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Zigiotto candida i tombini di Settimo al Festival di Sanremo

Tra clang, clong e clink a ogni passaggio di auto, la città è ostaggio di una sinfonia di ghisa che non fa ridere nessuno. I residenti non dormono, il Comune ascolta e l’orchestra continua a suonare

Zigiotto candida i tombini di Settimo al Festival di Sanremo

Elena Piastra e Giorgio Zigiotto

“Settimo Torinese, città dei tombini “cantanti”, scrivevamo lo scorso anno. Non solo quando piove, attenzione. No, no: qui piove "musica" tutto l’anno, tutti i giorni, a ogni passaggio di macchina, scooter, furgone, camion dei rifiuti, passeggino, bici e monopattino. Basta un niente e clang!, clong!, clink!, parte la sinfonia. Nessuno escluso.

Via Verdi, via Roma, via Trieste, via Paganini (nomen omen)… intere vie trasformate in spartiti musicali. I tombini vibrano, saltellano, si agitano come prime donne in cerca di applausi. Una performance costante. Una street band di ghisa e disperazione.

Chi ci abita, però, non ride. Non batte le mani. Piange e si dispera. C’è una signora, per esempio, che vive da queste parti, con il marito malato oncologico: “Non dormiamo. È come avere una batteria nel salotto”.

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giorgio Zigiotto, dopo la denuncia dello scorso anno, ci prova di nuovo.

“Ho fatto tante segnalazioni - ci dice - Mettono solo delle pezzette di gomma. Come mettere un cerotto su una frana. Adesso basta! Se non si muovono mi rivolgerò all’Asl. Chiederò un rilevamento acustico… Peraltro segnalo che se i tombini di via Roma, angolo via Cavour, potrebbero candidarsi a Sanremo, quelli tra via Roma e via Mazzini tacciono. Quindi è proprio una questione di tombini e di chiusura. La soluzione è lì sotto gli occhi di tutti: cambiarli o saldarli. Così la facciamo finita”.

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 Via Roma angolo via cavour

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 Via Roma angolo via mazzini

Nel frattempo, l’orchestra continua. Nel regno di Elena Piastra, dove l’erba non si taglia per amore degli insetti impollinatori, i topi saltellano qua e là indisturbati nelle isole ecologiche, le strade si trasformano in laghetti tutte le volte che piove, le strisce pedonali sono sparite e l'illuminazione va e viene a seconda dell'umore dei pali, anche i tombini hanno diritto d’espressione. E quindi cantano. Urlano. Sbattono. Non c’è direttore d’orchestra, ma un Comune che evidentemente ama la musica sperimentale.

E se il problema dei tombini ballerini fosse solo acustico, potremmo pure riderci sopra. Ma no. Alcuni sprofondano. Altri si abbassano e fanno da trappola per ruote e tibie ignare. La situazione è “oggettivamente pericolosa”, ma tranquilli: c’è un progetto di riqualificazione previsto per il 2089.

Fa un po’ ridere che capiti tutto questo mentre in contemporanea si dipingono percorsi ciclopedonali per rallentare le auto e proteggere i pedoni. Risultato: a ogni passaggio un tonfo, un boato, un assolo. I residenti chiamano i Vigili, i Vigili chiamano il Comune, il Comune consulta un fonico.

“Forse – commenta amaro Zigiotto – anziché chiamare l’ufficio tecnico, bisognerebbe davvero chiamare Carlo Conti. Tra qualche settimana, al posto di Achille Lauro e Laura Pausini, potremmo mandare al Festival i tombini di via Roma. Si prevede un bel duetto con quello di via Verdi, già finalista all’edizione invernale del ‘Settimo Got Talent’”.

La verità è che se i cittadini continuano a impazzire, il Comune non riesce a fare altro, oltre che ascoltare sé stesso o uno dei racconti di Elena Piastra al microfono di “Radio Piastra” nella Biblioteca di Santa Piastra. E si scopre che i tombini canterini sono una specificità di Settimo Torinese, una sua genialata che tutto il mondo ci invidia. Amen.

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