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Clamoroso a Sanremo, Andrea Pucci dice no: una rinuncia che diventa un caso nazionale

Dagli insulti alle minacce, il dietrofront del comico travolge Rai e direzione artistica

Sanremo, Pucci rinuncia alla co-conduzione dopo minacce: bufera su Rai e Conti

Sanremo, Pucci rinuncia alla co-conduzione dopo minacce: bufera su Rai e Conti

Clamoroso colpo di scena a pochi giorni dall’avvio del Festival di Sanremo. Andrea Pucci ha rinunciato alla co-conduzione della kermesse canora, dopo che solo pochi giorni prima Carlo Conti ne aveva annunciato ufficialmente la presenza sul palco del Teatro Ariston, indicandolo come protagonista della serata di giovedì 26 febbraio. Il dietrofront è arrivato nel primo pomeriggio di domenica 8 febbraio, con una decisione motivata da una lunga e articolata presa di posizione pubblica.

Alla base della rinuncia, come spiegato dallo stesso comico milanese, ci sarebbero gli insulti e le minacce ricevute nelle ultime ore, non solo nei suoi confronti ma anche verso la sua famiglia. «Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!», ha dichiarato Pucci, parlando apertamente di un’«onda mediatica negativa» capace di alterare «il patto fondamentale» con il pubblico. Nonostante il ringraziamento a Carlo Conti e alla Rai per l’offerta, la scelta è stata quella di non prendere parte al Festival.

Nel messaggio integrale diffuso dal comico, Andrea Pucci ripercorre il senso del suo lavoro artistico e le ragioni profonde della decisione: «Il mio lavoro è quello di far ridere la gente, da 35 anni, ma potrei dire da sempre! E da sempre ho portato sul palco usi e costumi del mio Paese, beffeggiando gli aspetti caratteriali dell’uomo e della donna. Attraverso il mio lavoro ho raggiunto obiettivi e traguardi con l’intenzione di regalare sorrisi e portare leggerezza a chi è sempre venuto a vedere i miei spettacoli». Poi torna sul clima delle ultime ore: «Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili! Quest’onda mediatica negativa che mi ha coinvolto in occasione dell’annunciata partecipazione a Sanremo, una manifestazione così importante che appartiene al cuore del Paese, altera il patto fondamentale che c’è tra me ed il pubblico, motivo per il quale ho deciso di fare un passo indietro in quanto i presupposti per esercitare la mia professione sono venuti a mancare».

Nel testo Pucci fa anche riferimento alla sua età e a vicende personali recenti: «A 61 anni, dopo quello che mi è accaduto fisicamente, non sento di dovermi confrontare in una lotta intellettualmente impari che non mi appartiene». Non manca il ringraziamento istituzionale: «Devo e voglio ringraziare Carlo Conti, la Rai, e tutti coloro che hanno creduto, pensato e proposto questa occasione che avrebbe significato per me una meravigliosa celebrazione». E una riflessione dal forte peso politico e culturale: «Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più, esiste l’uomo di destra e l’uomo di sinistra che la pensano in modo differente ma che si confrontano in un ordinamento democratico che per fortuna governa il nostro amato Paese! Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno». La chiusura è un augurio diretto a Conti: «Rimando quindi tutti gli in bocca al lupo a Carlo Conti augurandogli un’edizione di successo e vi aspetto a teatro».

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La vicenda aveva scatenato un’immediata ondata di critiche già al momento dell’annuncio. Dopo la comunicazione di Carlo Conti, Rai e direzione artistica del Festival erano state investite da polemiche anche politiche. In particolare il Partito Democratico aveva chiesto spiegazioni ai vertici dell’emittente pubblica sulla scelta di Pucci, ricordando come in passato il comico fosse stato protagonista di commenti controversi. Tra questi, i riferimenti a un tweet di Tommaso Zorzi con una volgarità sull’orientamento dell’influencer, le offese a Selvaggia Lucarelli, definita «bruttissima», l’aver festeggiato una vittoria elettorale della destra apostrofando come «zecche» gli elettori di sinistra e un commento sull’aspetto della segretaria del PD Elly Schlein, descritta come un mix tra «Alvaro Vitali e Pippo Franco».

Proprio Selvaggia Lucarelli è stata tra le voci più critiche verso Carlo Conti, ricordando pubblicamente i precedenti di Pucci. Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons, che in una nota aveva definito il comico un «personaggio divisivo», sottolineando come Sanremo debba invece essere un evento capace di unire. L’associazione aveva inoltre annunciato che avrebbe monitorato attentamente l’operato di Pucci sul palco dell’Ariston. Un controllo che non sarà più necessario: la rinuncia è diventata realtà.

A memoria, un caso simile non si era mai verificato nella storia del Festival. L’episodio lascia strascichi pesanti e l’immagine di una gestione che ha sollevato polemiche a catena, trasformando l’annuncio di un co-conduttore in un caso nazionale.

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