La campanella è suonata, la scuola è partita, ma attorno al nuovo plesso di via Regione Fiore la discussione è tutt’altro che chiusa. A riaccenderla oggi, 20 gennaio, è stata una polemica esplosa online, partita da un cittadino gassinese e rapidamente diventata terreno di confronto – e scontro – tra residenti e amministrazione.
Il nodo centrale è la sicurezza dell’area scolastica, in particolare la presenza e lo stato dei marciapiedi e la gestione dei flussi di traffico all’uscita delle lezioni. Una questione che si intreccia con un altro tema ormai ricorrente nel dibattito cittadino: quello delle buche stradali, considerate da molti il simbolo di una manutenzione giudicata insufficiente.
Nel post pubblicato, il cittadino parla di una situazione che definisce «urgente», puntando il dito sull’assenza di marciapiedi adeguati e sulla pericolosità dell’area per i bambini.
Il racconto si fa più duro quando viene citato un episodio avvenuto all’uscita da scuola: «Ieri (19 gennaio, n.d.r.) addirittura sotto gli occhi dei bambini appena usciti di scuola c’è stata una rissa tra due persone per chi doveva passare prima e uscire dal parcheggio». Un fatto che, al di là delle responsabilità individuali, viene letto come la conseguenza di una gestione ancora fragile degli spazi.
Il cittadino collega direttamente l’episodio alla mancanza di infrastrutture adeguate: «L’assenza di marciapiedi rimane comunque pericolosissima per i bambini», aggiungendo poi una critica più generale alle condizioni della viabilità in paese: «Oltre che purtroppo la presenza di numerose buche su tutta la stradale di Gassino. E pensano solo a rattoppare».
Nei commenti, come spesso accade, il dibattito si divide. C’è chi ridimensiona l’episodio della rissa, chiamando in causa il comportamento delle persone più che l’organizzazione degli spazi: «In parte ha ragione ma per quel che riguarda la rissa… Ci vuole cervello delle persone, cosa che ultimamente mi sembra che manchi… E su questo il sindaco non penso possa intervenire». Un intervento che sposta l’attenzione dalla responsabilità pubblica a quella individuale, senza però sciogliere il nodo della sicurezza complessiva.

La nuova scuola di via Regione Fiore
A intervenire direttamente è stato anche il sindaco Cristian Corrado, che ha risposto punto per punto alle accuse, senza entrare però nel merito della rissa di lunedì: «Davanti alla nuova scuola i marciapiedi sono già stati realizzati e sono di recente posa», ha scritto, ricordando che una parte delle infrastrutture pedonali è già stata completata.
Diverso il discorso per l’area dell’ex Gandhi, destinata a diventare un nuovo spazio urbano. Qui, secondo il sindaco, gli interventi sono imminenti: «Nell’area ex Gandhi, invece, sono in programma già nei prossimi giorni, meteo permettendo, gli interventi di delimitazione degli attraversamenti pedonali e di separazione delle aree pedonali da quelle carrabili, proprio per migliorare la sicurezza e la gestione dei flussi». Un passaggio che conferma come l’assetto della zona non sia ancora definitivo e che la fase attuale sia, di fatto, transitoria.
Corrado ha poi allargato lo sguardo agli altri marciapiedi della zona: «Per quanto riguarda gli altri marciapiedi della zona, è bene ricordare che si tratta di infrastrutture risalenti agli anni ’70–’80». Da qui l’annuncio di una progettazione in corso, ma anche l’invito a considerare i tempi necessari: «Stiamo progettando interventi di riqualificazione e rifacimento, che però richiedono tempi tecnici, risorse e una programmazione». La chiusura è un appello diretto ai cittadini: «Serve un po’ di pazienza e buon senso».
La polemica, al netto dei toni, fotografa una fase delicata per Gassino. L’apertura della nuova scuola rappresenta uno dei più grandi investimenti degli ultimi anni, ma porta con sé inevitabili criticità operative. La presenza iniziale di Protezione civile, vigili e volontari ha garantito un avvio ordinato, ma ora il banco di prova è la gestione ordinaria, senza presidi straordinari.
Sul fondo resta il tema più ampio delle manutenzioni. Le buche, più volte denunciate dai cittadini e finite anche al centro di atti consiliari, continuano a essere percepite come un problema strutturale. Alcuni interventi sono stati avviati, altri annunciati, ma la sensazione diffusa è che si proceda a macchia di leopardo, tra rattoppi e attese più lunghe.
La discussione sui marciapiedi davanti alla scuola diventa così qualcosa di più di una semplice polemica locale. È il riflesso di una domanda di sicurezza, ordine e programmazione che accompagna ogni grande opera pubblica. Ora la sfida per l’amministrazione sarà dimostrare, nei fatti e non solo nelle risposte online, che l’attenzione promessa alla sicurezza dei più piccoli saprà tradursi in interventi visibili e duraturi.