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08 Febbraio 2026 - 13:02
Fiaccolata per le foibe a Torino, il silenzio della memoria attraversa il centro città
Una fiaccolata partecipata e silenziosa ha attraversato nella serata di ieri il centro di Torino, partendo da piazza Bernini e raggiungendo piazza Statuto, per rendere omaggio ai martiri delle foibe, gli italiani uccisi sul confine orientale durante e subito dopo la Seconda guerra mondiale. Un’iniziativa che si è svolta in un clima di raccoglimento e rispetto, lontano da slogan e contrapposizioni, con le fiaccole accese come unico segno visibile di una memoria che chiede spazio e riconoscimento.
Il corteo ha voluto richiamare l’attenzione su una pagina di storia a lungo rimasta ai margini del racconto pubblico, quella delle violenze e delle persecuzioni che colpirono migliaia di persone e che portarono anche al drammatico esodo giuliano-dalmata. Una ferita che, a distanza di decenni, continua a interrogare il presente e a sollecitare una riflessione collettiva, soprattutto tra le nuove generazioni.
Alla fiaccolata hanno preso parte numerosi cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni, sia locali sia europee, a testimonianza di come il tema delle foibe non sia soltanto un nodo della memoria nazionale, ma un passaggio storico che chiede di essere compreso, studiato e ricordato senza rimozioni. La scelta di una manifestazione sobria e composta ha voluto sottolineare proprio questo: affermare la verità storica senza ricorrere a toni aggressivi, ma con la fermezza di chi ritiene il ricordo un dovere civile.
Nel corso dell’iniziativa è intervenuto Raffaele Marascio, consigliere della Circoscrizione 4, che ha collegato il significato della fiaccolata al contesto attuale: «In un contesto cittadino e nazionale segnato da tensioni e violenze, che negli ultimi giorni stanno mettendo a ferro e fuoco le città italiane per mano della galassia antagonista, la fiaccolata di ieri ha rappresentato una risposta chiara e inequivocabile: la civiltà, il rispetto delle istituzioni e la forza delle idee sono l’antidoto a chi tenta di imporre il proprio pensiero con la violenza».

Marascio ha poi aggiunto: «A chi semina caos e violenza, Torino ha risposto con il silenzio delle fiaccole, con il ricordo delle vittime e con l’orgoglio di una comunità che non accetta lezioni da chi, ieri come oggi, vorrebbe provare a giustificare o minimizzare questa tragedia». E ha concluso ribadendo il senso politico e civile dell’iniziativa: «Ricordare i martiri delle foibe significa difendere la verità storica e riaffermare che la violenza politica non avrà mai cittadinanza nella nostra società».
A sottolineare la dimensione europea della memoria è intervenuto anche l’europarlamentare Giovanni Crosetto, che ha ricordato come «il dramma delle Foibe e il trauma dell’esodo giuliano-dalmata non siano solo una ferita italiana, ma una tragedia che interpella la coscienza di tutta l’Unione Europea». Crosetto ha annunciato che nei prossimi giorni, a Strasburgo, si terrà una conferenza seguita dalla proiezione di un film dedicato al tema, promossa grazie all’impegno del gruppo dei Conservatori europei, con l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo e contrastare ogni tentativo di relativizzazione.
La fiaccolata di Torino si inserisce così nel calendario delle iniziative legate al Giorno del Ricordo, ma assume anche un significato più ampio: quello di una città che sceglie la memoria come strumento di risposta, opponendo il raccoglimento e la dignità al clima di scontro e radicalizzazione. Un messaggio affidato non alle parole gridate, ma alla forza simbolica di un corteo silenzioso che ha attraversato il cuore della città.
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