bagnaia non è casuale. Il pilota piemontese rappresenta oggi uno dei volti più riconoscibili del motociclismo italiano, reduce da stagioni intense e da una convivenza sportivamente complessa con campioni del calibro di Marc Márquez. Che il Presidente della Repubblica chieda informazioni proprio su di lui è il segno di un’attenzione che va oltre il risultato immediato, toccando il racconto più ampio dello sport come patrimonio nazionale.
Il parallelo con altre cerimonie olimpiche iconiche viene naturale. Come accadde a Londra con la Regina Elisabetta e James Bond, anche qui l’elemento simbolico ha funzionato perché misurato, credibile, coerente con i protagonisti. Nessuna forzatura, nessun eccesso. Solo un breve viaggio in tram, sufficiente a raccontare un’idea di Paese.
Milano-Cortina, ancora prima di iniziare, ha così trovato uno dei suoi simboli: un incontro tra generazioni, tra ruoli diversi, uniti dalla stessa curiosità e dalla stessa passione. E in quel dialogo informale sulla MotoGP, tra una battuta e un augurio, si intravede forse il senso più profondo dello sport italiano: la capacità di tenere insieme istituzioni e popolo, campioni e tifosi, passato glorioso e futuro da costruire.
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