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06 Febbraio 2026 - 14:44
Valerio Cignetti
Pubblichiamo di seguito una lettera inviata alla redazione dall’Unione degli Istriani – Piemonte e Valle d’Aosta, firmata da Valerio Cignetti, relativa alle iniziative promosse dal Comune di Ivrea in occasione del Giorno del Ricordo del 10 febbraio.
Il testo ricostruisce una serie di passaggi amministrativi e politici avvenuti negli ultimi anni, dalle mozioni discusse in Consiglio comunale fino alle più recenti deliberazioni di Giunta, soffermandosi in particolare sulle modalità con cui l’Amministrazione ha scelto di commemorare le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
Si tratta di una presa di posizione che esprime il punto di vista dell’associazione firmataria, chiamando in causa decisioni, atti ufficiali e rapporti istituzionali tra il Comune e l’Unione degli Istriani. La pubblichiamo integralmente per offrire ai lettori un ulteriore elemento di informazione e di riflessione su un tema che continua a suscitare dibattito nel contesto locale e nazionale.
Come sempre, la redazione resta disponibile a ospitare eventuali repliche o precisazioni da parte dei soggetti citati.
Liborio La Mattina
Riceviamo e pubblichiamo
Apprendiamo che il Sindaco e la Giunta comunale di Ivrea si distinguono ancora una volta nel tentare di nascondere e minimizzare il “Giorno del Ricordo”.
Solo per elencare i più recenti avvenimenti infatti, già nel 2024, una mozione era stata presentata da Andrea Cantoni, Capogruppo di Fratelli d’Italia, per sensibilizzare la Giunta eporediese – a guida PD – sul tema delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata, bocciata poi dalla maggioranza di sinistra del Consiglio Comunale.
L’anno successivo, dopo il patrocinio negato all’associazione CulturaIdentità per un evento organizzato con la partecipazione di Fausto Biloslavo, è stata approvata un’altra mozione, con ancora Cantoni primo firmatario, con la quale si impegnava il Sindaco e la Giunta a organizzare annualmente le celebrazioni in occasione del Giorno del Ricordo del 10 febbraio e a installare una targa in onore delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata.
In quell’occasione il Consigliere Cantoni, dopo aver denunciato il mancato coinvolgimento dell’Unione degli Istriani(con la quale è in vigore un protocollo d’intesa mai rispettato dall’attuale Amministrazione), donò nelle mani del Presidente del Consiglio Comunale una targa su cui era scritto “Il Consiglio Comunale della città di Ivrea pose questa targa a imperituro ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata”, impegnandosi ad apportare a proprie spese eventuali modifiche richieste dall’Amministrazione.
Invece, sul finire del mese di gennaio di quest’anno, è apparsa all’albo pretorio una delibera di Giunta con la quale si intitola una piccola area nei pressi del cimitero “Giardino del Ricordo”, dove verrà installata una nuova targa (dal costo di mille euro), recante la scritta:
“La Città di Ivrea dedica IL GIARDINO DEL RICORDO alle vittime del nazi-fascismo e dei totalitarismi, le Donne e gli Uomini della Resistenza, gli Internati Militari Italiani, i Deportati, gli Infoibati, gli Esuli, i soldati di tutte le guerre”.
Risulta quindi del tutto evidente che l’attuale maggioranza di Ivrea vuole colpevolmente minimizzare e confondere il Giorno del Ricordo con altre iniziative e con altre vicende che nulla hanno a che fare con lo stesso.
Sappiamo inoltre che è in programma una cerimonia per il giorno 10 febbraio, organizzata dall’Amministrazione comunale di Ivrea, ancora una volta senza il coinvolgimento dell’Unione degli Istriani.
Quindi ben volentieri noi ovviamente non parteciperemo e non ci faremo coinvolgere in questo ennesimo tentativo di stravolgere la storia e, oltre a chiedere il rispetto degli impegni assunti con l’approvazione del protocollo d’intesa con l’Unione degli Istriani, chiediamo anche il rispetto della legge Nazionale n.92 del 30 marzo 2004 che istituisce il Giorno del Ricordo e soprattutto il rispetto di chi ha subito i tragici eventi delle Foibe e dell’Esodo.
Valerio Cignetti
Unione degli Istriani
Piemonte e Valle d’Aosta
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